“In viaggio” – Valerio Mottin

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Anteprima

Quattro persone e una Ritmo color cachi.  Quattro vite diverse, eppure vicine, si incontrano e decidono di intraprendere un lungo viaggio. Quattro personaggi differenti, ognuno con un segreto, un fardello e un obiettivo da raggiungere. E poi c’è la Ritmo vecchia e sgangherata, che li condurrà in questo viaggio, come un nonno farebbe con i propri nipotini. Arranca, sbuffa, ma è sempre accanto a loro e, anche se stanca, accompagnerà questa storia dall’inizio alla fine.

copertina in viaggio

Quattro persone e una Ritmo color cachi. Quattro vite diverse eppure così vicine che si incontrano per caso e decidono di intraprendere un lungo viaggio insieme.

Quattro personaggi totalmente diversi, che si susseguono in vicende che li accompagneranno durante tutto il libro, intrecciando avvenimenti con le loro vite private. Ognuno di loro custodisce un segreto, ognuno di loro ha un obiettivo da portare a termine.

E poi c’è la Ritmo. Una vecchia e sgangherata macchina che li accompagnerà in questo viaggio, come un nonno farebbe con i propri nipotini. Arranca, sbuffa, ma è sempre accanto a loro.

Mattia, protagonista indiscusso, alla ricerca di sé stesso e in fuga da i fantasmi del suo passato. Fantasmi che, inevitabilmente, tornano cosgtantemente a bussare alla sua porta.

Fernando, iracondo quanto misterioso personaggio del libro. Fugge da qualcosa che lui stesso fatica ad ammettere, inseguito da brutti ceffi che non lo lasceranno mai in pace, trascinando nel suo vortice anche tutta la combriccola improvvisata.

Alfredo, vecchio panciuto sempre sorridente, eppure anche lui nasconde un pesante fardello, che con il tempo verrà svelato. Nonostante l’apparenza, porta dentro una sofferenza difficile da superare.

E infine c’è Nina, la più giovane del gruppo. Appena quindici anni, ma già una vita di difficoltà che l’ha proiettata di prepotenza nel mondo degli adulti.

Quattro vite, quattro personaggi, ognuno diverso ma in fondo uguale agli altri. E una Ritmo. Color Cachi. Fiera e stanca allo stesso tempo, che accompagnerà questa storia, dall’inizio alla fine.

 

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Capitolo 1 (estratto)

L’aria, all’interno di questa stanza dai muri spogli, è rarefatta. Allento il colletto della camicia e mi lascio andare su una scomoda sedia arrugginita in punta.

In lontananza una cornacchia gracchia. Mi fissa. Poi apre le ali e scappa via. Anche lei.

Mi volto e tu sei lì.

– Ehi – dico io.

– Ehi. – dici tu.

– Siediti qui vicino a me, voglio raccontarti delle cose.

– Ti ascolto.

  • Ti ricordi quella volta al mare?
  • Quando correvamo sulla spiaggia?
  • Sì.
  • Ricordo il sole che ci scaldava e tu che eri tutto sudato.
  • Io ricordo invece quanto sorridevi.
  • Già.
  • Eri bellissima in quel momento.
  • Ora non più?
  • Ora lo sei sempre. Quel giorno però avevi una luce diversa negli occhi.
  • Dici?
  • Me la ricordo come fosse ieri.
  • Cos’era?
  • E felicità.
  • Solo che quei giorni non sono finiti.
  • Tu dici?

Le sfioro la mano con un dito. È fredda, rigida. La sua pelle più chiara del solito.
– Lo avresti mai detto?
– Cosa?
– Che sarebbe andata a finire così.
– No. Certo che no. Tu?
– E chi ci pensava.
– Già, chi ci pensava.
– Forse è stato il giorno più bello della mia vita sai?
– Ma non abbiamo fatto niente.
– Non serve fare qualcosa di speciale per essere felici.
– Lo pensi davvero?
– Certo, guardaci adesso.
– Non capisco.
– Quanto daresti per rivivere anche solo una volta quella giornata?
– Tutto.
– Lo vedi?
– Hai ragione.
– E poi, poi ti ricordi quando abbiamo giocato a rincorrerci?
– Sì, sembravamo due bambini scemi il primo giorno di scuola.
Sorrido. Aspiro una generosa boccata di nicotina.
– Eravamo due bambini scemi il primo giorno di scuola. – la correggo.
– Senza pensieri.
– Solo con la voglia di viverci.
– E adesso?
– Adesso sembrano passati anni.
– Eppure non è trascorso che qualche mese.
– Come è possibile?
– Io non lo so.
– A volte non possiamo saperlo.
– Cambierebbe qualcosa?
– Intendi sapere come tutto è capitato?
– Sì.
– Forse no. O forse aiuterebbe a superare meglio il momento, non credi?
– No, non credo. Questa è la giustificazione che ti dai per soffocare il tuo dolore.
– Hai ragione.
Sorride.
– Perché sorridi?
– Perché non mi hai mai dato ragione.
– Adesso lo farei sempre.
– Adesso non ha più importanza.
– Perché?
– Lo sai perché.
Un lacrima attraversa tutto il mio viso per morire, indifesa, a terra.
– Ci riuscirai.
– No. – dico io.
– Sì. Ne sono sicura. – dice lei.
– Come fai a dirlo?
– Perché alla fine io sarò sempre qui con te.
– Non credo a queste cose.
– Lo farai poi. Tutti ci credono.
– Io no.
– Capiterà.
– Ne sei sicura?
– Sì, perché io ti aiuterò.
Sposto lo sguardo oltre l’orizzonte. Anche il cielo sputa lacrime. Poi ti osservo. Non ti sei mai mossa. Come negli ultimi minuti, come nell’ultimo mese. Un paio di tubi trasparenti che escono dalle tue narici. Provo a scacciare le domande che non troverebbero mai risposta. Perché tu? Perché io? In fondo cosa abbiamo fatto di male noi?

Ma un lungo bip dalla macchina, squarcia con disprezzo i miei pensieri e questo silenzio surreale.
Ti accarezzo il viso e mi allontano, prima che questo dolore diventi troppo forte da sopportare.

Libro

Pagine

Quattro persone e una Ritmo color cachi.  Quattro vite diverse, eppure vicine, si incontrano e decidono di intraprendere un lungo viaggio. Quattro personaggi differenti, ognuno con un segreto, un fardello e un obiettivo da raggiungere. E poi c’è la Ritmo vecchia e sgangherata, che li condurrà in questo viaggio, come un nonno farebbe con i propri nipotini. Arranca, sbuffa, ma è sempre accanto a loro e, anche se stanca, accompagnerà questa storia dall’inizio alla fine.

- Forse è stato il giorno più bello della mia vita sai? - Ma non abbiamo fatto niente. - Non serve fare qualcosa di speciale per essere felici.

In viaggio – Valerio Mottin

- Perché sorridi? - Perché non mi hai mai dato ragione. - Adesso lo farei sempre. - Adesso non ha più importanza.

In viaggio – Valerio Mottin

Sposto lo sguardo oltre l’orizzonte. Anche il cielo sputa lacrime. Poi ti osservo. Non ti sei mai mossa da lì. Come negli ultimi minuti, come nell’ultimo mese.

In viaggio – Valerio Mottin

- L’amore è come un palloncino. - Un palloncino? - Esatto. Appena nasce è pieno di elio e libra in aria senza l’aiuto di nessuno. Basta un soffio di vento e può volare per ore. - E poi? - E poi con il passare del tempo l’elio se ne va. Inizia a sgonfiarsi, a farsi più pesante, a trascinarsi avanti a pochi centimetri da terra.

In viaggio – Valerio Mottin

Nina per fortuna sorride. - Io mi giro una canna. - Me la fai provare? - Alfredo! - Ma che male c’è? - Ma tu hai settant’anni e ti metti a fumare le canne?

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- Un bravo giocatore di poker deve saper rischiare. – mi disse quella volta Nic fumando la sua Winston Blue. - Io sono uno che rischia. - risposi passandogli la birra. - No, tu sei uno di quelli. - rispose lui tracannandone un generoso sorso. - Quali? - Quelli che giocano pochi euro e sembra che stiano facendo la puntata della loro vita.

In viaggio – Valerio Mottin

- Ma tu sei davvero medico? - Certo. Laureato con cento e lode. - Cento dieci vorrai dire. - Precisamente. - Dove? Ma perché dobbiamo parlare del mio curriculum, neanche fossimo ad un colloquio di lavoro? - Roma. - Università? - Certo - pensava al supermercato?

In viaggio – Valerio Mottin

- Per questo stai scappando? - Anche per questo. - E per cos’altro? - Non credo siano affari tuoi. - Lo sono se devo rischiare di farmi ammazzare dopo che mi hai reso cieco da un occhio. - Ti ho già chiesto scusa per quello. - Ma non l’hai fatto per il supermercato. - È quello che cerchi? - No, cerco la verità. - E io te l’ho detta.

In viaggio – Valerio Mottin

Nic scivola via. Nel sonno, senza più riaprire gli occhi. Mi piace immaginarlo mentre supera un ponte sospeso sulle nuvole, con l’aria che gli spazza i capelli e il sole che gli scalda il viso. E penso che in fondo gli stupidi siamo noi. Noi che rimaniamo qui, ancorati a questa vita come se fosse l’unica cosa che abbiamo.

In viaggio – Valerio Mottin

- È assurda la situazione. È come se fossi in una enorme via con una folla impazzita alle tue spalle. Che tu voglia o no, alla fine ti ritrovi al fondo di quella via. - Puoi sempre tornare indietro. - Impossibile, la folla è troppo fitta, non c'è spazio per passare. Potresti mai tornare bambino?

In viaggio – Valerio Mottin