
“Gli Innamorati di Piazza Oberdan” è un romanzo storico dello scrittore austriaco Christian Klinger.
In Italia è stato pubblicato nel 2024 da Bottega Errante Edizioni.
Trama de Gli innamorati di piazza Oberdan
Il libro ricostruisce con precisione, quasi chirurgica, la vita di Giuseppe “Pino” Robusti e della sua famiglia.
E’ la storia vera di un ragazzo triestino che studia architettura e che resta vittima dei nazisti.
Il romanzo si sviluppa, per lo più a Trieste ed inizia dagli ultimi giorni dell’impero asburgico e arriva fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale.
La trama si intreccia, come anticipato, tra la vita del giovane Robusti e quella di suo padre Vittorio che è stato un veterano della Grande Guerra.
Pino è arrestato in piazza Oberdan, che oltre a essere il luogo in cui si incontra con la fidanzata, è anche la sede della Gestapo.
Il giovane è internato nella Risiera di San Sabba nonostante i tentativi di liberarlo messi in atto sia dal padre sia dalla fidanzata Laura il giovane verrà fucilato.
E, difatti, morirà a soli 22 anni, il 6 aprile del 1945, proprio qualche giorno prima della Liberazione di Trieste.
Recensione
Si tratta di un romanzo che non è solo una memoria storica, ma è anche un modo di intrecciare i fatti personali.
Quelli della vita della famiglia Robusti a quelli di cronaca vera: la Guerra, la Resistenza e la sofferenza quotidiana di tanti triestini.
Personalmente ho trovato molto belle e commoventi le lettere che Pino scrive durante la prigionia ai genitori e a Laura che sono piene sia di speranza sia di amore.
I dettagli dell’opera si sono ispirati in maniera diretta grazie alle lettere originali che sono conservate presso il Monumento Nazionale della Risiera di San Sabba.
Il libro, secondo me, arriva quasi quasi a “umanizzare” la Risiera di San Sabba.
E’ un modo perfetto per far presente che “dietro” ai numeri delle vittime (si parla di un numero che oscilla tra le 3.000 e le 5.000 persone) c’erano degli uomini e delle donne con i loro sogni, la loro vita e degli amori spezzati in maniera così vile e ignobile.



