“Le due mogli di Manzoni” – Marina Marazza


Voto: 5 stelle / 5

“Le due mogli di Manzoni” è un romanzo di Marina Marazza pubblicato da Solferino nel 2022, di 480 pagine.

Una premessa penso che, in questo caso, sia d’obbligo.

Credo che in tanti si sia odiato ai tempi della scuola Alessandro Manzoni e “I Promessi Sposi” per poi, magari, da adulti andare a riprendere quel libro e dire: “però non è niente male”.

E per chi non l’avesse mai fatto consiglio di andarlo a rileggere anche perché quest’anno è l’anno delle celebrazioni manzoniane in quanto esattamente un secolo e mezzo fa vale a dire nel 1873 moriva a 88 anni nella sua casa di Milano Manzoni.

Ecco il motivo per cui ho deciso di scoprire qualcosa in più sul lato più personale di Don Lisander – che era il nomignolo con cui i milanesi affettuosamente lo chiamavano.

Nel libro, questo lato personale ci viene “raccontato” dalla sua seconda moglie, Teresa Borri vedova Stampa, che Manzoni sposò quando aveva più di cinquant’anni proprio poco dopo che era morta la prima consorte ossia Enrichetta Blondel.

E questo secondo matrimonio fu motivo di malignità e di problemi a cui far fronte. 

Ma partiamo dall’inizio che è meglio.

Le due mogli di Manzoni: Enrichetta Blondel, la prima moglie

Enrichetta (Blondel) e Alessandro si sposano in giovane età. Lei ne aveva solo sedici e lui ventitré.

Il matrimonio era stato organizzato dalla di lui madre ossia da Giulia Beccaria in Manzoni

La vita coniugale tra i due andò alla perfezione.

Enrichetta ebbe quindici gravidanze da cui nacquero una decina di figli di cui solo otto rimasero in vita (tre ragazzi e cinque ragazze).

La donna morì poco dopo i quarant’anni. Fu un grande dolore per tutti quanti incluso la suocera.

Giulia Beccaria in Manzoni

Una menzione la merita anche un’altra donna importante per Alessandro ossia la madre.

Giulia Beccaria in Manzoni era figlia di Cesare Beccaria illuminista e autore de “dei delitti e delle pene contro la tortura e la pena di morte.

È ormai assodato che la donna ebbe il figlio Alessandro da una relazione extraconiugale con Giovanni Verri (uno dei massimi esponenti dell’illuminismo italiano, nato nel 1728 e morto nel 1797) tuttavia il marito, Pietro, volendo a tutti i costi un erede maschio fece finta di niente e lo riconobbe.

Una volta nato Alessandro venne mandato subito a balia e la donna che nel frattempo si era separata dal marito si dedicò a un altro amore: il gentiluomo Carlo Imbonati.

Solo una volta morto l’Imbonati, Giulia si avvicinò ad Alessandro. che si era ormai fatto uomo insicuro e fragile: come diventa ogni figlio poco amato.

Ma torniamo alla prima nuora, Enrichetta, che con la suocera andava davvero d’amore e d’accordo. 

Non si opponeva a nulla e lasciava che fosse la suocera a decidere su ogni cosa.

Praticamente la vera padrona era Giulia anche perché Enrichetta era di salute cagionevole e per lo più sempre incinta.

Una volta morta la nuora però Giulia comprese ben presto che il figlio non doveva e poteva restare solo anche perché lei stava invecchiando e, quindi, doveva trovare velocemente qualcuna che avrebbe potuto accudirlo.

Nel frattempo erano “usciti” i “Promessi Sposi” e tra le tante ammiratrici c’era una donna Teresa Borri vedova prematura del Conte Stampa che sembrava stravedere (le era talmente piaciuto il libro che si era innamorata a distanza dell’uomo senza che i due fino ad allora avessero scambiato due parole) per il Manzoni.

Teresa Berri vedova Stampa la seconda moglie

Fu fatto perciò un incontro combinato grazie ad alcuni amici comuni al Teatro alla Scala di Milano e fu amore a prima vista per entrambi. In pochissimo tempo convolarono a nozze, era il 2 gennaio 1837 quando si sposarono.

Anche allora c’era il gossip e la critica perciò fu così che ben presto Teresa capì che non era tutto “così rose e fiori” come credeva.

La gente, difatti, avrebbe preferito che Alessandro restasse vedovo e così la donna fu il centro di critiche senza contare che la seconda moglie non era manipolabile dalla suocera come la prima.

Poi c’erano i figli di primo letto.

Le femmine erano di salute cagionevole come la madre e i maschi pensavano di poter fare qualunque cosa solo perché si chiamavano “Manzoni”.

Infine non si dimentichi che Alessandro soffriva di nervi, balbettava e aveva sovente attacchi di panico. Nonostante tutto e tutti però Teresa lo amo sempre e tendeva a giustificare ogni cosa facesse.

Anche Teresa seppur più giovane del marito morì prima di lui.

I coniugi Manzoni e il Risorgimento

Il periodo in cui visse la famiglia Manzoni con la di lui seconda moglie era quello del Risorgimento con tutte le tribolazioni del caso. Filippo, un figlio maschio di Alessandro, fu fatto prigioniero dagli austriaci e si ebbe paura per la sua vita.

Dopo la disfatta di Carlo Alberto e il conseguente ritorno degli Imperiali Teresa e Alessandro si trasferirono sul lago Maggiore almeno fino a che tutto non tornò calmo. Rientrarono a Milano una dozzina di anni dopo vale a dire quando l’Italia era unita. E fu così che lui così divenne un po’ il simbolo di questo cambiamento e fu nominato Senatore del Regno.

Recensione de Le due mogli di Manzoni

Ma quello che mi è piaciuto davvero molto di questo libro è che si racconta il Manzoni sconosciuto, ma reale. Come era davvero e non solo il grande scrittore de “I promessi sposi” o “Inni Sacri” oppure le tragedie.

Entrambe le mogli, restarono con lui cadauna circa un quarto di secolo, sapevano che era un uomo fragile e gli perdonarono debolezze ed egoismi e fecero del loro meglio per renderlo felice.

Chi è Marina Marazza

Marina Migliavacca che da sposata diventa Marazza è una scrittrice, ma non solo in quanto è anche curatrice editoriale e traduttrice. Laureata in Storia. È nata a Milano il 6 luglio 1957.

Monica Palazzi

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