“Quarta finestra da sinistra” – Michela Bellini


Voto: 4 stelle / 5

Quarta finestra da sinistra” di Michela Bellini è un romanzo psicologico sulla violenza di genere, che inserisce pause ironiche e scanzonate in una cornice decisamente noir (PAB Editore 2025, 180 p.). Ringraziamo l’autrice per la copia digitale ricevuta in omaggio.

Trama di Quarta finestra da sinistra

Una piccola finestra illuminata, di notte, cattura l’attenzione di Rita e fa emergere i ricordi dolorosi di chi porta un macigno nel cuore. Durante un’estate dall’afa opprimente, che i milanesi conoscono bene, riesce piano piano a condizionarle l’esistenza. Ogni giorno tornando a casa dal lavoro la donna non può fare a meno di volgere lo sguardo a quella finestra da dove sente provenire voci, lamenti, urla sempre più concitati. Poi di colpo cala il silenzio e dietro i vetri l’oscurità sembra inghiottire alcune ombre che cambiano forma:

Il palazzo di fronte al suo si scorgeva a malapena e faceva impressione, così alto e scuro, cupo. Una costruzione sgraziata risalente agli anni Cinquanta, di un colore grigio ormai stinto. Guardandolo meglio si accorse che in quel grigiore spiccava la luce di una finestra

Editor di professione con una lunga gavetta alle spalle, Rita è brava a scandagliare i fondali dell’immaginazione. Ma teme di galoppare un po’ troppo con la fantasia che l’aiuta da sempre a superare le secche dell’esistenza. Eppure l’idea che tra quelle pareti domestiche si stia consumando qualcosa di terribile diventa assillante e il pensiero corre ai cocci di un amore sbagliato:

Rita era scossa. Voleva fare qualcosa, non le sembrava giusto far finta di niente, ma non sapeva come agire

A questo punto decide di raccogliere informazioni sui misteriosi dirimpettai coinvolgendo amici e fidanzato, ben disposti a improvvisarsi detective per una giusta causa. In una tensione crescente di natura percettiva, a questo nucleo si affiancano altre storie che dal capoluogo lombardo portano a Lione. Storie di personaggi in fuga che sanno di colpa, paura, incertezza sul domani. Senza una meta, scappano dalle ingiustizie della vita, da sé stessi, dalle proprie responsabilità, da pericoli concreti. La pietra tombale di svolte inaspettate chiarirà ogni dubbio sul legame che unisce tutti gli attori della vicenda.

Recensione

Amata da pittori, registi, scrittori, la finestra è uno spunto simbolico che, in base alla posizione del soggetto rispetto ad essa, si apre a molteplici rotte narrative. È un confine, un passaggio, un limite tra noto e ignoto, noi e il mondo. Unisce e separa. Nasconde e mostra. Permette di vedere ed essere visti, di nascondere e nascondersi. Come un occhio si spalanca sull’esterno. Come un buco della serratura offre la tentazione di spiare al suo interno. Rispetto a tanta versatilità metaforica, l’autrice fa una precisa scelta di campo. Trasforma la finestra in un ostacolo, utile ad accendere lo scatto immaginativo con la complicità di segnali visivi e uditivi, ambigui e sfuggenti.

“Quarta finestra da sinistra” di Michela Bellini introduce il tema della violenza di genere battendo più tasti. Il romanzo parla di responsabilità e scelte con una scrittura semplice che avvolge e scava e pone la domanda più dura: quale distanza separa un individuo dalla violenza? Sottolinea la difficoltà a chiedere aiuto, i meccanismi della violenza e la fenomenologia della paura. Ogni pretesto è valido per innescare la miccia della rabbia. Anni di lividi e vessazioni fiaccano la volontà della maggior parte delle vittime che si fanno piccole piccole, dentro e fuori, nella speranza di diventare invisibili.

Una lettura interessante che dosa leggerezza, profondità e tensione, etica ed emotiva.

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