“Il ritorno di Sira” – Maria Dueñas

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Voto redazione

4 stelle
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7

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“Il ritorno di Sira” (Mondadori aprile 2022) di Maria Dueñas è la continuazione de “La notte ha cambiato rumore”(Mondadori 2010). Anche senza aver letto il primo, le vicende pregresse della protagonista appaiono ogni tanto nel romanzo, fornendo i riferimenti possibili per comprendere il libro senza difficoltà. Si ringrazia la casa editrice per l’omaggio cartaceo.

Della stessa autrice abbiamo recensito anche “Le figlie del capitano“.

Trama de Il ritorno di Sira

Sira, la protagonista, si sposta in ambienti diversi durante l’avvicendarsi della trama: Madrid, Londra, Gerusalemme, Tangeri. Siamo nel 1945; è appena finita la guerra.

“Ci lasciavamo alle spalle una Spagna affamata e sottomessa e un’Europa massacrata che avviava la propria ricostruzione con dolore e fatica”.

Il marito Marcus, collaboratore dei servizi segreti britannici, vorrebbe tornare in patria, l’Inghilterra. Sira, anche lei attiva durante la guerra per carpire informazioni alle mogli dei dirigenti nazisti, desidererebbe ritornare nella sua terra, il Marocco. Il destino decide per ambedue: un nuovo incarico per Marcus in Palestina, sottoposta al mandato britannico. Qui, proprio mentre sta venendo alla luce il loro bambino, un attentato pone fine alla vita di Marcus. D’ora in poi le vicende che vedono Sira protagonista si succedono. Tra le tante ne nominiamo almeno due: la convivenza in Inghilterra, senza effusioni e senza inciampi, con una strana suocera, e la missione in Spagna, nuovamente sotto falsa identità di giornalista della BBC, per seguire il viaggio di Maria Eva Peron.

Recensione

Non avevo letto il primo libro di Maria Dueñas, con le avventure precedenti di Sira. La scrittura scorrevole, con i dovuti, dosati riferimenti ai trascorsi della protagonista ha facilitato gli agganci ad un tempo passato. Personalmente, al di là della trama e dei colpi di scena presenti nel libro, ho apprezzato le ambientazioni dei vari luoghi e la ricerca metodica, appassionata del periodo del dopoguerra.

Ci troviamo nella Spagna con il regime franchista, che mira a distruggere le tracce del nazismo, ma blocca la crescita del paese. Si passa poi ad una Gran Bretagna devastata dove manca tutto, dai generi alimentari ai materiali per la ricostruzione. Ci spostiamo quindi in Palestina con le tensioni tra arabi, ebrei ed inglesi per finire nella città di Tangeri ispanizzata con l’adozione delle normative franchiste.

Sicuramente interessanti risultano le informazioni relative alla figura di Evita Peron e del suo viaggio in Spagna, cui la scrittrice si è dedicata in modo molto ben documentato.
Pur essendo un libro corposo, non si fatica a girar pagina. Nell’ultima parte però gli ingredienti diventano più numerosi ed il ritmo prende una rincorsa che fa rimpiangere la distribuzione degli eventi calcolata con equilibrio ed oculatezza nella prima parte.

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Questo periodo della vita mi sta regalando una delle ricchezze più importanti: il tempo. Tempo da utilizzare anche tra parole da leggere e da scrivere. Tra i libri che mi instillano dubbi provvidenziali, si frantumano certezze inutili.

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