
Per la sua prova d’esordio con “L’estate di Flora”, Luciana Zompì tesse una storia corale che fa capo a due bambine. In parallelo fa scorrere la vita bugiarda degli adulti: genitori indifferenti, egoisti, in affanno perché essere genitore è un mestiere delicato che comporta una messa a punto quotidiana. Molti si impegnano con dedizione. Altri non lo imparano mai. È su di loro che il romanzo cala una pietra tombale.
Il romanzo “L’estate di Flora” di Luciana Zompì è dedicato ai giovani lettori ed è stato pubblicato da Les Flâneur Editore a novembre 2025 (Collana Arturo, 212 p).
Laureata in Comunicazione Pubblica, Politica e Sociale, Luciana Zompì ha vissuto a Bologna e a Dublino per poi tornare nella sua Lecce, dove lavora come copy-writer.
Ringraziamo la casa editrice per la copia cartacea ricevuta in omaggio.
Trama di L’estate di Flora
A dieci anni l’essere e il diventare tendono ad assumere contorni più netti grazie alla cassa di risonanza della famiglia, della scuola, degli amici; di eventi che costringono a crescere in fretta:
“La vita ha strani modi di incrociare i destini delle persone. Come cappotti appesi con un numero al guardaroba dei veglioni di Capodanno, basta una svista, un cartellino a marchiare quello sbagliato per sparigliare tutto”
In quinta elementare Flora ed Erica fanno coppia fissa. Amano gatti e libri, disegnare e scrivere, make up e gite al mare in bicicletta. La loro vita senza aloni galleggia nella terra di mezzo della prima adolescenza dove non si è più bambini, non si è ancora ragazzi e la comunicazione tra pari con l’altro sesso sembra un muro invalicabile:
“Diventarono inseparabili. Si erano scelte, come si erano dette l’un l’altra una volta sedute assieme al primo banco, nonostante i vestiti sdruciti di una e quelli alla moda dell’altra facessero pensare a due vite incompatibili, vissute in universi alieni. Ma l’amicizia vera è un’altra cosa, va oltre ogni differenza, si adatta alle situazioni, si consolida come croste dure sulle ferite, riparando tutto”
L’invito a casa di Erica si trasforma in un’esplosione di emozioni per Flora. L’eccitazione di un incontro privilegiato con quella bambina che viene da lontano, così educata e composta. La curiosità di condividere lo spazio della sua camera, in una casa grande, antica, ordinata. Le canzoni a palla di Heather Parisi da ballare. La voglia di rompere il ghiaccio con le prime confidenze. Però qualcosa di inafferrabile impedisce una condivisione totale di emozioni e sentimenti. Fino a una giornata di giugno, calda, assolata, invitante a svelare un mistero che cambierà per sempre l’estate e la loro vita.
Recensione
In quanto centrato sulla formazione, il genere young adult è ibrido per natura, con più anime, grande versatilità narrativa, personaggi travolti da uno tsunami emotivo. Che sia innescato da traumi, desideri, esperienze, dal cambiamento stesso, comporta sempre una presa di coscienza necessaria a crescere. Spesso viene privilegiata l’ambientazione estiva, sinonimo di spensieratezza e libertà lontano dagli impegni scolastici.
Questo romanzo non fa eccezione. Intreccia temi e dinamiche teen con il mystery per raccontare la fatica di crescere sullo sfondo di un’estate fatale che segna un prima e un dopo. Tra la Puglia e Bologna il cromatismo cambia. Il sud ha i colori caldi della campagna, del mare, della luce, di un paesino sferzato da un vento simbolico quasi cucito alla terra che scompiglia animi e progetti. I grigi appartengono alla città gaudente che qui, invece, rima con lavoro. Il romanzo ci restituisce una normalità al profumo di sugo e caffè, scandita dagli spettacoli televisivi degli anni Novanta. Marcano il tempo della festa e della trasgressione. Propongono mode e modelli vincenti. Accendono paure, sogni, desideri proibiti. Domanda da boomer: quanti di voi ricordano Colpo grosso, Il tenente Colombo e Twin Peaks?
Ci sono argomenti a tema quali il bullismo, l’amicizia, la scoperta di sé, l’incontro con il dolore e l’assenza dopo una perdita. C’è un segreto. Ci sono famiglie in sofferenza, perché l’iter di formazione riguarda grandi e piccini. Più propositive le vecchie generazioni al femminile: donne energiche, mariti inaffidabili.
Svolte narrative ben orchestrate ai fini dell’inchiesta costellano la storia che si snoda con relativa linearità tra il 1987 e il 1993 a ricostruire il retroterra dei personaggi e l’impatto con la realtà adulta.
L’autrice tratteggia carattere e insicurezze delle bambine e del coprotagonista Federico, altrettanto determinante nell’economia d’insieme. Flora ed Erica hanno un legame molto stretto, come solo l’adolescenza riesce a saldare. Ma quando è così esclusivo, rischia di incrinarsi non appena si insinua un terzo elemento che prende forma in corso d’opera.
A questo punto, una si apre al mondo piano piano, ma con determinazione. L’altra lotta per rimanere ancora bambina nella bolla che si è costruita. Forse a pagare il prezzo più alto dell’iniziazione alla vita sarà Federico.
A smussare gli angoli più drammatici ci pensa il linguaggio della sottrazione, del silenzio, della reticenza; lo sguardo fiducioso al domani; un’ironia da commedia all’italiana che, al momento giusto, fa un passo indietro per rispettare il dolore.
“L’estate di Flora” di Luciana Zompì è un romanzo di formazione – ma piacerà anche agli adulti – che tocca i grandi interrogativi dell’esistenza con lo sguardo puro, garbato e libero da pregiudizi dell’adolescenza, un orizzonte aperto dove riconoscersi, la stagione in cui si decolla verso la vita. Pertanto ci sentiamo di consigliarlo soprattutto come lettura scolastica.
Isabella Fantin



