“L’occhio di Gaudì” – Marta Palazzesi


Voto: 4 stelle / 5

“L’occhio di Gaudì” è un romanzo storico di Marta Palazzesi pubblicato da Vallecchi a maggio 2026.

Ringraziamo la casa editrice e l’ufficio stampa 1A comunicazione per la copia cartacea ricevuta in omaggio.

Trama di L’occhio di Gaudì

Nella Barcellona modernista, quando la dittatura ha il nome di Miguel Primo de Rivera,1925-1926,l’opera di Gaudí, la Sagrada Famiglia tassello dopo tassello, tralicci su cupole, sta prendendo vita , mentre il suo visionario autore ne prende la morte. Questo sfondo che crea scenografia ed organismo necessario per attraversare la politica ristrettiva e il cambiamento sociale e culturale di quello che dovrà essere esoscheletro di questo intreccio storico e riflessivo.

Gabriel Fàbregas, il protagonista, è un giovane amante dell’arte  che lascia Valencia per cercare la verità sulla morte del padre. È un percorso difficile e colmo di difficoltà, riluttanza e diffidenza sociale quello che accompagna Gabriel alla ricerca della verità sul passato di suo padre, verità che coincide con la costruzione della propria identità: Gabriel cercando la verità sul padre troverà una collocazione nel mondo, una ragione per comprendere il proprio presente e per immaginare il futuro.

Probabilmente si è cercato di creare un romanzo di formazione, strutturato con una spiccata linea holdiniana, formativa e docenziale, rimarcatamente l’autrice opera inserendo tessere di un mosaico spezzato da  elementi gialli investigativi, politici e storici. La ricerca della verità procede attraverso indizi, Scontati silenzi e tensioni famigliari che non ravvivano la brace  della suspance.

Recensione

Il titolo, con larga rimarcata al nome di Gaudi,  creano aspettative simportanti nell’opera , aspettative che pone centro la figura di Gaudí e del suo pensiero metafisico. Invero, la presenza del  grande architetto compare relativamente poco come personaggio, quasi non fosse contemplato. Del resto, tutti indialoghi si trovano appiattiti e senza enfasi: un omicidio pare una cosa scontata, un amore, un furto o qualsiasi altro evento che dovrebbe risvegliare un controrcersii di emozioni, si limita ad essere una fredda rivelazione senza emozione.

Certamente la ricerca storica è doverosa e accurata, ritrovandosi in unaBarcellona pregna di politica e dittatura, dove la fa sa padrona la differenza tra le classi sociali, dove i sobborghi somigliano a latrine a cielo aperto. Ma purtroppo se da un lato se ne percepisce il lezzo disumano, dall’altro lato non si comprende questa apatia nell’esprimere sensazioni rabbie gioie e dolori, nulla trapela nelle parole o nei sentimenti.

Ero incuriosito da questo romanzo e dalla vita di Gaudi, nonché dalla Barcellona gotica e modernista, avevo già viaggiato metaforicamente, le strade e i palazzi colmi di segreti con le tracce di Zafon, tanto incuriosito che per caso capitandomi per mano un libro edito nel 2016, non ho potuto non prenderlo in considerazione, durante la lettura, postuma a L’occhio di Gaudi, ho riscontrato Una bizzarra coincidenza che mi lascia perplesso e attonito, nonostante effettuate ricerche storico locali, che dessero corrispondenza non ho trovato dispiegazioni, l’arcano permane insoluto.

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