“La stanza della tessitrice” – Cristina Caboni


Voto: 4+ stelle / 5

“La stanza della tessitrice” è un romanzo storico di circa 300 pagine scritto da Cristina Caboni, edito da Garzanti. L’edizione che ho letto io era del 2018.

Trama de La stanza della tessitrice

“La stanza della tessitrice” ci porta nella vita di Camilla che è una giovane donna che ha trovato il suo rifugio nella bella cittadina di Bellagio che si affaccia sul lago di Como.

Camilla non è “solo” una tessitrice e difatti la ragazza non si limita solo a fare degli abiti, ma infonde coraggio e cuce storie attraverso i fili che pazientemente intreccia ogni giorno.

Tuttavia la sua vita tranquilla subisce uno scossone quando Marianne, la donna che praticamente le ha fatto da madre, le domanda aiuto.

Nel passato di Marianne c’è un segreto d’infanzia che è strettamente collegato a Maribelle vale a dire Caterina Frau.

Chi è costei? Caterina è una stilista di origine sarda in grado di incantare Parigi fino a quando la Seconda Guerra Mondiale non ha spezzato i sogni di tutti quanti. Ma soprattutto Caterina costudisce la verità sulla sorella che Marianne non ha mai conosciuto

Sul suo cammino Camilla troverà grazie a Marianne un baule in cui c’è un abito misterioso che porterà la nostra in un viaggio tra verità nascoste, lettere e tanto altro ancora.

L’abito, cucito con un sacchetto segreto contenente un augurio, diventa l’unico indizio utile per far partire Camilla alla volta di Parigi.

Fino a quando il destino delle tre donne non andrà ad intrecciarsi ….

Recensione

Che cosa mi è piaciuto di questo libro? Sicuramente ho apprezzato molto la figura delicata, ma anche determinata di Camilla così come quella di Caterina che è una donna che con il suo modo di fare vuole precorrere i tempi!

Ma il vero punto di forza della narrazione è l’escamotage di iniziare ogni capitolo con la descrizione tecnica e poetica di un tessuto tanto è vero che mi sembrava di essere immersa in un’atmosfera quasi magica.

Perchè? Semplice! Mi sembrava di sentire il peso della lana o il fruscio della seta!

Poi certo ci sono alcuni personaggi secondari credo che avrebbero meritato un approfondimento maggiore, ma nonostante ciò il romanzo è un vero e proprio inno alla resilienza e alla solidarietà fra le donne.

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