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	<title>Isabella Fantin, Autore presso AMANTIDEILIBRI.IT</title>
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	<description>Recensioni, racconti, interviste e tanto altro!</description>
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	<title>Isabella Fantin, Autore presso AMANTIDEILIBRI.IT</title>
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		<title>&#8220;Cento tecniche segrete del giornalista investigativo&#8221; &#8211; Alessandro Politi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Isabella Fantin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 07:48:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Saggistica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 10 marzo 2026 è in libreria il manuale di Alessandro Politi "Cento tecniche segrete del giornalista investigativo" (Oligo Editore)</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it/cento-tecniche-segrete-del-giornalista-investigativo-alessandro-politi/">&#8220;Cento tecniche segrete del giornalista investigativo&#8221; &#8211; Alessandro Politi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it">AMANTIDEILIBRI.IT</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dal 10 marzo 2026 è in libreria il libro &#8220;Cento tecniche segrete del giornalista investigativo. Domande, strategie e consigli pratici per arrivare alla verità&#8221; (Oligo Editore 2026, 280 p.). </p>



<p>Il giornalista investigativo non insegue la notizia in tempo reale. Quella mordi e fuggi in ostaggio del timing delle breaking news. Anzi, il suo lavoro è un antidoto ad essa. Coltiva la pazienza, la verifica delle fonti, la ricerca dietro le apparenze, l&#8217;accuratezza, la preparazione e il metodo. Conosce la cultura giuridica e investigativa. Perché, parafrasando il grande Borges, non basta scrivere una notizia a lettere cubitali per renderla autentica. E il cuore del suo lavoro è l&#8217;intervista. Per questo motivo propone una forma di slow journalism nel segno della militanza informativa. Giusta. Etica. Democratica. </p>



<p>Ce ne parla <a href="https://www.instagram.com/alessandro_politi/?hl=it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Alessandro Politi</a> in questo manuale a tema, unico nel panorama italiano, con prefazione di Gianluigi Nuzzi e postfazione di Alfonso Sabella.</p>



<p>Ringraziamo l’agenzia 1A comunicazione e <a href="https://www.ilrio.it/prodotto/il-giornalista-investigativocento-tecniche-segrete/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la casa editrice</a> per la copia cartacea ricevuta in omaggio.</p>



<h2>Trama di <em>Cento tecniche segrete del giornalista investigativo</em></h2>



<p>Il libro è articolato in due sezioni.  La prima sintetizza le tappe per <strong>pianificare</strong> un&#8217;intervista investigativa a cominciare da argomento e obiettivo, soggetti a determinati requisiti. La preparazione, infatti, tende a ridurre il rischio che l&#8217;incontro non porti a nulla o si trasformi in boomerang per il conduttore. </p>



<blockquote class="wp-block-quote">
<p>&#8220;<em>Questo manuale è un modo per restituire qualcosa di concreto a un mestiere che amo profondamente. Le tecniche che condivido sono il risultato di un percorso personale fatto di lavoro sul campo e di uno studio serio che mai cesserà. Non sono perfette e non sostituiscono il lavoro sporco della verifica. Quello resta imprescindibile e fondamentale. Ma nelle giornate in cui una storia sembra non voler dare risposte, possono diventare la chiave giusta per aprire una fessura di luce in un momento di buio pesto. E, qualche volta, quella fessura che siamo riusciti ad aprire sarà sufficiente per vedere ciò che era sempre stato sotto i nostri occhi, ma ci era sfuggito</em>&#8220;</p>
</blockquote>



<p>La seconda contiene un <strong>repertorio operativo di tecniche</strong> per costruire e portare a termine un&#8217;intervista efficace. Tale repertorio è frutto dell&#8217;esperienza sul campo, studi multidisciplinari, modelli internazionali di riferimento. Non sono trucchi, quanto un metodo per educare all&#8217;ascolto e all&#8217;empatia, individuare incongruenze narrative e microreazioni del corpo dell&#8217;intervistato. Generalmente chi mente viene tradito da piccoli gesti, dalla postura, lapsus, negazioni eccessive, frasi interrotte. E sono questi i segnali che aprono una finestra su criticità meritevoli di approfondimento da parte del giornalista che, lo ricordiamo, non è un giudice.</p>



<h2>Recensione</h2>



<p>La ricerca della verità, che a diverso titolo accompagna la storia dell&#8217;uomo, rappresenta il fine del giornalismo investigativo. Una verità conquistata con calma, rispetto, coraggio, accantonati ego e tesi preconfezionate. La verità non è un bottino da guadagnare, estorcere, sottoporre al fotoshop del tornaconto personale. E nemmeno frutto di sola perspicacia. Le intuizioni risolutive per risolvere problemi complessi lasciamole ai polizieschi o a Eta Beta (ricordate Topolino?). Piuttosto richiama <em>l&#8217;aletheia</em>, termine greco a indicare svelamento o non nascondimento della realtà. Dunque, per esteso, rivelazione di ciò che non rimane più oscuro. Ma essa comporta anche responsabilità e impegno, poiché il giornalista d&#8217;inchiesta deve restituire al pubblico un racconto onesto, fedele, umano. </p>



<p>Parte da questa premessa il manuale di Alessandro Politi che si concentra sull&#8217;intervista, dietro le quinte e in diretta. Si rivolge a specialisti, giornalisti in erba, appassionati di gialli e dintorni come la sottoscritta, curiosi. Il linguaggio cristallino e l&#8217;impaginazione schematica si prestano a una lettura coinvolgente, analitica o selettiva.</p>



<p>Mi sento di consigliare questo libro agli amanti di romanzi gialli, thriller, noir e programmi true crime che vanno oltre il semplice intrattenimento. Vi aiuterà a seguire le interviste con maggiore consapevolezza. Ad affiancare nelle indagini il vostro investigatore letterario preferito. Da ultimo, perché no?, a smascherare le intenzioni comunicative di chi pone domande apparentemente innocue. Il che è utile in tutti i campi.</p>



<p>Molto interessante.</p>



<h3>Alessandro Politi</h3>



<p>Classe 1988, l&#8217;autore non ha bisogno di presentazioni. Diamo un&#8217;occhiata al suo profilo.</p>



<p>Alessandro Politi è tra le giovani voci più note del giornalismo investigativo italiano. Laureato in Giurisprudenza, ha conseguito lauree magistrali in Psicologia cognitivo comportamentale, Neuroscienze cognitive e Scienze pedagogiche, una laurea in Scienze criminologiche forensi e investigative. Vanta master universitari in Scienze criminologiche e forensi, in Balistica forense e Analisi della scena del crimine. Dirige i laboratori universitari a tema presso l’Università degli Studi di Milano e l’Università dell’Insubria di Varese. Collabora con importanti testate e programmi televisivi tra cui <em>Unomattina Crime, Storie Italiane e Storie di Sera.</em></p>
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		<title>&#8220;L&#8217;inglese di Tiziano&#8221;- Patrizia Debicke Van Der Noot</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Isabella Fantin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 11:56:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Storico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 6 aprile 2026 è tornato in libreria per Altrevoci "L'inglese di Tiziano" di Patrizia Debicke: intrighi sullo sfondo del Concilio di Trento</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it/linglese-di-tiziano-patrizia-debicke-van-der-noot/">&#8220;L&#8217;inglese di Tiziano&#8221;- Patrizia Debicke Van Der Noot</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it">AMANTIDEILIBRI.IT</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Che il Rinascimento con le sue inquietudini, contraddizioni, intrighi politici e religiosi sia congeniale alla sensibilità della scrittrice Patrizia Debicke van der Noot lo dimostra ancora una volta il romanzo &#8220;L&#8217;inglese di Tiziano&#8221; in libreria dal 6 aprile 2026. Pubblicato da Corbaccio nel 2010 come &#8220;L&#8217;uomo dagli occhi glauchi&#8221;, viene riproposto da <a href="https://www.altrevociedizioni.it/libri/linglese-di-tiziano-patrizia-debicke/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Altrevoci Edizioni</a> con un nuovo titolo e alcune modifiche.</p>



<p>Il terreno di gioco è il Cinquecento segnato dalla frattura religiosa dell&#8217;unità spirituale europea. Da un lato luterani, calvinisti, lo scisma di Enrico VIII. Dall&#8217;altro la Controriforma promossa dal Concilio di Trento per rafforzare la Chiesa. E, forse, per riportare l&#8217;Inghilterra anglicana all&#8217;ortodossia.</p>



<p>Ringraziamo l&#8217;ufficio stampa Anna Maria Riva e la casa editrice per la copia cartacea ricevuta in omaggio.</p>



<p>Di Patrizia Debicke abbiamo recensito anche &#8220;<a href="https://www.amantideilibri.it/lenigma-del-fante-di-cuori-alessandra-ruspoli-e-patrizia-debicke/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">L&#8217;enigma del fante di cuori</a>&#8221; e &#8220;<a href="https://www.amantideilibri.it/figlia-di-re-un-matrimonio-per-litalia-patrizia-debicke-van-der-noot/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Figlia di re</a>&#8220;.</p>



<h2>Trama di <em>L&#8217;inglese di Tiziano</em></h2>



<p>Nel 1546 la Repubblica di Venezia è impegnata a disinnescare un incidente diplomatico con la Santa Sede. Durante il Carnevale, infatti, un principe della Chiesa ospite del Doge scampa a un attentato. In questa faccenda, delicatissima, sono invischiati un nobile, una cortigiana, misteriosi congiurati e un religioso volatilizzato nel nulla. Le autorità scendono in campo per indagare con l&#8217;ausilio dei Signori della Notte, il corpo specializzato di polizia che chiede, interroga, setaccia la rete di informatori e la malavita locale perché il porporato è un pezzo grosso.</p>



<p>È Alessandro Farnese nipote di Paolo III, il papa che ha scomunicato il re d&#8217;Inghilterra Enrico VIII e ha appena indetto il Concilio di Trento, la controffensiva cattolica di fronte alle confessioni originate dalla protesta di Lutero. La Serenissima non può tollerare nel suo territorio un&#8217;aggressione a un cardinale così in vista. Nel frattempo il Farnese torna a Roma in compagnia di Lord Templeton, inviato della corona inglese che viaggia in incognito.</p>



<p>Ma la vicenda ha origini lontane. Facciamo un passo indietro. Nel prologo conosciamo un professore di Cambridge e quel  maledetto inverno destinato a cambiare la sua vita:</p>



<blockquote class="wp-block-quote">
<p>《<em>Tutto questo ti serva di lezione, non dovrà accadere mai più. Allontana i sentimenti, le emozioni, non dovranno più contare per te. La tua testa dovrà restare lucida sempre, per governare i tuoi atti》</em></p>
</blockquote>



<p>Con uno stacco netto qualche anno dopo a Venezia fa la sua comparsa l&#8217;affascinante Lord Templeton che assiste all&#8217;agguato contro il cardinale. Poi lo ritroviamo a Roma ospite dello stesso Alessandro Farnese, bello, colto, gran mecenate di cui ha conquistato fiducia e amicizia. Però fino all&#8217;ultima pagina serpeggia un interrogativo. Qual è il vero scopo della missione di Lord Templeton? Che la richiesta di farsi ritrarre da Tiziano sia una copertura? Chi trama dietro le quinte con parole sibilline?</p>



<blockquote class="wp-block-quote">
<p><em>《Quando l&#8217;uccello lascerà la gabbia, la morte colpirà implacabile per sua mano》</em></p>
</blockquote>



<p>Intorno a lui ruota un mistero sempre più fitto. Il tempo stringe perché un piano diabolico potrebbe cambiare le sorti dell&#8217;Europa.</p>



<h2>Recensione</h2>



<p>&#8220;L&#8217;inglese di Tiziano&#8221; di Patrizia Debicke van der Noot è un <strong>romanzo avvincente e solido che conta su parecchi elementi a suo favore</strong>. Vediamoli alla spicciolata.</p>



<p>La coppia formata da Lord Templeton e Alessandro Farnese, nel ruolo di coprotagonista, funziona. Sono figure sfaccettate, umanamente imperfette costruite dall&#8217;intreccio tra storia e invenzione. Nella città eterna dove potere e peccato sono facce della stessa medaglia, il cardinale non disdegna i piaceri della vita. La missione segreta che spinge in Italia l&#8217;aristocratico inglese, lo carica di ambiguità. Un po&#8217; angelo, un po&#8217; diavolo. Nella finzione narrativa è proprio lo sguardo di Tiziano a cogliere l&#8217;ambivalenza del personaggio, funzionale alla suspense perché nulla è come sembra. D&#8217;altronde sono suoi quei capolavori psicologici del ritratto di Paolo III e del gentiluomo che campeggia in copertina. </p>



<p>Accurati la toponomastica e l&#8217;apparato logistico di riferimento. Credibili i dialoghi. Il fiore all&#8217;occhiello sono le scene di massa, le descrizioni di interni, costume e società. Patrizia Debicke ama le ricostruzioni  paesaggistiche e ambientali insieme alla pittura di cui Tiziano sembra il nume tutelare.</p>



<p>Le contaminazioni tra vero e verosimile, tra ricerca documentale e intrattenimento narrativo si alternano senza forzature in una catena di colpi di scena, avventure, complotti, tradimenti, scoperte. Per il numero di personaggi, il romanzo vanta una dimensione corale. Confabulano nelle stanze del potere, nelle osterie, nei vicoli malfamati. Viaggiano, pronti a un arrivederci o a un addio. Coltivano amicizie pericolose. Apprezzano l&#8217;arte, i giochi d&#8217;amore, le armi, il denaro. Sono vittime dell&#8217;ambizione e del potere che logora chi non ce l&#8217;ha. Vivacissime le figure femminili.</p>



<p>Le pagine più suggestive sono dedicate a Venezia e a Roma durante il carnevale, la festa che allenta le differenze sociali in un tripudio collettivo. La festa del perturbante a esorcizzare angosce e paure. Qui se ne vedono di tutti i colori. Baby borseggiatori sfruttati dal racket approfittano della ressa per rubare. Belle mascherine fanno strage di cuori o adescano gli allocchi. Suonatori di trombe, di pifferi, figuranti vestiti da numi dell&#8217;Olimpo a fare lazzi e scherzi contro i passanti.</p>



<h2>Venezia e Roma</h2>



<p>Venezia è colta in tutto il suo  splendore. Siamo nel Rinascimento quando le tele di Tiziano Vecellio andavano a ruba e tante feste capitanate dal carnevale animavano la città. Intrattenimenti musicali, spettacoli, balli, banchetti a cui si  partecipava mascherati. E per trasgressioni, regolamenti di conti, risse, omicidi, l&#8217;anonimato era un bel vantaggio, una cortina fumogena perfetta.</p>



<p>Quando la palla passa al carnevale romano che non era da meno quanto a presenze, iniziative, festeggiamenti, il clima cambia. L&#8217;attitudine al carpe diem di fronte alla precarietà della vita fatto di lusso e sfarzo, propri della città lagunare, cede il passo a un&#8217;atmosfera caotica, popolare, umbratile. Dietro la spensieratezza di rito, si sprigiona una maggiore inquietudine che è una delle chiavi di volta del romanzo e dell&#8217;epoca di riferimento.</p>



<p>Lo dimostra la centralità assegnata a due manifestazioni. La corsa dei cavalli, furibonda e scomposta, nell&#8217;attuale via del Corso che tanto piacque anche a Dumas. Ricordate Il conte di Montecristo? Possiamo leggerla come una forma di spettacolarizzazione del pericolo e della morte. La festa dei Moccoletti quando strade e piazze somigliavano a un mare di fiammelle vibranti nel buio a siglare il &#8220;funerale&#8221; del carnevale prima della quaresima. Infine c&#8217;è l&#8217;esondazione del Tevere: un monito sulla nostra vulnerabilità quando la natura è matrigna e sul dovere di aiutare i meno fortunati.</p>
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		<title>&#8220;Per amore dell&#8217;antico. Il romanzo di Lord Elgin&#8221; &#8211; Lavinia Fonzi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Isabella Fantin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 06:18:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biografia]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>"Per amore dell'antico" di Lavinia Fonzi (Vallecchi Editore 2026) è la biografia di Lord Elgin che fece arrivare sculture greche in UK</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it/per-amore-dellantico-il-romanzo-di-lord-elgin-lavinia-fonzi/">&#8220;Per amore dell&#8217;antico. Il romanzo di Lord Elgin&#8221; &#8211; Lavinia Fonzi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it">AMANTIDEILIBRI.IT</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Da marzo è in libreria &#8220;Per amore dell&#8217;antico. Il romanzo di Lord Elgin&#8221; di <a href="https://www.laviniafonzi.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lavinia Fonzi </a>(Vallecchi Editore 2026, 508 p.).</p>



<p>Al British Museum di Londra è conservata un&#8217;imponente collezione di sculture antiche note come Marmi di Elgin. Fregi, metope, frontoni, cariatidi, elementi architettonici provenienti dal Partenone e da altri edifici dell&#8217;Acropoli di Atene. In loco, invece, sono esposte copie degli originali. Dal momento che la Grecia non è mai stata un dominio di Sua Maestà, vi sieti chiesti il motivo della dislocazione?</p>



<p>A raccontarci la biografia di colui che ideò, promosse, finanziò la rimozione e il trasporto di tali capolavori in Gran Bretagna, affrontando sfide senza precedenti, è la scrittrice e divulgatrice culturale Lavinia Fonzi. A lei l&#8217;onore e l&#8217;onere di tratteggiare senza faziosità il profilo umano e pubblico di Thomas Bruce, conte di Elgin, consegnato alla Storia da un&#8217;impresa artistica tuttora divisiva. La sua fu una missione culturale? Un salvataggio? Oppure un saccheggio?</p>



<p>Ringraziamo l&#8217;ufficio stampa 1A comunicazione e <a href="https://www.vallecchi-firenze.it/narrativa/per-amore-dellantico-il-romanzo-di-lord-elgin/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la casa editrice</a> per la copia cartacea ricevuta in omaggio.</p>



<h2>Trama di <em>Per amore dell&#8217;antico. Il romanzo di Lord Elgin</em></h2>



<p>Il libro segue passo passo la vita di Thomas Bruce, settimo conte di Elgin (1766-1841), e delle persone con cui entrò in contatto. Si apre nel verde della Scozia. Chiude il sipario sul grigiore di Parigi. Fitta, appassionante, scorrevole, la trama intreccia diversi filoni. Ne ripercorre la carriera diplomatica che culmina con l&#8217;incarico di ambasciatore britannico presso il Sultano di Costantinopoli. Valorizza la sua passione per il mondo antico germogliata, pare, dopo una rappresentazione shakespeariana. Anche se la freccia di Cupido scocca all&#8217;università con lo studio del greco.</p>



<blockquote class="wp-block-quote">
<p>&#8220;<em>Thomas guardò attentamente le scene che raccontavano la vita di Giulio Cesare. Non riusciva a staccare gli occhi dal palcoscenico, dalle vicende che lo riportavano al mondo antico. Gli sembrava di toccare con mano l&#8217;antichità, gli sembrava di esserci dentro</em>&#8220;</p>
</blockquote>



<p>Illumina il privato di un idealista incompreso dai più che si giocò tutto per inseguire un sogno, senza fermarsi di fronte alla mala sorte, alle calunnie, alla diffidenza dei contemporanei. Una tempra ambiziosa costretta dal destino a misurarsi con lutti, rovesci di fortuna, umiliazioni, delusioni, una salute cagionevole ed eventi storici eccezionali. Infine mette in primo piano la fase in cui Napoleone ridisegna l&#8217;Europa, mentre il Regno Unito contende alla Francia il controllo del Medio Oriente e la benevolenza dell&#8217;Impero Ottomano, di cui allora la Grecia faceva parte.</p>



<h2>Recensione</h2>



<p>Lavinia Fonzi scrive un romanzo molto bello che ho letto d&#8217;un fiato. L&#8217;obiettivo è restituire umanità e profondità psicologica a una figura controversa, generalmente conosciuta tra gli addetti ai lavori. </p>



<p>Il libro parla a più cuori. Incrocia storia e invenzione, pubblico e privato, una solida documentazione e una verosimiglianza altrettanto solida  laddove il margine di libertà lo permette. I dialoghi sono credibili e tarati su figure realmente esistite. Pertanto mi sento di affermare che il romanzo metterà d&#8217;accordo un vasto pubblico. Anime romantiche e avventurose. Pragmatici e sognatori. Appassionati di storia, storia dell&#8217;arte, archeologia e di quella biografia romanzata che strizza l&#8217;occhio alla saggistica divulgativa. Ecco uno dei passi sulla sorte, assai travagliata, dei capolavori di Fidia:</p>



<blockquote class="wp-block-quote">
<p>&#8220;<em>Tra le mura del Partenone i Turchi avevano allestito una moschea che con le sue forme sproporzionate pareva profanarne la bellezza. Elgin sapeva che quella era soltanto una delle disavventure affrontate dal Partenone, adibito nel Seicento a polveriera. Durante la guerra che aveva opposto la Repubblica di Venezia all&#8217;Impero Ottomano, i veneziani avevano assediato l&#8217;acropoli, dove i Turchi si erano asserragliati. Un colpo di mortaio partito dalle schiere della Serenissima aveva colpito il Partenone, causando una grande esplosione che aveva completamente distrutto il tetto e il corpo centrale. Era il 1687. Da allora il tempio giaceva abbandonato, negletto dai suoi stessi abitanti e ammirato da quei rari viaggiatori che dall&#8217;Europa avevano l&#8217;ardire di sfidare i divieti dei Turchi</em>&#8220;</p>
</blockquote>



<p>Pensate che i locali ne avevano sfruttato le statue come materiale da costruzione. E qualche straniero aveva sottratto il souvenir di un frammento. La nostra sensibilità inorridisce. Ai tempi di Lord Elgin si ragionava diversamente. Però tra i contemporanei ebbero la meglio i detrattori, capeggiati da Lord Byron, che lo accusarono di furto offuscandone l&#8217;immagine pubblica.</p>



<h3>Un passo indietro</h3>



<p>È vero che il Rinascimento si interessò allo studio dell&#8217;antico. Ma per il concetto di tutela, conservazione, proprietà dei Beni culturali dobbiamo aspettare la legislazione del XIX e XX secolo. All&#8217;epoca dei fatti, per esempio, il restauro implicava integrare le parti mutile con altre costruite ad hoc. Oppure impadronirsi di opere antiche da portare in patria era una prova di potere politico. Lo dimostrano le requisizioni ordinate nei territori occupati da Napoleone che entra a gamba tesa nella vita del protagonista. Quante volte il Corso gli mise i bastoni tra le ruote. Senza contare che nel secondo Settecento la mania antiquaria contagia il Vecchio Continente, complici le scoperte archeologiche di Ercolano e Pompei, il Winkelmann, l&#8217;estetica del Neoclassicismo.</p>



<p>Rispetto ad altre pubblicazioni, Lavinia Fonzi non si sofferma più del necessario sul documento emanato dal Sultano che avrebbe legittimato l&#8217;asportazione dei marmi. Una vexata quaestio degna di una trattazione a parte. In compenso approfondisce l&#8217;uomo, il figlio, il marito, il padre, il diplomatico e lo studioso con una visione a tutto campo. Mentre le motivazioni dell&#8217;impresa artistica di Lord Elgin sono ricondotte a una multifattorialità che prese corpo in corso d&#8217;opera. Al centro campeggia sempre l&#8217;amore per l&#8217;antico, il desiderio di salvare dal degrado i capolavori della Grecia classica per permettere al mondo di ammirarli e studiarli dal vivo. Questa biografia parla del potere seduttivo (e distruttivo) di un sogno. Ed è proprio nel sogno e nelle avversità affrontate a testa alta per realizzarlo che il protagonista trova la sua grandezza.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it/per-amore-dellantico-il-romanzo-di-lord-elgin-lavinia-fonzi/">&#8220;Per amore dell&#8217;antico. Il romanzo di Lord Elgin&#8221; &#8211; Lavinia Fonzi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it">AMANTIDEILIBRI.IT</a>.</p>
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		<title>&#8220;Casa dolce casa&#8221; &#8211; Nedra Tyre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Isabella Fantin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 05:27:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giallo]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>"Casa dolce casa" di Nedra Tyre (Le Assassine 2026) è un giallo psicologico delizioso e cinico ambientato nell'America degli anni '50.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it/casa-dolce-casa-nedra-tyre/">&#8220;Casa dolce casa&#8221; &#8211; Nedra Tyre</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it">AMANTIDEILIBRI.IT</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Cosa accade quando qualcuno invade il nostro spazio? Se la casa nella quale abbiamo finalmente trovato identità, serenità, autonomia viene colonizzata da un intruso? Con un colpo di stato incruento a suon di sorrisi, manipolazione e buone maniere? Troverete la risposta nel romanzo &#8220;Casa dolce casa&#8221; (<em>Death of an intruder) </em>della statunitense Nedra Tyre. </p>



<p>Pubblicato nel 1953, viene riproposto al pubblico italiano nel 2026 da Edizioni Le Assassine (Collana Vintage, traduzione di Barbara Monteverdi, 181 p.). Un antesignano del domestic noir dove una zitella ostinata si intrufola come un parassita nella dimora altrui.</p>



<p>Ringraziamo l&#8217;agenzia 1A comunicazione e <a href="https://edizionileassassine.it/prodotto/casa-dolce-casa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la casa editrice</a> per la copia cartacea ricevuta in omaggio.</p>



<h2>Trama di <em>Casa dolce casa</em></h2>



<p>Martha Allison è una zitella di mezza età che ha appena realizzato il sogno di vivere da sola in una villetta discreta, elegante, luminosa come lei. Ma l&#8217;entusiasmo ha vita breve. Una sera si presenta alla sua porta una sconosciuta, tal signorina Withers, che in quattro e quattr&#8217;otto si ferma in pianta stabile senza una ragione. La coabitazione forzata diventa guerra di logoramento. La padrona di casa mette in atto una serie di manovre per riappropriarsi del suo territorio, sprofondando in un incubo cui è totalmente impreparata:</p>



<blockquote class="wp-block-quote">
<p>&#8220;<em>Aveva cercato di vivere la propria esistenza adattandosi alle richieste che le venivano fatte. In una società competitiva aveva dovuto lavorare per guadagnarsi il pane. Aveva svolto il proprio dovere con integrità e capacità. Ora però non era in grado di fare una lucida valutazione della sua situazione. E il suo unico obiettivo era liberarsi della signorina Withers</em>&#8220;</p>
</blockquote>



<p>L&#8217;intrusa sembra un muro di gomma, un essere diabolico che giorno dopo giorno rafforza la sua posizione, superati i confini metaforici e reali di uno spazio che non le appartiene. Sull&#8217;orlo di una crisi di nervi, la legittima proprietaria nella sua casa non si riconosce più. </p>



<h2>Recensione</h2>



<p>&#8220;<strong>Casa dolce casa&#8221; è un giallo avvincente, cinico, delizioso</strong>. Una bomba a orologeria di tensione fino all&#8217;ultima riga. Scritto negli anni Cinquanta, ha mantenuto intatto il suo <em>appeal</em> grazie alla sensibilità introspettiva e all&#8217;ambientazione minimal tutta casa (e ufficio). Prima di virare al thriller psicologico, l&#8217;esordio svela ex abrupto le intenzioni omicide della nostra eroina con i toni della commedia:</p>



<blockquote class="wp-block-quote">
<p>&#8220;<em>La signorina Allison lanciò uno sguardo al di sopra della tavola da pranzo</em> <em>alla signorina Withers che aveva intenzione di uccidere alle venti e quarantacinque di quella stessa sera, e disse: &#8220;Vuole del sale?&#8221;</em>&#8220;</p>
</blockquote>



<p>A seguire un ampio flashback ripercorre gli antefatti in ordine cronologico. Conosciamo il mondo della Allison fino all&#8217; incontro con l&#8217;intrusa, le soluzioni per farla sloggiare in un crescendo di frustrazione repressa e angoscia che incidono sulla qualità della sua vita. L&#8217;atmosfera si fa sempre più asfissiante. <em>Chi avrà la me</em>glio, <em>Come</em> e<em> A che prez</em>zo sono gli interrogativi che ci tengono in pugno.</p>



<p>È immediato empatizzare con la signorina Allison nell&#8217;attesa che si sbarazzi della rivale forzando il suo temperamento mite e gentile.  Questo è il primo piano criminoso. Però siamo divorati dalla curiosità di conoscere le cause dell&#8217;invasione della signorina Withers. Anche il suo progetto è fuorilegge. </p>



<p>Lineare e incisiva la scrittura. Pieni di verve, ironia, perfidia i dialoghi, nel rispetto delle regole del vivere civile. D&#8217;altronde quella tra le protagoniste è un rapporto passivo-aggressivo che evita  manifestazioni dirette di rabbia, disaccordo, frustrazione. Parole e azioni obbediscono alla logica dell&#8217;ipocrisia, dell&#8217;ostilità celata sotto parole di miele, del rancore, dimenticanze ostentate e distorsione dei fatti. </p>



<p>La battaglia tra le due si combatte in uno scenario domestico dalle molteplici sfumature. La casa è il bottino, il premio, il pomo della discordia. È terreno di scontro tra due donne economicamente indipendenti, lontane da tante colleghe letterarie degli anni Cinquanta. È il guscio in cui cercare una felicità protetta. Da ultimo in base alle circostanze, la casa diventa specchio del loro carattere.</p>



<p>Il romanzo mostra quanto abitare sia un atto di identità ben prima che la psicologia dell&#8217;ambiente esplorasse l&#8217;argomento. Non solo. Anticipa in modo originale un&#8217;ossessione del cinema hollywoodiano degli anni Novanta: quella dell&#8217;invasione domestica. Sfiora il tema del doppio: la voce della signorina Withers non inizia ad assomigliare progressivamente a quella della signorina Allison? </p>



<p>Lo scontro avviene in un clima di calma e britannico aplomb. Alla  cattiva è affidata un&#8217;interpretazione più istrionica che accentua i difetti del personaggio. Fin dalla sua comparsa, emana una determinazione e una sfacciataggine di cui avvertiamo rischi, ambiguità, mistero. Di tutt&#8217;altro registro la signorina Allison, sulla scena fin da subito con misura, senza ombre e senza inganni. </p>



<p>La manipolazione attuata dall&#8217;intrusa è diversa da quella generalmente proposta da narrativa e film. Non conduce l&#8217;interlocutore verso un’accettazione delle decisioni altrui che ha solo la parvenza della condivisione. Lei agisce. Prende. Non chiede il permesso. Né si giustifica. Si installa con il carisma di un leader e l&#8217;arbitrio di un tiranno. Il bello del romanzo è la  lotta che la signorina Allison combatte prima di tutto con sé stessa per trovare la forza di cacciare la coinquilina passando dall&#8217;ideazione ai fatti. L&#8217;impresa è più ardua del previsto perché a suo danno non è stato commesso alcun tipo di illecito.</p>



<p>&#8220;Casa dolce casa&#8221; di Nedra Tyre è un giallo psicologico irresistibile. </p>
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		<title>&#8220;Dalla parte sbagliata si muore&#8221; &#8211; Sonia Sacrato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Isabella Fantin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 05:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giallo]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ne "La parte sbagliata si muore" un serial killer tiene in scacco la città di Padova. Diana Manfredi è la nuova eroina di Sonia Sacrato</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Archiviata la Trilogia del gatto Pablo, il nuovo romanzo di Sonia Sacrato cambia protagonista, città e felino per proporre una storia di ricatto e vendetta, amicizia e amore che non perde di vista gli uomini e le motivazioni che li spingono ad agire. Da marzo è in libreria il thriller &#8220;Dalla parte sbagliata si muore. Padova, l&#8217;amore non salva e la vendetta non si ferma&#8221; (Mursia Editore, Collana Giungla Gialla, 304 p.).</p>



<p>Ringraziamo l&#8217;ufficio stampa 1A comunicazione e <a href="https://www.mursia.com/products/sonia-sacrato-dalla-parte-sbagliata-si-muore" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la casa editrice</a> per la copia cartacea ricevuta in omaggio.</p>



<h2>Trama di <em>Dalla parte sbagliata si muore</em></h2>



<p>Doppia sfida a Padova avvolta da nebbia e gelo. Un folle assassino tiene in scacco la Questura e il pool investigativo che fa capo all&#8217;ispettore Sebastiano D&#8217;Elia. Il rammarico per una relazione interrotta sul nascere intrappola Diana Manfredi, factotum per una casa editrice e il sogno di scrivere un romanzo tutto suo. Andiamo per ordine.</p>



<p>Alcuni omicidi efferati in pochi giorni sotto le festività natalizie sono troppi per una città come Padova che si è lasciata alle spalle la mala del Brenta e quel mostro di Michele Profeta. Le morti hanno l&#8217;aria di un&#8217;esecuzione. Nessun segno di scasso, di lotta. Diversi i profili delle vittime, medesimo il modus operandi: </p>



<blockquote class="wp-block-quote">
<p>&#8220;<em>Anche in questo caso la vittima è stata legata con il nastro da idraulico e bendata con una cravatta, presumibilmente quella che indossava al momento dell&#8217;omicidio. Il colpo alla nuca l&#8217;ha sfigurata come le vittime precedenti. Il cartello è appoggiato con grazia insolente su un cuscino</em>&#8220;</p>
</blockquote>



<p>Mentre gli inquirenti cercano un appiglio per avviare le indagini, la protagonista riceve in dono dall&#8217;amica del cuore un abbonamento a un&#8217;agenzia matrimoniale. Sulle prime è un po&#8217; spiazzata, poi accetta di mettersi in gioco nella speranza di dimenticare l&#8217;unica persona che desidera. Ma è pronta a voltare pagina? In un crescendo di colpi di scena e flash back a ricostruire un ventaglio di antefatti, <strong>i diversi filoni narrativi sono destinati a intrecciarsi</strong>.</p>



<h2>Recensione</h2>



<p>Single. Cinquant&#8217;anni e dintorni, abbigliamento oversize, una femminilità mortificata dal senso di inadeguatezza di fronte al proprio fisico. Troppi Natali trascorsi sul divano a coltivare rimorsi e rimpianti. La solita altalena tra l&#8217;angoscia della solitudine, il sostegno delle amiche, il rifiuto di accontentarsi del primo venuto. Diana Manfredi è:</p>



<blockquote class="wp-block-quote">
<p>&#8220;<em>Una di quelle persone che devi trattare con cura, perché anche uno sguardo tagliente può ferirle</em>&#8220;</p>
</blockquote>



<p>Quante di noi si riconoscono nella protagonista? Per questo il personaggio funziona, oltre alla sensibilità non priva di ironia con cui viene tratteggiato l&#8217;approssimarsi della cinquantina per chi ha ancora bisogno di sentirsi seducente, protetta, amata.</p>



<p>Fin dalle prime pagine aleggia una forte tensione, più sentimentale che investigativa. Il lettore non vede l&#8217;ora di scoprire i contorni e il margine di lieto fine tra Diana e il suo lui, tanto che la ricerca del serial killer sembra passare in secondo piano. A conti fatti, è sul fronte personale che la tifoseria concentra la maggior parte delle aspettative.</p>



<p>È vero, infatti, che l&#8217;autrice mette in scena un thriller con uno psicopatico omicida cui dare un volto, un nome, un background. È altrettanto vero che la sua penna dà il meglio nel raccontare la genesi di un legame tra un uomo e una donna. Non è solo amicizia, non è ancora amore. Forse il miracolo dell&#8217;innamoramento che nella sua autenticità cresce piano piano e chiede tempo per essere riconosciuto.</p>



<p>Basta uno sguardo, un sorriso appena accennato. Basta un primo piano su di loro per esprimere insieme desiderio e imbarazzo, felicità momentanea e tristezza. L&#8217;intesa emerge anche quando sono lontani e si confessano con i rispettivi amici, quasi i loro confessori.</p>



<p>Imbottigliati dall&#8217;orgoglio, dall&#8217;onestà, dalla paura di ferire, si sfiorano. Temono di entrare nella vita dell&#8217;altro fuori tempo massimo o dalla &#8220;parte sbagliata&#8221; perché il titolo tratto da un brano di De Gregori si presta a varie interpretazioni.</p>



<p>L&#8217;aspetto sentimentale, insieme agli intermezzi con i candidati proposti dall&#8217;agenzia matrimoniale, serve a smussare la violenza omicida del filone investigativo che però non è mai estrema. Ben condotto il ritratto del commissario, che svela la sua complessità sul piano personale, e della sua squadra.</p>



<blockquote class="wp-block-quote">
<p><em>&#8220;Ne ha visti di colleghi precipitare. Ha sentito l&#8217;odore di quel confine a Napoli, subito dopo l&#8217;incidente: non c&#8217;era mano o voce in grado di placare il dolore. Ci è voluto un trasferimento di seicento chilometri da casa. La presenza di Fabris con lo scazzo perenne, il suo cuore grande e una moglie fantastica nell&#8217;accoglierlo come uno di famiglia, nonostante non brillasse per simpatia</em>&#8220;</p>
</blockquote>



<p>Il killer non si vede quasi mai e quando accade ne ignoriamo l&#8217;identità. Conosciamo le tracce, il biglietto di rito lasciato sulla scena del crimine, le sue rivendicazioni liberamente ispirate al killer Michele Profeta. Ma proprio qui la sospensione dell&#8217;incredulità comincia a traballare, perché il villain che ha fatto del camouflage sociale e della giustizia privata la ragione di vita è troppo sopra le righe. Altrettanto forzato in dirittura d&#8217;arrivo il suo disvelamento come un pistolero da Far West ad Arquà, il borgo medievale dove Petrarca trovò la pace. Ma non importa.</p>



<p>In compenso dimenticheremo meno facilmente del cattivo la romantica Diana, il commissario d&#8217;Elia e il bel gattone rosso di nome Sartú.</p>



<h3>Conosciamo l&#8217;autrice</h3>



<p>Sonia Sacrato (Syssa, per chi può parlarle prima del caffè) è nata e vive a Padova ed è appassionata di arte, musica e cronaca dimenticata, che ama intrecciare alle sue storie. Governante full-time dei Kiss, tre gattoni nati per delinquere, viaggia in compagnia di una coccinella di peluche che funge da instancabile travel blogger. Ha pubblicato la “Trilogia del gatto Pablo”: La mossa del gatto, L’istinto del gatto (entrambi con Newton Compton Editori, 2021 e 2022) e L’enigma del gatto (2023).</p>



<p> </p>
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		<title>&#8220;Sarà come morire&#8221; &#8211; Adriano Morosetti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Isabella Fantin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 12:31:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giallo]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>"Sarà come morire. La lunga estate nera di Sanremo" di Adriano Morosetti (Mursia 2026) è un romanzo spietato a tinte gialle e noir che mantiene le aspettative.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it/sara-come-morire-adriano-morosetti/">&#8220;Sarà come morire&#8221; &#8211; Adriano Morosetti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it">AMANTIDEILIBRI.IT</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nuova incursione nel perbenismo della ricca provincia italiana e nelle dinamiche di potere che la attraversano per lo scrittore Adriano Morosetti. Dal 23 febbraio 2026 è in libreria &#8220;Sarà come morire. La lunga estate nera di Sanremo&#8221;, il suo secondo romanzo ambientato nella città dei fiori con protagonista Arturo Ferretti (Mursia Editore 2026, 256 p.).</p>



<p>Giornalista in crisi asfaltato dalla vita, il Ferretti si mette a indagare su quella che sembra una spedizione punitiva contro tre rampolli sanremesi in un locale della Riviera.</p>



<p>Ringraziamo l’ufficio stampa 1A comunicazione e <a href="https://www.mursia.com/products/adriano-morosetti-sara-come-morire" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la casa editrice</a> per la copia cartacea ricevuta in omaggio.</p>



<h2>Trama di <em>Sarà come morire</em></h2>



<p>È con ordine chirurgico che il rapporto degli inquirenti ricostruisce l&#8217;accaduto e individua subito i responsabili.</p>



<blockquote class="wp-block-quote">
<p><em>&#8220;Due uomini erano entrati nel &#8220;Paraiso&#8221; dalla porta posteriore. Una pistola aveva fatto fuoco su Tommaso. La stessa arma aveva freddato il buttafuori dietro al balcone. Una seconda pistola aveva sparato alla schiena di Edoardo, che tentava di scappare, poi un colpo alla testa. Infine, Cristiano. Un proiettile alla mano, uno alla spalla, poi la caduta</em>&#8220;</p>
</blockquote>



<p>Ma il cronista a caccia di gossip per una rivista sensazionalistica, Arturo Ferretti, non crede alla versione ufficiale. Sono numerosi i dettagli incoerenti sulla scena del crimine. Troppe cose non tornano nella dinamica dei fatti a cominciare da vittime e colpevoli. Due mondi antitetici i loro, lui li conosce entrambi. Colpiti nella sparatoria, Tommaso, Edoardo, Cristiano sono esponenti della Sanremo dorata che &#8211; malgrado la santificazione postuma di opinione pubblica e mezzi stampa che accompagna di rito le morti violente &#8211; potrebbero avere qualche scheletro nell&#8217;armadio o essere pedine di una regia occulta.</p>



<p>Il sospetto spinge il nostro antieroe a imbarcarsi in un&#8217;indagine emotivamente impegnativa e sempre più serrata. È un lupo solitario, non è un &#8220;nerista&#8221; e alle alte sfere non interessa approfondire un caso risolto in partenza. A lui sì e il marcio lo trova. Ma dovrà fare i conti con un dilemma morale perché ogni scelta comporta una perdita e la ricerca della verità esige sempre un prezzo da pagare, come in passato ha imparato a suo spese. </p>



<h2>Recensione</h2>



<p>Dimmi cosa leggi e ti dirò chi sei. Come l’avvocato Guerreri di Carofiglio e il tenente Roversi di Zucca, anche il giornalista Arturo Ferretti di &#8220;Sarà come morire&#8221; è un appassionato di Tex Willer, l’eroe senza macchia e senza paura disposto a tutto per il trionfo di giustizia e verità. Ma il personaggio è tutt&#8217;altro che immacolato e presenta in versione nostrana il campionario delle ombre hard boiled: l&#8217;aria sgualcita, il cinismo, la disillusione, questioni personali irrisolte e sensi di colpa, &#8220;<em>lo sguardo di chi ha passato gli ultimi anni a perdere&#8221;</em>. E a bere.</p>



<p><em>&#8220;A</em> <em>quindici anni anni, ci avevo creduto in quelle scritte: spazzare via le disuguaglianze, liberare i poveri, annientare i ricchi. Sembrava semplice e logico. Adesso, provato solo vergogna per quell&#8217;illusione. E rabbia contro il ragazzino che ero stato, convinto che bastasse un po&#8217; di vernice per cambiare il mondo. Ma il mondo non lo cambi. È lui che cambia te. Fino a consumarti</em>&#8220;</p>



<p>Un uomo allo sbando su tutti i fronti, perché l&#8217;ambientazione nel 1994 aggancia il suo disincanto a una dimensione collettiva. Certo, con una nota di leggerezza oltre ai mondiali di calcio vinti ai rigori dal Brasile, è l’anno in cui a Sanremo fu presentato il brano di Giorgia, da cui è tratto il titolo, che sembra la fotografia della sua vita. Ma il 1994 è soprattutto l&#8217;anno delle elezioni che dopo lo scandalo Tangentopoli segnarono il passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica.</p>



<h3>Il peso della verità</h3>



<p>Playboy figli di papà, rampolli annoiati, un&#8217;élite omertosa e classista, giornalisti ambiziosi pronti a vendersi al miglior offerente, pesci piccoli e grandi della criminalità organizzata. E ancora esponenti delle forze dell&#8217;ordine, della legalità, dell&#8217;imprenditoria. Le figure che incontriamo chiedono di essere guardate per ciò che rappresentano socialmente nella ricca provincia italiana degli anni Novanta, perché come nei romanzi di Izzo e Carlotto, viene scelto il noir per fare critica sociale contro l&#8217;ipocrisia borghese, le connivenze, il potere del silenzio e del denaro. In due parole contro il sistema.</p>



<p>Gli elementi di mistero, scoperte, colpi di scena vengono introdotti in un crescendo dal ritmo cinematografico, fatto di dialoghi veloci, ricerche, pedinamenti. Da sceneggiatore, Adriano Morosetti sa come catapultare il lettore nella vicenda e ha buon gioco a fronte della versatilità di Sanremo che non è un paese per poveri e nemmeno un esempio virtuoso di melting pot.</p>



<p>&#8220;Sarà come morire. La lunga estate nera di Sanremo&#8221; è un romanzo spietato a tinte gialle e noir che mantiene le aspettative.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it/sara-come-morire-adriano-morosetti/">&#8220;Sarà come morire&#8221; &#8211; Adriano Morosetti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it">AMANTIDEILIBRI.IT</a>.</p>
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		<title>&#8220;Polpa&#8221; &#8211; Flor Canosa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Isabella Fantin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 07:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In "Polpa" gli eccessi erotici di coppia, vissuti in clandestinità diventano ribellione politica in un futuro distopico.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it/polpa-flor-canosa/">&#8220;Polpa&#8221; &#8211; Flor Canosa</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it">AMANTIDEILIBRI.IT</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Variamente declinato come forma di spersonalizzazione e controllo sociale, il divieto modella il distopico. Vietato leggere e scrivere, avere sentimenti e opinioni. Off-limits il pensiero divergente, rimanere single, pronunciare oltre un tot di parole. In &#8220;Polpa&#8221; dell&#8217;argentina Flor Canosa ad essere messo al bando è il dolore (Neo Edizioni 2025, traduzione di Giovanni Barone, 112 p.).</p>



<p>Pubblicato in Argentina nel 2019, presenta alcune affinità con il body horror alla Cronenberg e con la tradizione libertina e decadente di Sacher-Masoch e Mirbeau, ma deprivata di ambizioni glamour.</p>



<p>Avvertenze: si sconsiglia la lettura per un pubblico particolarmente sensibile.</p>



<p>Ringraziamo la casa editrice per la copia cartacea ricevuta in omaggio.</p>



<h2>Trama di <em>Polpa</em></h2>



<p>Viste le dimensioni da racconto lungo, solo pochi cenni alla trama e sarà sempre troppo. In una civiltà imprecisata, soffrire e far soffrire è illegale perché il corpo degli individui appartiene allo Stato. Pertanto il dolore diventa  crimine, dissenso, spiraglio di vita. Mezzo per esercitare la propria autodeterminazione:</p>



<blockquote class="wp-block-quote">
<p>&#8220;<em>Il dolore proibito era un concetto mitizzato, una leggenda metropolitana, un tabù</em>&#8220;</p>
</blockquote>



<p>Irma e Lunes vivono in clandestinità una relazione estrema che esplora gli abissi dell&#8217;abiezione e riduce il confine tra il rappresentabile e quanto in letteratura di solito non lo è. Assecondare le loro perversioni appare l&#8217;unica modalità di sentirsi vivi. Vincerà il sistema? Non è detto, perché in una società preoccupata che nessuno esca dal tracciato imposto, gli individui riescono sempre a imboccare una deviazione. Inaspettato l&#8217;epilogo.</p>



<h2>Recensione</h2>



<p>&#8220;Polpa&#8221; è un romanzo senza compromessi dall&#8217;immaginario visivo e psicologico urticante a sfidare l&#8217;orizzonte d&#8217;attesa insieme alla capacità di sopportazione di chi legge. È questa la sua particolarità. Con i suoi spigoli vivi, non fa nulla per evitare di essere respingente. Ci riesce. Ci tiene in ostaggio fino all&#8217;ultima pagina.</p>



<p>La vicenda si ispira al distopico totalitario che ibrida con eccessi hard. Da un lato propone situazioni a tema come le derive tecnologiche, il Grande Fratello del potere, il modello classista tra oligarchia e massa, il dispotismo dell&#8217;apatia contraria alla natura umana. Dall&#8217;altro proietta la trasgressione in un erotismo parafiliaco, ossessivo, violento da leggere in chiave simbolica. Il dolore fisico acquista la carica eversiva di un manifesto politico. Diventa ultimo baluardo di umanità e resistenza al potere e al pensiero unico.</p>



<p>Il futuro delineato da Flor Canosa non è alternativo, ma parallelo al nostro e questo lo rende ancora più inquietante. Malgrado l&#8217;impressione che l&#8217;intento di scandalizzare con situazioni sconvolgenti abbia talvolta la meglio, la storia risponde all&#8217;esigenza di riflettere su ciò che la società rischia di diventare.</p>



<p>Pertanto dimenticate una quotidianità ipertecnologica e avveniristica:</p>



<blockquote class="wp-block-quote">
<p>&#8220;<em>Siamo come eravamo nel 1990, ma più soli, più tristi</em>&#8220;</p>
</blockquote>



<p>L&#8217;analisi della relazione tra Irma e Lunes si concentra su due aspetti. La coazione a ripetere condotte devianti. <strong><em>La </em></strong><em><strong>sospensione, l&#8217;attesa che caratterizza l&#8217;attitudine masochista e sadica. </strong></em>Ma è anche la sospensione tra vita e morte, dolore e piacere, illecito e paura. Oppure l&#8217;attesa di un domani drammaticamente vicino.</p>



<p>Irma è masochista. Annienta la propria identità ma è lei a dare forma al suo aguzzino. Lunes è sadico. Nel cortocircuito della reciprocità tra vittima e carnefice &#8211; ciascuno esiste in relazione all&#8217;altro -, ha fame del suo corpo, di quella polpa del titolo, la parte carnosa del tessuto, del muscolo, delle fibre nervose. Con il dolore e la degradazione lo riduce a carne, a godimento erotico sbattuto in faccia senza reticenze.</p>



<p>Si aggiunge in coda al cast tal Enero, un agente governativo che trama dietro le quinte. L&#8217;autrice gioca con il <strong>transfert</strong> tra lui e Lunes e con i loro nomi. Infatti Enero significa gennaio, Lunes è lunedì, a evocare entrambi un orizzonte di rinnovamento e una fine. Forse un ciclo rigenerativo.</p>



<p>I luoghi sono angusti quanto l&#8217;universo emotivo dei personaggi. Lo spazio familiare diventata alieno, l&#8217;esterno minaccioso. Claustrofobico il vano destinato agli amplessi che si fanno stupro.  Come perimetro di libertà resta il corpo. Come arma resta il corpo, che angolazioni plurime scompongono, dilatano, ingrandiscono. Il rosso del sangue cola sui corpi intrecciati che si esplorano. Ossimorica come il filo conduttore tra piacere e dolore, la scrittura ha una violenza glaciale, chirurgica e lavica al tempo stesso. Respinge e attira.</p>



<p>&#8220;Polpa&#8221; di  Flor Canosa è una presa di distanza dal presente. Sembra suggerire che piacere, desiderio, sottomissione sono appannaggio di chi sulle classi subalterne detiene il potere, sempre uguale a se stesso. Una lettura interessante per chi cerca qualcosa di nuovo e di forte. Molto forte.</p>



<h2>L&#8217;autrice</h2>



<p>Flor Canosa è sceneggiatrice, montatrice cinematografica e docente presso la facoltà di Scienze Sociali dell&#8217;Università di Buenos Aires. Ha pubblicato romanzi e racconti presenti in antologie internazionali.</p>
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		<title>&#8220;L&#8217;artista e l&#8217;assassino&#8221; &#8211; Mark Frutkin</title>
		<link>https://www.amantideilibri.it/lartista-e-lassassino-mark-frutkin/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Isabella Fantin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 07:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biografia]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E se un killer posasse per Caravaggio? Arriva in Italia il thriller storico del canadese Mark Frutkin "L'artista e l'assassino"</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Che Caravaggio sia un personaggio iconico, amatissimo da critica e pubblico, lo dimostra il numero di pubblicazioni dedicate. Tra le biografie romanzate e i thriller storici che lo vedono protagonista, batte bandiera canadese un nuovo titolo destinato a conquistare gli appassionati. È &#8220;L&#8217;artista e l&#8217;assassino&#8221; (The artist and the assassin) del pluripremiato scrittore Mark Frutkin tradotto per la prima volta in Italia (Les Flâneurs Edizioni 2026, Collana Canada, traduzione di Martina Andreano, 272 p.). </p>



<p>Basato sulla vita del pittore che nella tela introdusse l&#8217;inquietudine, la luce, la vita, intreccia storia, invenzione, atmosfere noir che trasformano la vicenda in uno specchio dell&#8217;animo umano.</p>



<p>Ringraziamo la <a href="https://www.lesflaneursedizioni.it/product/lartista-e-lassassino/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">casa editrice</a> per la copia cartacea ricevuta in omaggio.</p>



<h2>Trama di <em>L&#8217;artista e l&#8217;assassino</em></h2>



<p>Il rapporto tra il pittore e la persona che funge da modello è cruciale nell&#8217;atto creativo. Il primo è sguardo. Il secondo offre il suo corpo allo sguardo. E talvolta i ruoli sfumano nel terreno dell&#8217;insondabile come ben sa la filosofia dell&#8217;arte.</p>



<p>Tra Caravaggio e un modello nasce un legame sinistro, un filo invisibile a disarticolare il tradizionale sistema dei rapporti di forza che pone il primo in una situazione di vantaggio, superiorità, controllo. L&#8217;autore immagina che l&#8217;artista, colpito dalle sue fattezze, scelga tal Luca Passarelli come modello per la prima committenza ufficiale. Non sa che è un sicario professionista:</p>



<blockquote class="wp-block-quote">
<p>&#8220;<em>Occhi rotondi e spalancati che sembrano un po&#8217; sorpresi, quella bocca debole, quella fronte alta che lascia intravedere la forma del cranio. Il naso sottile e dritto, la barba folta di media lunghezza, i capelli arruffati. Ripeto, c&#8217;è qualcosa in quegli occhi come se avesse visto cose che nessun uomo dovrebbe mai vedere. Nel profondo di essi si intravede un tocco di orrore. Che volto!</em>&#8220;</p>
</blockquote>



<p>Desidera che posi come Matteo o Levi il pubblicano, l&#8217;ebreo esattore delle imposte per conto dei Romani che nella &#8220;Vocazione di San Matteo&#8221; riceve la Grazia divina nella penombra di una taverna. Realizzato agli sgoccioli del Cinquecento, il dipinto si trova nella Cappella Contarelli a San Luigi dei Francesi. Avete presente l&#8217;uomo barbuto seduto di fronte allo spettatore che punta il dito al petto, sorpreso dalla chiamata di Gesù? È il soggetto più importante, il futuro apostolo, che  Caravaggio trasforma nell&#8217;uomo di sempre, della contemporaneità di chi lo osserva. </p>



<blockquote class="wp-block-quote">
<p>&#8220;<em>Merisi mi ha mostrato qualcosa di me stesso che non sapevo esistesse</em> (&#8230;) <em>Ma io lo vedo, lo vedo per quello che è. Non è diverso da me</em>&#8220;</p>
</blockquote>



<p>Quando un ricco mecenate viene assassinato, il rapporto tra killer e  pittore prende un piega inaspettata in un crescendo di intrighi, inseguimenti, tormenti di due anime in tempesta alla ricerca di un baricentro interiore o di chissà cosa.</p>



<h2>Recensione</h2>



<p>Il romanzo fa rivivere la figura di Michelangelo Merisi da Caravaggio alternando a ritmo serrato piani temporali e voci narranti. Dagli esordi a Milano presso la bottega del Peterzano al trasferimento a Roma dove conobbe il successo sotto la protezione del cardinale Del Monte che lo aiuterà anche nella cattiva sorte. La fuga a Napoli presso i Colonna fino all&#8217;ultimo atto di una serie di peregrinazioni lontano dalla città eterna. Una vita sorprendente, la sua. Avventurosa, intensa, drammatica come un romanzo. Un genio anticonformista dal temperamento dionisiaco votato agli eccessi nell&#8217;arte e nella vita, perché Caravaggio fu il peggior nemico di se stesso.</p>



<p>La veste gialla sembra un pretesto per sintetizzare un mondo, un&#8217;epoca, una passione insieme ai chiaroscuri di una personalità borderline: la sua rivoluzione pittorica; il naturalismo e l’aderenza al vero; il rapporto con la doppia committenza romana di privati e clero; le persone di cui si circondava, i nemici e coloro che lo hanno amato e ammirato.</p>



<h3>La Roma di Caravaggio</h3>



<p>La vicenda accompagna il lettore nel tessuto connettivo di Roma fatto di contraddizioni: miseria e nobiltà, palazzi, taverne, lupanari, vicoli sporchi dove prostitute, ladruncoli, profittatori, rigattieri, straccivendoli, diseredati vivono di espedienti. La folla è affamata perché le distribuzioni delle razioni di pane da parte delle autorità ecclesiastiche non bastano mai. Gli eretici vengono messi al rogo. Il mecenatismo di papi e alti prelati promuove il Barocco romano. Nel sottobosco di invidie, rivalità, maldicenze e in un mercato artistico dove non esisteva la prevedibilità dei prezzi, la vita dei pittori è precaria. Su questo palcoscenico si fronteggiano il classicista Carracci e Caravaggio l&#8217;innovatore. Ma in corso c&#8217;è un&#8217;altra sfida a sostenere il romanzo. Il pittore e il modello sono impegnati in un pericoloso testa a testa dove rimbalzano affinità e corrispondenze segrete. Uno solo, però, possiede il genio.</p>



<p>Apprezzabile la capacità di coinvolgimento della storia anche laddove se ne conoscono i risvolti, perché in Italia il profilo biografico di Caravaggio è abbastanza noto. E talvolta il fatto di conoscerne già alcuni esiti toglie un po&#8217; di tensione che vibra a corrente alternata.</p>
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		<title>&#8220;Il sale del Fürher&#8221; &#8211; Paolo Santoro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Isabella Fantin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 07:16:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Storico]]></category>
		<category><![CDATA[Thriller]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2025 la casa editrice Il Piroscafo ha riproposto nelle Collana Le Vele, dedicata al romanzo storico, "Il sale del Fürher. Uno chef inglese nel Berghof" di Paolo Santoro pubblicato per la prima volta nel 2017</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it/il-sale-del-furher-paolo-santoro/">&#8220;Il sale del Fürher&#8221; &#8211; Paolo Santoro</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it">AMANTIDEILIBRI.IT</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>La casa editrice Il Piroscafo ha riproposto nelle Collana Le Vele, dedicata al romanzo storico, &#8220;Il sale del Fürher. Uno chef inglese nel Berghof&#8221; di Paolo Santoro pubblicato per la prima volta nel 2017 (Il Piroscafo Editore 2025, 432 p.). Per una missione in cui si gioca il tutto per tutto, Winston Churchill recluta come spia uno chef stellato vicinissimo al Fürher. È questo il canovaccio del romanzo orientato verso  atmosfere cozy, che mettono al bando volgarità, violenza, spargimenti di sangue.</p>



<p>Ringraziamo la <a href="https://ilpiroscafoedizioni.it/prodotto/il-sale-del-fuhrer/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">casa editrice</a> per la copia cartacea ricevuta in omaggio. </p>



<h3>Conoscete il <em>maître du sel?</em></h3>



<p>Diamo un&#8217;occhiata al profilo dell&#8217;autore, al suo esordio narrativo. Dopo la laurea in Scienze Economiche e Bancarie presso l’Università di Siena, Paolo Santoro fonda la Beep Studios con cui realizza il doppiaggio di documentari e serie TV per le principali major internazionali. Nel 2015 lascia il mondo del broadcast per dedicarsi allo studio e alla divulgazione del sale artigianale. Sommelier AIS, Cavaliere del Sassicaia e gourmand appassionato, è considerato tra i maggiori esperti di sale a livello mondiale.</p>



<p>Parliamo del più pregiato, il sale naturale raccolto a mano. Paolo Santoro è l&#8217;inventore del <strong>maître du sel</strong>, una figura paragonabile al sommelier, ma specializzato nella valorizzazione del sale quanto a ingrediente principe, con quel pizzico di magia che da sempre lo accompagna. E, come vedremo nella vicenda, magia significa ritualità, emozione, rappresentazione affidate a un sacerdote dei sensi.</p>



<h2>Trama di <em>Il sale del Fürher </em></h2>



<p>Nel 1939, mentre la Germania incurante del trattato di Monaco pianifica l&#8217;occupazione di Polonia e Francia, in Islanda si verificano due fatti inspiegabili. Una flotta di pescherecci si schianta a piena velocità contro la banchina del porto. Tre bambini scompaiono nel nulla.</p>



<p>A stretto giro di posta il leggendario ristorante parigino La Tour d&#8217;Argent attende in fermento e preoccupazione l&#8217;arrivo del gotha del Partito Nazista. Sontuoso e sofisticato, il menu riscuote un successo tale che Hitler chiede allo chef e Maître du Sel Pierre Letoile di diventare suo cuoco personale. Sarà un&#8217;occasione d&#8217;oro o una trappola? Il Fürher è rimasto stregato dal rito del sale con cui Pierre ha un rapporto unico:</p>



<blockquote class="wp-block-quote">
<p>&#8220;<em>Mistico perché è grazie al sale che lo chef trasmette la propria energia al piatto. Magico perché è grazie al sale che il piatto può diventare eccellente, buono o pessimo. Per me è come la bacchetta del direttore d&#8217;orchestra, in grado di amalgamare ed esaltare tutti i sapori e i singoli componenti di ogni piatto</em>&#8220;</p>
</blockquote>



<p>Ben presto la sua avventura al Berghof, la residenza alpina di Hitler vicino al Nido dell&#8217;aquila, si tinge di giallo perché Winston Churcill gli affida una missione top secret. Nome in codice &#8220;Operazione Lighthouse&#8221;. Soffiano venti di guerra, la posta in gioco è altissima.</p>



<h2>Recensione</h2>



<p>L&#8217;autore sceglie lo sfondo del nazismo, uno dei più saccheggiati dai romanzi storici e per questo rischioso in termini di prevedibilità e cliché. Qui i nazisti sono ambivalenti: mostri di crudeltà ed efficienza, e insieme dei sempliciotti. Il risultato è una storia di spionaggio orientata verso atmosfere cozy, che concede poco alla psicologia dei personaggi per concentrarsi sulla lotta tra Bene e Male. I buoni sono un manipolo di eroi, dal curriculum impeccabile, degni di Arnold Schwarzenegger. Specializzati in tattiche militari e nel combattimento all&#8217;arma bianca, si avventurano in imprese  rocambolesche in territorio nemico. Le guardie del corpo del Fürher cadono come mosche sotto i loro attacchi. Sul fronte dei sentimenti il focus si concentra su un legame pericoloso, emblema del potere dell&#8217;amore oltre la nazionalità, gli ideali, gli schieramenti imposti dalla guerra. </p>



<p>&#8220;Il sale del Fürher&#8221; di Paolo Santoro è una lettura di pura evasione. I ruoli sono netti. Assenti riflessioni sulla guerra, sul potere, sui dilemmi morali. Grazie all&#8217;esposizione scorrevole, a un linguaggio pulito, a un ingranaggio narrativo dallo sguardo contemporaneo &#8211; a volte un po&#8217; troppo &#8211; si rivolge a un pubblico ampio strizzando l&#8217;occhio all&#8217;avventura e al romance, alla finzione e alla storia.</p>



<h3>Salvate lo chef Pierre</h3>



<p>Per arginare il già visto, la trama si appoggia al food fiction, quel sottogenere in cui l&#8217;aspetto gastronomico svolge un ruolo centrale, perché non è più una caratteristica del protagonista come accade per esempio nei libri di Vásquez Montálban o del nostro Camilleri. Anche se l&#8217;organico, la brigata di cucina, sembra uscita da una puntata di &#8220;MasterChef&#8221;, questa filone è piuttosto interessante, perché racconta le origini delle saline di Maldon in Gran Bretagna. Svela storia, evoluzione, logistica, ricette del ristorante stellato più antico di Francia con vista sulla Senna e Notre-Dame. Attraverso il protagonista, alter ego dell&#8217;autore, il lettore viene iniziato ai misteri dell&#8217;alta cucina e del sale. Altro che semplice condimento. Dopo questa lettura il sale per voi non sarà più lo stesso. Sono certa che fosse proprio questo l&#8217;intento di Paolo Santoro: comunicarci la sua passione che è diventata un successo imprenditoriale.</p>
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		<title>&#8220;L&#8217;umanità degli animali da compagnia&#8221; &#8211; Silvano Vinceti</title>
		<link>https://www.amantideilibri.it/lumanita-degli-animali-da-compagnia-silvano-vinceti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Isabella Fantin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 07:02:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Saggistica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il saggio incrocia diverse discipline per proporre una cultura innovativa sul rapporto dell'uomo con gli animali da compagnia.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>I fan degli animali da compagnia, in particolare cani e gatti, sanno che non sono semplici animali domestici per il legame empatico e la sinergia che creano con l&#8217;uomo. Armando Editore ha dato alle stampe un saggio dedicato proprio a loro. Dove anche scettici, dubbiosi, disinteressati al mondo dei pet troveranno un motivo per ricredersi sui benefici di una convivenza plurisecolare. Parliamo de &#8220;L&#8217;umanità degli animali da compagnia&#8221; di Silvano Vinceti (Armando Editore 2025, 158 p.).</p>



<p>Saggista, politico, ricercatore, Silvano Vinceti è autore e conduttore televisivo in Rai di programmi storico-culturali. È Presidente del Comitato per la valorizzazione dei Beni Storici, Ambientali e Culturali.</p>



<p>Ringraziamo l’ufficio stampa 1A comunicazione e <a href="https://www.armandoeditore.it/catalogo/lumanita-degli-animali-da-compagnia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la casa editrice</a> per la copia cartacea ricevuta in omaggio.</p>



<h2>Trama di <em>&#8220;L&#8217;umanità degli animali da compagnia&#8221;</em></h2>



<p>Quando è sorta la percezione che gli animali d&#8217;affezione sono esseri senzienti? Quali costanti hanno caratterizzato il legame con l&#8217;uomo? E la differenza tra l&#8217;umanità degli animali e verso gli animali? Avete mai pensato a Voltaire e a Garibaldi come protoanimalisti? Ecco alcuni degli interrogativi sollevati da Silvano Vinceti in una carrellata che non dimentica il simbolismo dei bestiari medievali, dell&#8217;arte preistorica e concettuale arricchita da un&#8217;aneddotica a tema su personaggi famosi.</p>



<h2>Recensione</h2>



<p>I libri sull&#8217;argomento abbondano. Storie vere di amore, resilienza, complicità. Manuali di educazione cinofila, psicologia canina, pet therapy. Saggi di etologia inaugurata da Konrad Lorenz con &#8220;E l&#8217;uomo incontrò il cane&#8221;. Pubblicazioni volte a indagare le ragioni che spingono a desiderare un animale d&#8217;affezione o impediscono di superarne la perdita. Per tacere della narrativa che ha scelto gli amici a quattro zampe per esaminare il rapporto tra sudditanza e libertà, la forza delle idee, i benefici della simbiosi interspecifica. Pensiamo per esempio a &#8220;L&#8217;uomo e il cane&#8221; di Carlo Cassola, &#8220;Il cane di Falcone&#8221; di Dario Levantino e &#8220;Cane e padrone&#8221; di Thomas Mann: </p>



<blockquote class="wp-block-quote">
<p>&#8220;<em>Devo un ringraziamento particolare al grande Thomas Mann. La sua novella &#8220;Cane e padrone&#8221; letta molti anni addietro mi produsse un entusiasmo ancora presente nella carne e nel cuore</em>&#8220;</p>
</blockquote>



<p>Ciò detto, questo saggio ambisce a riassumerli tutti e a superarli con un orizzonte di sguardo innovativo. Il fine è &#8220;<em>Diffondere una nuova cultura ecologica che potremmo etichettare L&#8217;umanità dei Pet&#8221;. </em></p>



<h2>Un ventaglio di proposte</h2>



<p>Come? Con proposte di legge riguardanti le terapie con animali complementari a quelle mediche in essere. Con interventi pedagogici mirati per ordine e grado scolastico. A seguire iniziative culturali, sociali, politiche e via discorrendo. Perciò l&#8217;analisi incrocia più discipline tra cui storia, statistica, arte, filosofia, sociologia e architettura. Viene riportata l&#8217;esperienza personale dell&#8217;autore, che si intuisce intensa, con l&#8217;amata labrador Sofia e il drappello di cani che hanno accompagnato la sua vita. L&#8217;autore mira a promuovere la consapevolezza della centralità del loro benessere e ruolo in un quotidiano sedotto dal virtuale, che rischia di allontanarci dall&#8217;esperienza diretta con gli animali. I dati per fortuna sono confortanti. In Italia il numero di animali d&#8217;affezione è in rapida crescita con un trend trasversale interessato anche a temi etici del mondo animale.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it/lumanita-degli-animali-da-compagnia-silvano-vinceti/">&#8220;L&#8217;umanità degli animali da compagnia&#8221; &#8211; Silvano Vinceti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it">AMANTIDEILIBRI.IT</a>.</p>
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