
I fan degli animali da compagnia, in particolare cani e gatti, sanno che non sono semplici animali domestici per il legame empatico e la sinergia che creano con l’uomo. Armando Editore ha dato alle stampe un saggio dedicato proprio a loro. Dove anche scettici, dubbiosi, disinteressati al mondo dei pet troveranno un motivo per ricredersi sui benefici di una convivenza plurisecolare. Parliamo de “L’umanità degli animali da compagnia” di Silvano Vinceti (Armando Editore 2025, 158 p.).
Saggista, politico, ricercatore, Silvano Vinceti è autore e conduttore televisivo in Rai di programmi storico-culturali. È Presidente del Comitato per la valorizzazione dei Beni Storici, Ambientali e Culturali.
Ringraziamo l’ufficio stampa 1A comunicazione e la casa editrice per la copia cartacea ricevuta in omaggio.
Trama di “L’umanità degli animali da compagnia”
Quando è sorta la percezione che gli animali d’affezione sono esseri senzienti? Quali costanti hanno caratterizzato il legame con l’uomo? E la differenza tra l’umanità degli animali e verso gli animali? Avete mai pensato a Voltaire e a Garibaldi come protoanimalisti? Ecco alcuni degli interrogativi sollevati da Silvano Vinceti in una carrellata che non dimentica il simbolismo dei bestiari medievali, dell’arte preistorica e concettuale arricchita da un’aneddotica a tema su personaggi famosi.
Recensione
I libri sull’argomento abbondano. Storie vere di amore, resilienza, complicità. Manuali di educazione cinofila, psicologia canina, pet therapy. Saggi di etologia inaugurata da Konrad Lorenz con “E l’uomo incontrò il cane”. Pubblicazioni volte a indagare le ragioni che spingono a desiderare un animale d’affezione o impediscono di superarne la perdita. Per tacere della narrativa che ha scelto gli amici a quattro zampe per esaminare il rapporto tra sudditanza e libertà, la forza delle idee, i benefici della simbiosi interspecifica. Pensiamo per esempio a “L’uomo e il cane” di Carlo Cassola, “Il cane di Falcone” di Dario Levantino e “Cane e padrone” di Thomas Mann:
“Devo un ringraziamento particolare al grande Thomas Mann. La sua novella “Cane e padrone” letta molti anni addietro mi produsse un entusiasmo ancora presente nella carne e nel cuore“
Ciò detto, questo saggio ambisce a riassumerli tutti e a superarli con un orizzonte di sguardo innovativo. Il fine è “Diffondere una nuova cultura ecologica che potremmo etichettare L’umanità dei Pet”.
Un ventaglio di proposte
Come? Con proposte di legge riguardanti le terapie con animali complementari a quelle mediche in essere. Con interventi pedagogici mirati per ordine e grado scolastico. A seguire iniziative culturali, sociali, politiche e via discorrendo. Perciò l’analisi incrocia più discipline tra cui storia, statistica, arte, filosofia, sociologia e architettura. Viene riportata l’esperienza personale dell’autore, che si intuisce intensa, con l’amata labrador Sofia e il drappello di cani che hanno accompagnato la sua vita. L’autore mira a promuovere la consapevolezza della centralità del loro benessere e ruolo in un quotidiano sedotto dal virtuale, che rischia di allontanarci dall’esperienza diretta con gli animali. I dati per fortuna sono confortanti. In Italia il numero di animali d’affezione è in rapida crescita con un trend trasversale interessato anche a temi etici del mondo animale.



