
“Il bambino del miracolo“, scritto da Nicolò Barretta e illustrato da Raffaella Garosi, è uscito per CN – tascabili di Oligo Editore il 25 luglio 2025.
Le vicende, dapprima sedimentate, del padre dell’autore, unico bambino sopravvissuto a un bombardamento durante la seconda guerra, diventano memoria di tutti.
Ringraziamo la casa editrice e l’ufficio stampa 1A comunicazione per la copia cartacea ricevuta in omaggio.
Trama de Il bambino del miracolo
Nicolò, alle prese con lo studio della storia – inutile, secondo il suo parere di quindicenne – è sbrigativo di fronte all’ intenzione del padre Federico di raccontargli le sue origini. Quest’ ultimo, nato a Napoli durante la guerra, riuscì a salvarsi quando le bombe distrussero il rifugio in cui si trovava con i familiari. Sbalzato dalle mani della madre, rimasta intrappolata ma poi liberata dalle macerie, venne soprannominato “o criaturo d’o miracolo”.
La nonna di Nicolò si porterà appresso tale tragedia:
“non si superano interamente drammi del genere, si impara a convivervi. A qualcosa che sembra irreparabile, la tua anima si adatta, cresce, si fa più forte. E così si va avanti, un passo dopo l’altro”.
Man mano che il racconto del padre continua – le cure avute, la pace trovata nei trasferimenti con la famiglia a Parma e poi a Mantova dove mette radici tra scene agresti e familiarizza con un ambiente diverso da Napoli – Nicolò si libera dall’indifferenza e scopre la curiosità per una storia che non si basa su nozioni astratte. Anzi, farà molto di più: posterà un video online, costruirà un archivio di memorie per riportare in vita la Storia. Il padre renderà condivisibile la sua vicenda divulgandola al pubblico e trovando così un senso di completezza, mai trovato prima.
Recensione
Quella raccontata ne “Il bambino del miracolo” è una vicenda vera. Il padre dell’autore fu l’unico bambino sopravvissuto al bombardamento in un rione di Napoli nel gennaio 1943. E’ però anche una storia romanzata, visto che chi racconta in prima persona e ascolta il racconto – lo scrittore stesso – immagina di avere quindici anni. In questo modo risulta più efficace il cambiamento – dall’indifferenza adolescenziale all’interesse per le parole del padre. La testimonianza è motivante: con la narrazione che si espande, Nicolò e Federico si avvicinano provando emozioni somiglianti. La trama è contenuta entro confini netti, ma una vicenda privata – le esperienze familiari – si apre all’universale con il ricordo della guerra e del dopoguerra. L’intento del libro di sottrarre all’oblio è evidente; affondando nel passato lascia riflessioni per il presente. Si legge con facilità. Sicuramente adatto anche a giovani lettori: è un libro di un’ottantina di pagine.



