
“Il labirinto dei dieci sospetti” (The Other People) è un thriller psicologico fresco di stampa a firma G.B. Everett che sfrutta l’idea di uno psicopatico deciso a riscrivere le leggi della giustizia (Newton Compton Editori 2025, traduzione di Demetra Amadasi, 352 p.).
Ringraziamo la casa editrice per la copia digitale ricevuta in omaggio.
Trama de Il labirinto dei dieci sospetti
Il doposbronza, in gergo hangover, accompagna il percorso universitario di molti ragazzi, abituati a quell’intontimento mattutino che segue una serata di eccessi. Ma tale malessere non è paragonabile a quello che assale uno studente, il primo dei dieci sospetti del titolo, dopo una notte da dimenticare. Il sonno funestato dalla fobia di essere sepolto vivo. Il risveglio in un luogo sconosciuto. Nessuna memoria del prima. Chiusa dall’esterno la porta.
Si ritrova in una stanza in stile gotico di opprimente eleganza dove qualcuno ha avuto l’accortezza di portare i suoi abiti e oggetti a lui cari. In preda a emozioni contrastanti, le pensa tutte: uno scherzo goliardico, i postumi di una bevuta colossale, un doppio incubo che metterebbe alla prova chiunque. Come scrive Edgar Allan Poe “Tutto quel che vediamo e quel che sembriamo non è che un sogno ad occhi aperti”. Oppure no? Come incipit ad effetto non c’è male.
Nightmare
Il giovane ignora di non essere solo. Altri ospiti condividono la medesima sorte in quella che sembra un’antica dimora. In ordine sparso sono una manager, una ragazza e la sua creaturina, un militare, una mangiauomini alla Sex and the City. E ancora una pupa (il secchione non c’è), un misantropo e altri due tizi. Però compare anche un personaggio perfettamente a suo agio in questo set da horror. Lo sguardo in macchina, sfida il lettore a individuare il cattivo che farà fare ai partecipanti una brutta fine. Il piglio canzonatorio, irritante, amorale.
“C’è il significato testuale e quello implicito, tenetelo a mente mentre leggete. Oppure no. Come ho detto prima sta a voi decidere a chi e a cosa credere“
Il luogo fa pensare a un edificio isolato dove abbondano rumori sinistri, passaggi segreti, omicidi, ombre che sgattaiolano in un esterno irraggiungibile. E le luci si spengono e una bimbetta si trastulla con un bulbo oculare e il sangue gocciola dal soffitto. Cose così. Tante le domande. Quale denominatore lega questo campionario umano? E il ruolo della sulfurea creatura? Perché architettare un piano così arzigogolato?
Di lì a poco i prescelti ricevono istruzioni su come uscire da questa prigione senza sbarre. Signori e signore, il conto alla rovescia per la sopravvivenza è appena cominciato.
Recensione
Senza pretese di originalità “Il labirinto dei dieci sospetti” di G.B. Everett è un intarsio di citazioni filmiche e letterarie riconducibili al survival psicologico, che fino ai titoli di coda sa mantenere livelli apprezzabili di suspense. Se fosse una ricetta potremmo presentarlo in questi termini.
Prendete Invito a cena con delitto avendo cura di eliminare parodie, nonsense, perle interpretative. Inserite flashback alla Lost per irrobustire la psicologia dei partecipanti, già perduti prima di naufragare in questo inferno. Da The Others e i suoi fratelli prendete in prestito un’antica magione dove l’ambiguità è di casa. Ringraziate Saw L’Enigmista per l’impronta claustrofobica, il sadismo, il gioco al massacro all’insegna del sospetto reciproco. Rosolare al fuoco lento di più di trecento pagine. Per finire una spolverata splatter e spettacolare per vampirizzare il lato investigativo. C’è anche un omaggio ad Agatha Christie per l’esplicito riferimento al celeberrimo giallo E poi non ne rimase più nessuno.
I capitoli alternano una pluralità di punti di vista. Ciò permette al pubblico di cambiare continuamente tifoseria. Di chi fidarsi? Infatti il narratore inattendibile si diverte a cambiare maschera alla verità. E innesca la miccia di una tensione crescente (smarrimento, caos, diffidenza, ostilità, paura, terrore) che accelera nel finale. Fa da ritornello la voce fuori campo del personaggio misterioso. Fornisce informazioni, ritratta, insinua dubbi sulla sceneggiatura che procede a suon di depistaggi e colpi di scena horror. Le alleanze tra i personaggi cambiano continuamente trasformandolo in competizione ogni ipotesi iniziale di solidarietà.
“Il labirinto dei dieci sospetti” di G.B. Everett è un romanzo di pura evasione che ci sentiamo di consigliare come lettura sotto l’ombrellone. Adatto a chi ama percorrere sentieri conosciuti. Ancora più adatto ai giovanissimi per i quali Agatha Christie e compagnia bella è una novità tutta da scoprire.



