“Cajambre” – Armando Romero


Voto: 4 stelle / 5

“Cajambre. Suspense nel Pacifico colombiano” è il nuovo libro di Armando Romero tradotto da Claudio Cinti per l’editore Bibliotheka, pubblicato a giugno 2025. Ringraziamo l’editore e l’ufficio stampa 1A comunicazione per la copia cartacea ricevuta in omaggio.

Trama di Cajambre

Chi era Ruperta? Quale disgrazia ha causato la sua morte? Chi o cosa ne ha portato il suo decretato trapasso? Nel piccolo villaggio colombiano di Playitas, pregno di tradizioni e credenze popolari, immerso fino a divenire radice nella lussureggiante foresta e avvolto dalle limacciose acque del fiume Cajambre, le persone si uniscono in una infinita tessitura circolare di una arcaica tradizione tanto enigmatica quanto trascendentale. Una lunga sequela della durata di nove giorni: la novena.

Lo vede, padre, di nuovo tutto a rovescio. Il giorno in cui lei mangerà un serpente per il suo, piacere e si farà una bella negra, comprenderà ciò che le sto dicendo.

In questi giorni e notti, il corpo di Ruperta, verrà curato, protetto e assicurato al suo esecutore di morte fino al momento della sepoltura. Questa tradizione permetterà a Ruperta di ascendere evitando la dannazione a condanna di perenne esilio sotto forma di essere maligno, la Tunda.

Il primo sospettato della morte di Ruperta è lo svizzero Horacio Flemming. Si trovava nella giungla a caccia di guaguas. Ruperta è una donna del luogo amata da molti, temuta da altri. Folcloristici personaggi svolgono le loro indagini per venire a capo del mistero.

In quegli anni, la brace delle guerre civili è ben viva e calda, basta un nonnulla per dare scintilla ad una rivoluzione e portare a guerriglia e carneficine. Serve l’unione degli uomini e delle donne per evitare che l’ombra scenda sul villaggio e le foreste.

Recensione

La traduzione di questo romanzo è una eccellente dimostrazione di rispetto e per una lingua satura di tradizione e cultura, che il traduttore ha eseguito magistralmente orchestrando le parole, mantenendo i termini e rendendo onore al racconto originale.

Il romanzo è ambientato in una epoca dove la rivoluzione contemporanea degli anni ’60, faceva da capofila alle tensioni rivoluzionarie dove le scissioni sociali rendevano torbida l’America Latina.

Era molto bella. Più che bella era intelligente. Ti faceva sentire uomo, non un macho come fanno tante, ma un essere umano. Ce ne sono poche così.

L’autore Romero, con espressione di esperienza vissuta illustra il contrasto che contraddistingue le innumerevoli culture presenti nella regione di Cajambre. Romero miscela sensualità in un noir poetico, fatto di paesaggi narrati, realismo in stile Gabriel García Márquez. Romero rievoca i racconti uditi dai propri avi, dove il bianco il nero, il meticcio, affondano le radici nella cultura della foresta. Romero solleva un tappeto ove sotto le sue trame troviamo nascoste tematiche difficili e scomode. Riesce a parlarci di razzismo, coinvolgendo la situazione femminile segregata in canoni loschi dove la donna è un essere pericoloso. Ci narra la poesia del villaggio, ubriacandoci come gli uomini avvezzi ad averne un uso smodato.

Note del recensore

Una menzione particolare va a Claudio Cinti, il traduttore di questo romanzo. Utilizzando un perfetto equilibrio tra traduzione e mantenimento fonetico, ha reso vivo e vivido il romanzo. Già un bel romanzo in sé stesso, profondo e avvolgente. Le parole lasciate al loro idioma creano un trascendentale trasporto nella lettura.

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