
Dal 10 marzo 2026 è in libreria il libro “Cento tecniche segrete del giornalista investigativo. Domande, strategie e consigli pratici per arrivare alla verità” (Oligo Editore 2026, 280 p.).
Il giornalista investigativo non insegue la notizia in tempo reale. Quella mordi e fuggi in ostaggio del timing delle breaking news. Anzi, il suo lavoro è un antidoto ad essa. Coltiva la pazienza, la verifica delle fonti, la ricerca dietro le apparenze, l’accuratezza, la preparazione e il metodo. Conosce la cultura giuridica e investigativa. Perché, parafrasando il grande Borges, non basta scrivere una notizia a lettere cubitali per renderla autentica. E il cuore del suo lavoro è l’intervista. Per questo motivo propone una forma di slow journalism nel segno della militanza informativa. Giusta. Etica. Democratica.
Ce ne parla Alessandro Politi in questo manuale a tema, unico nel panorama italiano, con prefazione di Gianluigi Nuzzi e postfazione di Alfonso Sabella.
Ringraziamo l’agenzia 1A comunicazione e la casa editrice per la copia cartacea ricevuta in omaggio.
Trama di Cento tecniche segrete del giornalista investigativo
Il libro è articolato in due sezioni. La prima sintetizza le tappe per pianificare un’intervista investigativa a cominciare da argomento e obiettivo, soggetti a determinati requisiti. La preparazione, infatti, tende a ridurre il rischio che l’incontro non porti a nulla o si trasformi in boomerang per il conduttore.
“Questo manuale è un modo per restituire qualcosa di concreto a un mestiere che amo profondamente. Le tecniche che condivido sono il risultato di un percorso personale fatto di lavoro sul campo e di uno studio serio che mai cesserà. Non sono perfette e non sostituiscono il lavoro sporco della verifica. Quello resta imprescindibile e fondamentale. Ma nelle giornate in cui una storia sembra non voler dare risposte, possono diventare la chiave giusta per aprire una fessura di luce in un momento di buio pesto. E, qualche volta, quella fessura che siamo riusciti ad aprire sarà sufficiente per vedere ciò che era sempre stato sotto i nostri occhi, ma ci era sfuggito“
La seconda contiene un repertorio operativo di tecniche per costruire e portare a termine un’intervista efficace. Tale repertorio è frutto dell’esperienza sul campo, studi multidisciplinari, modelli internazionali di riferimento. Non sono trucchi, quanto un metodo per educare all’ascolto e all’empatia, individuare incongruenze narrative e microreazioni del corpo dell’intervistato. Generalmente chi mente viene tradito da piccoli gesti, dalla postura, lapsus, negazioni eccessive, frasi interrotte. E sono questi i segnali che aprono una finestra su criticità meritevoli di approfondimento da parte del giornalista che, lo ricordiamo, non è un giudice.
Recensione
La ricerca della verità, che a diverso titolo accompagna la storia dell’uomo, rappresenta il fine del giornalismo investigativo. Una verità conquistata con calma, rispetto, coraggio, accantonati ego e tesi preconfezionate. La verità non è un bottino da guadagnare, estorcere, sottoporre al fotoshop del tornaconto personale. E nemmeno frutto di sola perspicacia. Le intuizioni risolutive per risolvere problemi complessi lasciamole ai polizieschi o a Eta Beta (ricordate Topolino?). Piuttosto richiama l’aletheia, termine greco a indicare svelamento o non nascondimento della realtà. Dunque, per esteso, rivelazione di ciò che non rimane più oscuro. Ma essa comporta anche responsabilità e impegno, poiché il giornalista d’inchiesta deve restituire al pubblico un racconto onesto, fedele, umano.
Parte da questa premessa il manuale di Alessandro Politi che si concentra sull’intervista, dietro le quinte e in diretta. Si rivolge a specialisti, giornalisti in erba, appassionati di gialli e dintorni come la sottoscritta, curiosi. Il linguaggio cristallino e l’impaginazione schematica si prestano a una lettura coinvolgente, analitica o selettiva.
Mi sento di consigliare questo libro agli amanti di romanzi gialli, thriller, noir e programmi true crime che vanno oltre il semplice intrattenimento. Vi aiuterà a seguire le interviste con maggiore consapevolezza. Ad affiancare nelle indagini il vostro investigatore letterario preferito. Da ultimo, perché no?, a smascherare le intenzioni comunicative di chi pone domande apparentemente innocue. Il che è utile in tutti i campi.
Molto interessante.
Alessandro Politi
Classe 1988, l’autore non ha bisogno di presentazioni. Diamo un’occhiata al suo profilo.
Alessandro Politi è tra le giovani voci più note del giornalismo investigativo italiano. Laureato in Giurisprudenza, ha conseguito lauree magistrali in Psicologia cognitivo comportamentale, Neuroscienze cognitive e Scienze pedagogiche, una laurea in Scienze criminologiche forensi e investigative. Vanta master universitari in Scienze criminologiche e forensi, in Balistica forense e Analisi della scena del crimine. Dirige i laboratori universitari a tema presso l’Università degli Studi di Milano e l’Università dell’Insubria di Varese. Collabora con importanti testate e programmi televisivi tra cui Unomattina Crime, Storie Italiane e Storie di Sera.



