
Nuova incursione nel perbenismo della ricca provincia italiana e nelle dinamiche di potere che la attraversano per lo scrittore Adriano Morosetti. Dal 23 febbraio 2026 è in libreria “Sarà come morire. La lunga estate nera di Sanremo”, il suo secondo romanzo ambientato nella città dei fiori con protagonista Arturo Ferretti (Mursia Editore 2026, 256 p.).
Giornalista in crisi asfaltato dalla vita, il Ferretti si mette a indagare su quella che sembra una spedizione punitiva contro tre rampolli sanremesi in un locale della Riviera.
Ringraziamo l’ufficio stampa 1A comunicazione e la casa editrice per la copia cartacea ricevuta in omaggio.
Trama di Sarà come morire
È con ordine chirurgico che il rapporto degli inquirenti ricostruisce l’accaduto e individua subito i responsabili.
“Due uomini erano entrati nel “Paraiso” dalla porta posteriore. Una pistola aveva fatto fuoco su Tommaso. La stessa arma aveva freddato il buttafuori dietro al balcone. Una seconda pistola aveva sparato alla schiena di Edoardo, che tentava di scappare, poi un colpo alla testa. Infine, Cristiano. Un proiettile alla mano, uno alla spalla, poi la caduta“
Ma il cronista a caccia di gossip per una rivista sensazionalistica, Arturo Ferretti, non crede alla versione ufficiale. Sono numerosi i dettagli incoerenti sulla scena del crimine. Troppe cose non tornano nella dinamica dei fatti a cominciare da vittime e colpevoli. Due mondi antitetici i loro, lui li conosce entrambi. Colpiti nella sparatoria, Tommaso, Edoardo, Cristiano sono esponenti della Sanremo dorata che – malgrado la santificazione postuma di opinione pubblica e mezzi stampa che accompagna di rito le morti violente – potrebbero avere qualche scheletro nell’armadio o essere pedine di una regia occulta.
Il sospetto spinge il nostro antieroe a imbarcarsi in un’indagine emotivamente impegnativa e sempre più serrata. È un lupo solitario, non è un “nerista” e alle alte sfere non interessa approfondire un caso risolto in partenza. A lui sì e il marcio lo trova. Ma dovrà fare i conti con un dilemma morale perché ogni scelta comporta una perdita e la ricerca della verità esige sempre un prezzo da pagare, come in passato ha imparato a suo spese.
Recensione
Dimmi cosa leggi e ti dirò chi sei. Come l’avvocato Guerreri di Carofiglio e il tenente Roversi di Zucca, anche il giornalista Arturo Ferretti di “Sarà come morire” è un appassionato di Tex Willer, l’eroe senza macchia e senza paura disposto a tutto per il trionfo di giustizia e verità. Ma il personaggio è tutt’altro che immacolato e presenta in versione nostrana il campionario delle ombre hard boiled: l’aria sgualcita, il cinismo, la disillusione, questioni personali irrisolte e sensi di colpa, “lo sguardo di chi ha passato gli ultimi anni a perdere”. E a bere.
“A quindici anni anni, ci avevo creduto in quelle scritte: spazzare via le disuguaglianze, liberare i poveri, annientare i ricchi. Sembrava semplice e logico. Adesso, provato solo vergogna per quell’illusione. E rabbia contro il ragazzino che ero stato, convinto che bastasse un po’ di vernice per cambiare il mondo. Ma il mondo non lo cambi. È lui che cambia te. Fino a consumarti“
Un uomo allo sbando su tutti i fronti, perché l’ambientazione nel 1994 aggancia il suo disincanto a una dimensione collettiva. Certo, con una nota di leggerezza oltre ai mondiali di calcio vinti ai rigori dal Brasile, è l’anno in cui a Sanremo fu presentato il brano di Giorgia, da cui è tratto il titolo, che sembra la fotografia della sua vita. Ma il 1994 è soprattutto l’anno delle elezioni che dopo lo scandalo Tangentopoli segnarono il passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica.
Il peso della verità
Playboy figli di papà, rampolli annoiati, un’élite omertosa e classista, giornalisti ambiziosi pronti a vendersi al miglior offerente, pesci piccoli e grandi della criminalità organizzata. E ancora esponenti delle forze dell’ordine, della legalità, dell’imprenditoria. Le figure che incontriamo chiedono di essere guardate per ciò che rappresentano socialmente nella ricca provincia italiana degli anni Novanta, perché come nei romanzi di Izzo e Carlotto, viene scelto il noir per fare critica sociale contro l’ipocrisia borghese, le connivenze, il potere del silenzio e del denaro. In due parole contro il sistema.
Gli elementi di mistero, scoperte, colpi di scena vengono introdotti in un crescendo dal ritmo cinematografico, fatto di dialoghi veloci, ricerche, pedinamenti. Da sceneggiatore, Adriano Morosetti sa come catapultare il lettore nella vicenda e ha buon gioco a fronte della versatilità di Sanremo che non è un paese per poveri e nemmeno un esempio virtuoso di melting pot.
“Sarà come morire. La lunga estate nera di Sanremo” è un romanzo spietato a tinte gialle e noir che mantiene le aspettative.



