“L’ultimo giorno di Roma” – Alberto Angela

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Voto redazione

5 stelle

Data di pubblicazione

16 Giu, 2021
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7

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“E Roma rinascerà più bella e più superba che pria…”. “L’ultimo giorno di Roma. La trilogia di Nerone vol. 1” è il primo di una trilogia di saggi dedicata dal divulgatore Alberto Angela a Nerone e al grande incendio di Roma. Sabato 18 luglio 64 d.C. comincia il turbine di fuoco che distrugge la capitale di legno e avvia la costruzione della caput mundi di marmo.

Fuoco rigeneratore

L’ottavo re dopo Romolo, il proto imperatore prima di Augusto, un altro grande protagonista della storia millenaria di Roma: è l’immane incendio che distrusse la città nel 64 dopo Cristo, il rogo dell’Urbe davanti al quale la leggenda e la maldicenza vogliono un giovane imperatore esaltato declamare versi al suono di una cetra. Senza quell’evento rigenerante, nulla della storia e dell’immagine stessa della capitale del mondo sarebbe stato quello ch’è stato. Lo sostiene Alberto Angela, con il conforto di tutta la sua competenza multidisciplinare, in questo suo saggio “L’ultimo giorno di Roma. La trilogia di Nerone vol. 1”, pubblicato a dicembre 2020 da HarperCollins Italia (352 pagine, 18.50 euro), primo della trilogia dedicata al chiacchierato Nerone e, naturalmente, alla grandezza della Città Eterna.

Al fuoco per nove giorni

La bestia infuriò per giorni, incontrollabile, dal 18 luglio. Cancellò interi quartieri, ma riscrisse la storia di Roma. Tutto quello ch’è accaduto da allora e le meraviglie architettoniche e artistiche che ammiriamo oggi dipendono da quel fuoco purificatore. Il talentuoso ricercatore, naturalista, giornalista, conduttore televisivo e scrittore porta tantissimi argomenti a sostegno di questa tesi, ampiamente e agevolmente illustrata in un saggio molto accessibile, leggibile, coinvolgente, degno prodotto della sua sempre dimostrata capacità divulgativa.

Il grande incendio in tre atti

Guardando allo sviluppo previsto della trilogia, potremmo parlare di un grande incendio in tre atti, meglio, in tre tempi, considerata la scrittura cinematografica di Alberto. “Quando scrivo è come se facessi una regia e la penna è la mia cinepresa”. Segue l’istinto, si fida dell’improvvisazione e della naturalezza espositiva che gli sono congeniali. Cerca di raccontare la grande storia attraverso le piccole storie, “vale a dire le persone, utilizzando i cinque sensi”, persone che provavano le medesime emozioni dei discendenti di Duemila anni dopo.
La luce, il sole che filtra tra i pini marittimi, il ponentino sui colli sono gli stessi di allora. Anche il clima, grosso modo. Certo, le case non sono più di legno come quelle divorate nelle giornate di fiamme, fumo e urla.
Aprono la trilogia l’avanti catastrofe, la società e la città prima dell’incendio. I due testi successivi si sposteranno sulla descrizione dell’evento vero e proprio e sulla figura e il ruolo controverso dell’imperatore Claudio Nerone.

La notte di sabato 18 luglio 64 d.C.

Nel sempre caldo e secco luglio, la vita scorre consueta come le acque del Tevere, nella Roma di Nerone che sta per essere cancellata e rifatta. Per le strade, camminano di notte due vigiles, Vindex e Saturninus, addetti alla prevenzione e al controllo di tutte le fonti di pericolo, in un abitato fatto soprattutto di legno e nel quale il fuoco serve a tantissimi usi, non solo a tenere viva la fiamma perpetua in onore di Vesta, affidata alle vergini del tempio dedicato alla dea.
Quella Roma, dice Angela, era molto più “medioevale” della nostra: un intrico di vicoli bui e strade strette e tortuose. L’autore si è impegnato in un racconto il più storicamente e scientificamente verisimile. I luoghi sono quelli veri ed anche le persone quelle effettivamente vissute allora. Ha ricavato le identità dalle epigrafi, da testi antichi e da testimonianze storiche. Indica nella versione originale latina i nomi della gente comune, come i due vigiles, il veterano e la recluta. Per quelli dei personaggi più noti ha preferito invece, per praticità, adottare la forma italiana che ci è più familiare.

Non avremmo avuto la Cappella Sistina

È incredibile scoprire quante conseguenze siano scaturite da quella tragedia.
Le meraviglie della Roma di oggi sono figlie di quell’incendio divampato per nove giorni. Senza, non esisterebbero il Colosseo, né la Domus Aurea, mentre il Palatino e gran parte del Foro Romano sarebbero diversi.
Senza le accuse ingiuste ai cristiani di averlo appiccato, non sarebbero cominciate le persecuzioni, non ci sarebbero stati martiri e nemmeno una tomba dell’apostolo Pietro su cui costruire la basilica vaticana, centro della cristianità, con le innumerevoli meraviglie che contiene.
Sarebbero sorti altri edifici di culto, ugualmente importanti? La storia di Roma, dell’Italia, dell’Europa e del mondo avrebbe seguito un altro percorso?

Con l’aiuto di tecnici ed esperti

Nel ricostruire una catastrofe che si protrasse addirittura per nove giorni e non è stata mai trattata a fondo e spiegata, Alberto Angela ha seguito un approccio multidisciplinare e si è avvalso dell’esperienza di esperti. Ha consultato storici e archeologi (questi ultimi a contatto visivo con le tracce dell’incendio), ha interrogato meteorologi per capire le condizioni climatiche che influenzarono l’andamento delle fiamme, ha contattato tecnici e ingegneri del Corpo dei Vigili del Fuoco, ha considerato gli arredamenti, il materiale usato e le tecniche di costruzione adottate all’epoca. Ha potuto così ricostruire come e in quale sequenza siano stati aggrediti dall’incendio.
Nel secondo libro toccherà al day after e nel terzo a Nerone. La trilogia, annuncia, sarà un autentico viaggio al centro della storia antica.

Consigliato a chi ama la storia vera raccontata come una fiction.

Fabio Massimo

Recensore

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Con Siena nel cuore e il mare sotto i piedi, leggo da bambino e "navigo" con la fantasia ancora più lontano delle rotte sui mari che una volta o l'altra intraprendo per dovere e passione.

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