“L’italiano” – Ann Radcliffe

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Voto redazione

Data di pubblicazione

16 Apr, 2019
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7

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Copertina di "L'italiano"

Un classico della letteratura gotica

Capita che i grandi editori di tanto in tanto riescano a sorprendere noi instancabili masticatori di libri.

Nel 2011 la Mondadori ha ristampato nella collana Classici degli Oscar il romanzo L’Italiano ovvero Il confessionale dei Penitenti Neri di Ann Radcliffe, autentico classico della letteratura gotica.

La sorpresa più grande è stata forse constatarne la mole: è un volumone di cinquecentoventisei pagine. Vanno giù abbastanza lisce, nonostante in diversi punti l’autrice si perda dietro a divagazioni prolisse. Però sono sempre più di cinquecento.


 La vicenda del romanzo

Vi si parla di un amore contrastato.

Il giovane Vincenzo di Vivaldi, rampollo di nobile e influente famiglia, si innamora della tremebonda – e orfana – Elena di Rosalba. Entrambi ostentano una sensibilità esagerata oltre che a tratti urticante.

La famiglia di lui osteggia l’eventuale unione. Il padre si limita a rampognare il pargolo, mentre la madre, vera “Strega Cattiva”, non esita a impiegare qualunque mezzo pur di non tirarsi in casa l’indesiderata intrusa. La aiuta nella scellerata impresa l’Italiano del titolo, tale Padre Schedoni, monaco ambizioso e privo di scrupoli.

Prima di vedere coronato il proprio sogno d’amore, i due innamorati ne passeranno di ogni.

La Radcliffe, bisogna pur dirlo, non è priva di ingenuità e di rallentamenti. Però ci sa fare. E piazza lì un paio di colpi di scena che non sfigurerebbero in un cartone animato giapponese dall’ambientazione occidentale.

Se avete dieci euri che vi avanzano e non sapete proprio come utilizzare, potete anche prendervi questo tomo tascabile.

Il cibo per la mente non ha mai fatto venire il diabete.

Ann Radcliffe, L’Italiano, Milano, Mondadori, 2011

Enrico Cantino

Recensore

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Enrico Cantino dovrebbe aver superato la cinquantina, ma non ne è sicuro nemmeno lui. Ha una laurea in materie letterarie, un blog su Tumblr e svariate passioni: i gatti, la scrittura, la lettura, i cartoni animati (giapponesi, in particolare), i "filmacci" come li chiama lui (horror, azione, demenziale, fantascienza, ecc. ma non disdegna qualche pellicola "seria"). Ha pubblicato con Mimesis, casa editrice di Sesto San Giovanni, sei libretti sulle serie animate nipponiche suddivise per generi: robottoni, eroine, guerrieri, sport di squadra, maghette, rapporti di coppia. Può darsi riesca anche a pubblicare qualcos'altro. Adesso vede.

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