“Da qui ho un posto comodo” – Andrea Magno

^

Categorie

^

Voto redazione

Data di pubblicazione

22 Ago, 2019
loro-copertina
7

Scorri fino al contenuto...

“Da qui ho un posto comodo” (Chiaredizioni 2017) è la seconda silloge del poeta siciliano Andrea Magno. Decine di poesie dissertano di carità, eros e abbandono giocando sugli incisi e sui sottintesi.


Che cos’è Da qui ho un posto comodo.

copertina andrea magno da qui ho un posto comodoL’indice di questa raccolta di poesie è lungo cinque pagine.

Più che un elenco di titoli è un palesarsi dell’inseguimento di parole, parentesi e doppi sensi che ci aspetta nelle poesie stesse, come anticipano anche solo i nomi “Ammal(i)ato”, “(Im)perfetto sospetto”, “Chi-amo te”.

Si tratta di componimenti che discutono di presenza e di assenza, che amano e odiano il silenzio, cercano e rifiutano il contatto della pelle; evocano a più riprese le parole primavera, pietà, tempo.

Recensione

Una volta ho sentito dire, di un autore, che aveva un rapporto carnale con il foglio. L’espressione mi colpì e mi è riaffiorata alla mente leggendo la raccolta di poesie di Andrea Magno “Da qui ho un posto comodo”. Il corpo è presente con tutto il suo peso e viene nominato senza veli negli abbracci, nelle lacrime e nelle sue parti più degne. Come nota il prefattore Enrico Nascimbeni, cantautore e scrittore scomparso a giugno 2019, “il poeta, per dire culo, scrive culo”. E la decisione potrebbe disturbare, se non si pensasse al profumo delle zagare, alla ferocia degli ultimi baci e al rullo dei tamburi cantati tra le pagine. A come, quindi, la poesia di Andrea Magno sia portata a mordere la vita con tutti i sensi, tuttavia chiedendo affrancamento e temendo, allo stesso tempo, estraniamento. Invischiate fra il “Panta rei” e le “Convergenze”, le sue parole afferrano “desideri come i tuoi fianchi”.

“perché nessuna ombra

rifugge mai destino,

anche scegliendo accuratamente

a quale sole sottrarsi”

“Il guardare è la prima forma di sensualità”, è stato puntualizzato in marzo 2019 in occasione della

andrea magno e daniela d'alimonte

Daniela D’Alimonte e Andrea Magno alla presentazione di Pescara – marzo 2019

presentazione della silloge a Pescara presso la Scuola di scrittura Macondo, insieme alla poetessa Daniela D’Alimonte.

In viaggio fra le carezze e le loro negazioni, il poeta rivolge sempre, immancabilmente un pensiero alla sua Sicilia, che sente dentro di sè forte e lontana.

Dalle sue parole emerge una terra assuefatta “al vuoto a perdere / di una bella inutile vita”, con dei lati oscuri che da dentro non si possono raccontare e da fuori si vedono male. E nel nome mafia riconosciamo l’“esitante intuizione / del provocare facendone arte, ma senza prendere parte”.

Cristina Mosca

Recensore

Vorresti scrivere una recensione?

amantideilibri.it è una grande community di appassionati lettori. Vuoi farne parte anche tu?

moglie, mamma e lettrice bulimica. a 10 anni scrivevo i miei primi racconti. a 14 ho scelto di insegnare inglese. adesso faccio entrambe le cose. credo in quello che non si vede a occhio nudo. tra le mie pubblicazioni: "chissà se verrà alla mia festa" (schena 2005), "e donne infreddolite negli scialli" (schena 2008), "loro non mi vedono" (ianieri 2014), "con la pelle ascolto" (ianieri, 2018). mi piace scrivere in lettere minuscole.

Altri libri che potrebbero piacerti…

“Il settimo papiro” – Wilbur Smith

“Il settimo papiro” – Wilbur Smith

“Il settimo papiro” è il secondo libro di Wilbur Smith appartenente al ciclo dei Romanzi egizi. Scritto nel 1995, è arrivato in Italia tramite Longanesi (collana Tea).

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.