“Storia di un numero” – Davide Rossi

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Voto redazione

3 stelle

Data di pubblicazione

17 Mar, 2021
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7

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Edito da Rossini editore nel 2021, il romanzo “Storia di un numero” di Davide Rossi è la storia di un viaggio di cui spesso sentiamo parlare, un viaggio che spesso diventa strumento di una narrazione politica che non tiene conto dei molteplici aspetti da considerare per un’analisi obiettiva della questione. Ringraziamo l’autore per la copia cartacea inviata in omaggio.

Trama di Storia di un numero

Kenny è un bambino africano, un bambino introverso, se ne sta sempre da solo, osserva molto, parla poco, studia, ha sete di conoscenza e fame di vita. La sua infanzia non è mai stata serena, ha sempre vissuto in condizioni di estrema povertà, ma le cose migliorano, in un certo senso, quando suo padre scompare.

Kenny e sua madre vanno a vivere da una zia che può aiutarli a sostenersi ed è ben lieta di farlo; il nuovo compagno di sua madre, inoltre, è un uomo dal gran cuore, che gli vuol bene. Il ragazzo cerca di adattarsi alle condizioni di invivibilità della sua terra, in mezzo alla sua gente, sotto il cielo che gli è familiare, ma Kenny vuol vivere e quella non è vita.

Decide di fuggire verso l’Europa, vuole andare in Italia, ma il viaggio sarà costellato da avversità, incontrerà persone senza scrupoli pronte a lucrare sui suoi sogni, ma anche compagni di viaggio che lo renderanno speciale.

Recensione

Nel romanzo “Storia di un numero” si avverte l’urgenza di raccontare e diffondere una storia che vuol essere manifesto, modello, monito per chi considera i migranti come dei numeri, proprio come accade al protagonista di questa storia.

Il viaggio di Kenny attraverso l’Africa vuole urlare l’umanità che c’è dietro quei numeri, ricordandoci la vita che si lascia in patria, la famiglia, il ricordo di un’infanzia che si vorrebbe dimenticare e la speranza di un futuro tutto da riscrivere.

La narrazione, però, dovrebbe essere, a mio avviso, resa un po’ più vivace perché risulta piuttosto piatta, a causa forse della scarsa caratterizzazione dei personaggi che risultano avere poco spessore.

Adelaide Landi

Recensore

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Mi piace leggere sin da quando ero bambina, nei ricordi più belli della mia infanzia ci sono libri con copertine colorate: Heidi è stato ovviamente il primo, poi Piccole donne e tutti i seguiti (di cui ricordo poco, i seguiti di un capolavoro deludono sempre), Il giardino segreto. La penna mi ha sempre chiamato almeno quanto i libri, ma non me ne sono accorta finché per caso o semplicemente perché era giunto il momento che io lo capissi, mi è stato chiaro che adoro scrivere almeno quanto adoro leggere. Mi piacciono i romanzi storici, penso che capire quello che è stato aiuti a comprendere quello che è. Scelgo un libro da leggere se penso che la sinossi stia cercando di dirmi qualcosa, in ogni libro c'è un messaggio che spera di raggiungere al più presto i suoi destinatari.

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