
Luigi Nacci torna in libreria con il romanzo “Il tempo dei semplici”, pubblicato da EINAUDI a marzo 2026.
E’ la storia di due vecchi genitori: a raccontarla in prima persona il figlio, capace di far risaltare la bellezza e la semplicità della loro esistenza.
Trama de Il tempo dei semplici
Il libro è ambientato in una Trieste – terra di frontiera – di periferia.
I personaggi: due genitori, persone di un altro secolo, uniti da un amore che li fa brillare come una stella sola, e il figlio che vuole imparare a prendersene cura. La madre, dalla voce azzurra, è capace di ridere esplodendo come una peonia selvatica che sboccia clamorosa. Il padre – che tutto sa aggiustare – ha fatto proprio un codice basato su comportamenti leali per il quale non esistono deroghe.
…dell’amore non si parla, l’amore per loro si esprime a gesti: uno sguardo, una pacca sulla spalla, un abbraccio o un silenzio. Dell’amore non si parla perché non si sa dove si va a finire.
Mentre la morte si avvicina – ma ancora esitante – il figlio rivive il tempo delle cose semplici, su cui il padre e la madre hanno fondato la loro vita. E’ un tempo ultimo in cui si rinominano fatti, oggetti, persone; si ricordano i viaggi verso Giù: il Sud da cui sono emigrati. Giù è la terra fertile, è la cucina, è la vecchia casa; Giù sono i parenti.
Ma nulla è triste nella malattia e nell’approssimarsi della fine, splende la vita, brillano la gratuità e la spontaneità dei gesti, l’amore tra i due coniugi, quello dato agli altri e quello insegnato al figlio.
Recensione
La sospensione della morte, la fragilità, la forza dell’amore e la saggezza delle cose preziose risaltano sullo sfondo della Trieste marginale descritta dal figlio:
…eravamo gli scarti della Trieste asburgica, delle banche, dei musei, dei caffè letterari…Nessuno di noi aveva in casa i romanzi di Svevo e di Joyce o le poesie di Saba. Però molti di noi sapevano cambiare un carburatore o accendere un fuoco con la bora.
Penso che senza la gente come noi Trieste non sarebbe l’enigma che affascina gli studiosi e i turisti. Sarebbe una piccola città ordinata, quasi muta.
Ho trovato questo libro struggente, mi sono incollata alle sue pagine e alle immagini concrete, ai dettagli del quotidiano, mi sono appiccicata a questo tempo ultimo e puro. Commovente l’amore di una coppia, incapace di vivere nell’assenza l’uno dell’altro:
Se muore prima papà, mamma resterà orfana. Non saprà più respirare. Se muore mamma il papà non non aggiusterà le cose rotte, né si aggiusterà.
Anche la tenerezza del figlio, la sua disponibilità nell’imparare a parlare ai vecchi sono parte fondamentale del libro. La scrittura con capitoli brevi, come brevi sono le frasi, fulminee, pronte a colpire, rende il libro facile da leggere, anzi da divorare.



