
Avete presente Hellraiser e tutto ciò che ci gira intorno? Una serie di film culto, racconti vari e fumetti? Ecco, tutto parte da quello che vedete nella foto: “Schiavi dell’inferno”, un romanzo breve (circa 120 pagine, ripubblicato ad agosto 2025 da Fanucci – che sta facendo un gran bel lavoro di riedizione) scritto da Clive Barker nel 1986 e tradotto per noi dal grande Tullio Dobner. Barker è stato anche il regista della prima pellicola del 1987, “iniziatrice” del mondo infernale dei Cenobiti, chiamati Supplizianti nel romanzo.
Ringraziamo la casa editrice e l’agenzia 1Acomunicazione per la copia cartacea ricevuta in omaggio.
Trama di Schiavi dell’inferno
Frank è vorace di esperienze, di vita e di piacere, ama il dolore, questo lo porta a risolvere l’enigma della scatola di Lemarchand (o configurazione di L.), un rompicapo che spalanca le porte alla sua tragica morte per mano dei Supplizianti, predatori di anime. Julia, la moglie di suo fratello ma innamorata di Frank, trova il modo di riportarlo in vita. Ma a quale prezzo?
“La scatola è un mezzo per rompere la superficie del reale.”
In questa storia c’è tutta la tematica horror: i demoni, la cessione dell’anima per la soddisfazione personale, la sete di sangue per la rinascita, la casa infestata. Ma tutto in salsa splatterpunk, per riassumere in due parole: Eros e Thanatos. Amore e morte, delizia e ossessione, seduzione e sacrificio. Ogni aspetto è spinto all’estremo. Il desiderio è estremo, il dolore lo è, i dettagli sono cruenti e i personaggi trasgressivi. I limiti… i limiti non esistono più. Meglio evitare, a volte, di rincorrere i nostri più oscuri desideri, può capitare che si avverino, amplificati in un modo di cui saremmo incapaci di valutare le conseguenze.
Il limite tra luce e oscurità è spesso labile e le tenebre che avvolgono questo sanguinario racconto sono a tratti tangibili, perché non solo tenebre fisiche, ma sono, soprattutto, tenebre dell’anima. In fondo un classico dell’ horror (come viene giustamente definito), spesso, quello racconta: dell’oscurità dell’animo umano, del cuore nero intriso di ferocia.
Attenzione che la narrazione ha risvolti un tantino splatter, qui le scene violente sono forti, Barker non lascia molto spazio alla fantasia. Non ci ho visto, in ogni caso, uno splatter fine a se stesso, bensì un modo, diretto e spietato, per comprendere il prezzo da pagare per il proprio edonismo, per la fame di soddisfazione personale, per l’ambizione di raggiungere i propri scopi – anche a scapito di altri.
Oserei imperdibile per gli amanti del genere.
Chiara Carnio



