“La moglie del serial killer” – Alice Hunter


Voto: 4.5 stelle / 5

“La moglie del serial killer” (Newton Compton 2022, traduzione di Caterina Dell’Olivo) è un domestic noir che segna l’esordio di Alice Hunter. Ringraziamo la casa editrice per la copia cartacea in omaggio.

In questo thriller non troverete la maratona delle forze dell’ordine per risolvere un cold case. Non condividerete successi e frustrazioni di una gincana investigativa tra prove, indizi, false piste, testimonianze, inseguimenti. Assenti i profiler di rito, quando c’è in ballo un killer seriale.

Alice Hunter, infatti, disegna un thriller squisitamente psicologico a più voci. Il mistero si nasconde nella mente di due coniugi e nella loro interazione. Il risultato è un’immedesimazione ad alto impatto: chi legge si fida di ciò che i protagonisti pensano, dicono, riportano, ricostruiscono a posteriori. Fino a che punto sono attendibili?

Non sarà facile imboccare l’uscita di un intreccio complesso come un labirinto multicursale.

Trama de La moglie del serial killer

Una coppia modello con una bimbetta di tre anni vive da poco in un piccolo centro fuori Londra. Come sempre all’imbrunire la moglie Beth attende che il marito Tom rincasi, mentre la piccola Poppy aspetta il bacio del suo papà.

All’improvviso l’intimità del loro cottage viene violata da una visita della polizia, impegnata in un caso irrisolto risalente a otto anni prima. In un batter d’occhio Tom, accusato di omicidio, si trova in custodia cautelare.

Questo tsunami costringe moglie e marito a un adattamento psicologico dopo lo spaesamento iniziale. Tom, schiacciato dal terrore di perdere i suoi affetti, si consuma nell’attesa di conoscere le prove a suo carico.

Beth, la vera protagonista, percorre la Via Crucis emotiva di chi subisce un trauma. Raccoglie tutte le forze per proteggere la figlia. Affronta il processo della comunità: la condanna è l’emarginazione e lo stigma sociale in quanto moglie del serial killer.

Gatti

Beth fa il bilancio della sua vita coniugale tra marito, figlia, lavoro. Un’esistenza “a maggese” direbbe Amélie Nothomb. Ricostruisce l’elettrocardiogramma della sua relazione con Tom. Forse non è mai stato il Principe Azzurro, ammesso che lei sia Cenerentola. Galleggia in uno stato d’animo indeterminato, contemporaneamente viva e morta.

“Siamo come gatti nella scatola di Schrödinger

Recensione

In una settantina di brevi capitoli si alternano più voci narranti, tra cui spiccano quella di Tom e soprattutto di Beth, travolti da un’accusa infamante. L’autrice filtra azioni e pensieri, antefatti e dubbi attraverso la lente della loro soggettività.

“La moglie del serial killer” di Alice Hunter tiene in ostaggio il lettore con le informazioni che l’io narrante di turno decide di rivelare. Di conseguenza il leit motiv chiaroscurale cambia cromaticità, diluendo o intensificando ombre e luci. Sfaccettature inedite danno corpo a gradazioni intermedie. Mentre angolazioni impreviste regalano una luce diversa a fatti che il lettore pensava di conoscere.

Trompe l’oeil

Più pensi di avvicinarti alla verità, più te ne allontani. Solo in prossimità della conclusione, a suggello di un intreccio diabolico, il lettore ha contezza dell’illusione ottica che lo ha ingannato. Un romanzo da leggere tutto d’un fiato.

“La moglie del serial killer” di Alice Hunter tocca un nervo scoperto della vita di coppia: fino a che punto uno dei due è disposto a scendere a patti con se stesso.

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