“Chi porta le ombre” – William Raineri


Voto: 4 stelle / 5

Chi porta le ombre” è un romanzo di William Raineri uscito a settembre 2023 per SemLibri. Ringraziamo la casa editrice per la copia cartaca ricevuta in omaggio.

Trama di Chi porta le ombre

Dicembre 1950, Val Tenebrina ( luogo immaginar, Benito Pietra vive con sua madre, vedova di un tipografo ucciso dai fascisti.
La sua esistenza all’apparenza tranquilla nasconde un profondo tormento.
Molti e intensi sono i ricordi di quando vestendo i panni del capitano Olmo, guidava le imprese dei partigiani.
Ben presto, la sua strada incrocia quella di Enrico Carraro, tenente dei carabinieri, che come lui cercherà di vederci chiaro. Alcuni suicidi sono davvero tali?

Ci sono infiniti modi di morire. E se la guerra dilania i corpi, i rimorsi stracciano l’anima. Ne sa qualcosa Benito Pietra, che nella sua carriera da partigiano impegnato nella resistenza, fu Olmo, come l’albero dal tronco robusto e la corteccia spessa.
Lui, Olmo, si salva ma una parte di sé è rimasta lì, in quella grotta, un rifugio all’apparenza sicuro come un grembo materno. Almeno fino al giorno in cui non è diventato la tomba dei suoi compagni e della sua amata Marisa.
Del resto, in guerra e con pochi mezzi a disposizione, che qualcuno sia malfidato e che qualcosa vada storto, sono eventualità da mettere in conto.
Chi sopravvive però, ha come il destino segnato: quello di continuare a vivere.
Svegliarsi ogni mattina, ripercorrere gli ultimi rovinosi istanti, illudersi invano che farlo possa cambiare qualcosa, e continuare a vivere.
Ma di una vita serena, nemmeno l’ombra. Piuttosto, quella di un’anima in pena incapace di darsi l’assoluzione e di espiare le proprie pene.

Recensione

Non c’è pietà nel senno di poi, né umana compassione nel ricordo doloroso di un giorno troppo nefasto. La guerra non è il set di un film, non è una pellicola il cui nastro può essere riavvolto e le scene rigirate. Basta un errore di valutazione, un piccolo tentennamento per imboccare la strada del non ritorno.
La mente, come in un circolo vizioso, o un girone infernale ripercorre senza sosta gli attimi che hanno portato allo sfacelo. Gli eventi valutati e ponderati, sotto ogni angolazione, alla ricerca dell’istante esatto in cui si celava l’inganno.
L’intuizione non è bastata, aver chiara e tardivamente la sequenza degli eventi è solo materia da cui, come in un processo di macerazione, estrarre sensi di colpa e rimpianti.
Per Benito però, si presenta l’occasione di chiudere un cerchio. E farlo, sarà come regolare i conti con il passato. Una sorta di passaggio obbligato per ritornare alla vita o a quel che ne resta.

Le vicende sono raccontate in un’alternanza di momenti attuali e flashback. Lo stile è ruvido come ruvidi sono i personaggi. Del resto non c’è poesia in una guerra, piuttosto pensieri tristi e cuori induriti.

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