<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>AMANTIDEILIBRI.IT</title>
	<atom:link href="https://www.amantideilibri.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.amantideilibri.it/</link>
	<description>Recensioni, racconti, interviste e tanto altro!</description>
	<lastBuildDate>Thu, 09 Jul 2026 06:26:27 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.1.10</generator>

<image>
	<url>https://www.amantideilibri.it/wp-content/uploads/2020/10/cropped-amantideilibri-square-32x32.png</url>
	<title>AMANTIDEILIBRI.IT</title>
	<link>https://www.amantideilibri.it/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>&#8220;La ragazzina&#8221; &#8211; Valeria Parrella</title>
		<link>https://www.amantideilibri.it/la-ragazzina-valeria-parrella/</link>
					<comments>https://www.amantideilibri.it/la-ragazzina-valeria-parrella/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cristina Mosca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 06:22:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biografia]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Storico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amantideilibri.it/?p=20193</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il nuovo libro di Valeria Parrella si intitola “La ragazzina” (Feltrinelli 2026) e si sofferma sulla figura di Giovanna D'Arco.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it/la-ragazzina-valeria-parrella/">&#8220;La ragazzina&#8221; &#8211; Valeria Parrella</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it">AMANTIDEILIBRI.IT</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il nuovo libro di Valeria Parrella si intitola “La ragazzina” ed è uscito per Feltrinelli ad aprile 2026. Basato su rievocazioni, ricostruzioni e studi recenti, si sofferma sulla figura di Giovanna D’Arco, la “pulzella d’Orleans”.</p>



<p>Di Valeria Parrella abbiamo recensito anche “<a href="https://www.amantideilibri.it/la-fortuna-valeria-parrella/">La fortuna</a>” e “<a href="https://www.amantideilibri.it/almarina-valeria-parrella/">Almarina</a>”.</p>



<h2>Trama di <em>La ragazzina</em></h2>



<p>Non ha neanche 18 anni, Jeanne <em>la Pucelle</em> (Giovanna la pulzella), quando convinta di essere in contatto con Dio e con gli angeli nel 1429 anticipa l’esercito reale con un’armata di volontari per difendere la città di Orléans dall’assedio degli inglesi. La Guerra dei cent’anni è ripresa da qualche anno, nel 1422 Enrico V d’Inghilterra si era nominato re di Francia, entrando a Parigi; Carlo VIII si era rifugiato nella Loira, non molto lontano da Orléans. Vincono i francesi, la guerra è a una svolta, ma gli inglesi se la segnano al dito: è il 30 maggio 1431 quando comprano Giovanna da un vassallo francese traditore e la condannano al rogo come eretica.</p>



<p>“La ragazzina” ci avvicina alla figura di Giovanna prima ancora che ai fatti che la riguardano. Inizia dai suoi primi anni di vita e ci introduce anche nella sua famiglia.</p>



<p>Nella bibliografia spiccano “Il processo di condanna di Giovanna d’Arco” di Teresa Cremisi (Marsilio 2022), “Giovanna d’Arco. Una biografia” di Colette Beaune (Il Saggiatore 2019) e “La vita di Giovanna d’Arco raccontata da lei stessa), a cura di Omer Englebert (Longanesi 1950). A scuola ci si sofferma pochissimo su questa figura, tanto che nella mia testa apparteneva quasi alla mitologia: invece l’apparato bibliografico è anche recente, segno di quanto sia importante raccontare ancora la sua storia. La beatificazione è arrivata solo nel 1909, la santificazione nel 1920. dal 1922 è santa patrona della Francia. Lo possiamo prendere come un lieto fine, mi sembra.</p>



<h2>Recensione</h2>



<p>Cercavo una sorta di biografia, ma ho trovato un libro che inizia in maniera quasi donchisciottesca e finisce commuovendomi.</p>



<blockquote class="wp-block-quote">
<p>“La Senna abbracciò Giovanna e la accompagnò fino alla foce, lì la lasciò andare nella Manica e, dalla Manica, Giovanna arrivò nei mari e negli oceani, e da lì poi in ogni luogo del mondo”.</p>
</blockquote>



<p>Valeria Parrella prende tutti gli spunti a disposizione, dagli atti del processo alle strisce di Snoopy, per avvicinarci a una ragazza un po’ stramba e incosciente, che ha sorpreso tutti infondendo coraggio e disciplina all’armata a lei affidatale. In queste poche pagine (circa 130) riceviamo un ritratto fresco, empatico e intenso; più di tutto sorprende il piccolo miracolo delle persone che si fidano di lei. Non sorprende, invece, il manipolo di detrattori che con insulti e improperi hanno cercato di sminuire il suo ruolo.</p>



<p>Poi arriva il rogo: Valeria Parrella non indugia gratuitamente in questo momento di forte pathos, ma si limita a raccontarne il minimo indispensabile, attenendosi ai fatti. Il lettore le è grato, forse perché a questa ragazzina, nel frattempo, si è affezionato. La maggior parte del romanzo scaturisce da voci e testimonianze, racconta i personaggi che le girano intorno e mostra una tenacia sorprendente. Sapevate che alla sua armata aveva imposto di non razziare durante il viaggio e di pregare? È così che combattono le donne: con battaglie dritte all’obiettivo, verrebbe da dire. Avrei solo voluto sapere di più della riabilitazione della sua figura, innescata dalla madre, ma per questo c’è anche Internet.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it/la-ragazzina-valeria-parrella/">&#8220;La ragazzina&#8221; &#8211; Valeria Parrella</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it">AMANTIDEILIBRI.IT</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.amantideilibri.it/la-ragazzina-valeria-parrella/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;I convitati di pietra&#8221; &#8211; Michele Mari</title>
		<link>https://www.amantideilibri.it/i-convitati-di-pietra-michele-mari/</link>
					<comments>https://www.amantideilibri.it/i-convitati-di-pietra-michele-mari/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Danipoetessa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 05:41:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Di formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amantideilibri.it/?p=20147</guid>

					<description><![CDATA[<p>"I convitati di pietra" di Michele Mari (Einaudi 2025) è il vincitore del Premio Strega 2026. E' un libro sul tempo che logora.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it/i-convitati-di-pietra-michele-mari/">&#8220;I convitati di pietra&#8221; &#8211; Michele Mari</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it">AMANTIDEILIBRI.IT</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il più classico dei riti generazionali – la cena di ritrovo con gli ex compagni di liceo – nelle mani di Michele Mari diventa una commedia nerissima, spietata e a tratti esilarante. Con <strong><em>I convitati di pietra</em> (Einaudi, 2025), romanzo vincitore del Premio Strega</strong> <strong>2026</strong>, lo scrittore affronta il mostro più spaventoso di tutti: il tempo che passa e ci logora.</p>



<h2>Trama di<em> I convitati di pietra</em></h2>



<p>Al centro del romanzo c&#8217;è la III A, un gruppo di ex compagni di liceo legati da un patto cinico e definitivo: una scommessa economica sulla propria sopravvivenza. Ogni anno, il ventidue di luglio, i superstiti si riuniscono a cena. Chi resta in vita più a lungo intasca la posta. Quello che comincia come un goliardico gioco di gioventù si trasforma, decennio dopo decennio, in un’ossessiva e claustrofobica contabilità della morte. Attraverso una narrazione che si spinge audacemente nel futuro fino al 2050, Mari segue i suoi personaggi tra ambizioni fallite, matrimoni naufragati, rancori mai sopiti. Soprattutto, abbiamo una sfilza metodica di cartelle cliniche: bypass, acufeni, parodontiti e sfortune varie  diventano i veri protagonisti della conversazione. I &#8220;convitati di pietra&#8221; del titolo sono alla fine i compagni stessi che, anno dopo anno, si irrigidiscono nei loro acciacchi e nelle loro pose, diventando parvenze di ciò che erano, mentre le sedie vuote attorno al tavolo aumentano.</p>



<p>Il vero motore del romanzo è proprio la folle e variegata umanità che compone questa scolaresca. Mari mette in scena ben trenta compagni di classe. Li battezza con nomi bizzarri, spiazzanti e quasi teatrali, che sembrano usciti da un vecchio registro scolastico d&#8217;altri tempi o da un inventario di maschere comiche. In questo microcosmo non esistono comparse: ognuno dei trenta personaggi ha un ruolo millimetrico, quasi geometrico, sia nello sviluppo della storia sia nell&#8217;economia della riffa. C&#8217;è chi rappresenta la &#8220;quota cinismo&#8221;, calcolando a mente le probabilità di decesso degli altri tra un primo e un secondo piatto, e chi invece affronta la cena con la scaramanzia disperata di chi si sente il prossimo sulla lista. Ciascun ex liceale incarna una specifica reazione umana all&#8217;idea della fine. Ognuno ha la sua personalissima strategia per provare a sbancare il lunario. C&#8217;è chi si dà a una vita monacale e salutista pur di campare un giorno in più dei rivali, e chi, al contrario, decide di consumarsi fino all&#8217;ultimo respiro, sfidando la sorte a viso aperto.</p>



<p>Ma tra quei trenta c&#8217;è anche chi decide di non lasciare tutto nelle mani del destino (o della biologia) e sceglie di &#8220;sporcarsi le mani&#8221;. La scommessa diventa così un silenzioso e spietato gioco eliminatorio. Il sospetto si siede a tavola insieme ai convitati. La cena di classe diventa così un vero e proprio campo di battaglia dove ogni calice di vino o ogni confidenza potrebbe nascondere una trappola.</p>



<h2>Recensione</h2>



<p>Per chi legge &#8220;I convitati di pietra&#8221; diventa praticamente impossibile restare un semplice spettatore distaccato. Pagina dopo pagina, viene spontaneo immedesimarsi, prendere posizione e, inevitabilmente, scegliere il proprio preferito. Quel personaggio per cui, nonostante i suoi difetti, si finisce per fare il tifo, sperando con tutto il cuore che riesca a schivare i colpi della sorte (e dei compagni) e ad arrivare fino in fondo per riscuotere il premio finale.</p>



<p>Il bello è che, pur essendo così tanti, non ci si perde mai. Mari è un maestro nel dare a ciascuno un&#8217;identità precisa, legata a un vizio o a un ricordo del liceo. Trasforma questi trenta individui in trenta modi diversi di fallire, di invecchiare e di restare disperatamente aggrappati alla vita. La cena diventa così una scacchiera spietata, dove la morte muove le sue pedine, ma i giocatori si rifiutano di arrendersi, dando vita a un gioco corale che diverte e, sotto sotto, fa anche un po&#8217; tremare. È un elenco che fa ridere a denti stretti, dove l&#8217;angoscia esistenziale viene sublimata in una comicità nerissima.</p>



<p>A sorreggere questa narrazione è una lingua che sorprende per la sua compostezza. Mari sceglie qui un linguaggio asciutto e senza orpelli, una prosa che va dritta al punto senza mai perdere un briciolo di stile. La vera forza del romanzo sta proprio in questo equilibrio: riesce a parlare di qualsiasi argomento – dal decadimento fisico alle bassezze umane, fino ai risvolti più cupi della scommessa – con un’eleganza innata e mai volgare. <em>I convitati di pietra</em> si rivela così una commovente e raffinata meditazione sulla nostra precarietà. Un libro che dimostra come si possa guardare in faccia il tempo che passa (e persino riderne a denti stretti) senza mai smarrire la classe e la misura.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it/i-convitati-di-pietra-michele-mari/">&#8220;I convitati di pietra&#8221; &#8211; Michele Mari</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it">AMANTIDEILIBRI.IT</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.amantideilibri.it/i-convitati-di-pietra-michele-mari/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Veneri deformi&#8221; &#8211; Yasmina Pani</title>
		<link>https://www.amantideilibri.it/veneri-deformi-yasmina-pani/</link>
					<comments>https://www.amantideilibri.it/veneri-deformi-yasmina-pani/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cristina Mosca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 05:26:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Autobiografico]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amantideilibri.it/?p=20159</guid>

					<description><![CDATA[<p>Con "Veneri deformi" di Yasmina Pani Neo edizioni inaugura a maggio 2026 la collana di personal essay “Diversioni”, curata da Alex Piovan,</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it/veneri-deformi-yasmina-pani/">&#8220;Veneri deformi&#8221; &#8211; Yasmina Pani</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it">AMANTIDEILIBRI.IT</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Perché “Veneri deformi” è un libro coraggioso e perché viene da invidiare la sua autrice <a href="https://yasminapani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Yasmina Pani</a>? Perché il libro con cui la Neo edizioni ha inaugurato a maggio 2026 la collana di <em>personal essay</em> “Diversioni”, curata da Alex Piovan, mette insieme tutte quelle “cose che non si raccontano” che potrebbero condizionare i nostri rapporti con gli altri. Noi le teniamo nascoste, lei no. E meno male: qualcuno deve pur farlo.</p>



<p>Ringraziamo la <a href="https://www.neoedizioni.it/neo/prodotto/veneri_deformi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">casa editrice</a> per la copia cartacea ricevuta in omaggio.</p>



<h2>Trama di <em>Veneri deformi</em></h2>



<p>Il <em>personal essay</em> “Veneri deformi” inizia parlando del disturbo alimentare dell’autrice. Presto, però, scopriamo che il non mangiare per tre giorni o l’abbuffarsi per poi rigettare tutto sono facce della stessa medaglia, che l’autrice scandaglia in maniera profonda e lucida: la repulsione e il rigore verso sé stessi.</p>



<p>Questa repulsione porta ad ascoltare l’istinto a farsi male, sfidare la propria resistenza, vedere quanto si può restare in apnea. Senza possibilità di appello, senza lieto fine, anzi senza una fine: “Veneri deformi” parla di una condizione di vita, di un filtro attraverso cui si legge sé stessi anche quando si sa benissimo che è distorto, inclemente, irrazionale.</p>



<h2>Recensione</h2>



<p>Probabilmente questo libro è quanto di più lontano possa esserci dalle mie letture. Sono refrattaria all’autobiografismo, soprattutto delle persone viventi, perché sono ciecamente d’accordo con quanto Giuseppe Berto scrive come prologo a “Il male oscuro”:</p>



<blockquote class="wp-block-quote">
<p>“(…) uno scrittore è, sempre, autobiografico. Tuttavia si può dire che lo è un po’ meno quando (…) si propone più scopertamente il tema dell’autobiografia, perché allora il narcisismo da una parte e il gusto del narrare dall’altra possono portarlo ad una addirittura deformazione di fatti e di persone”.</p>
</blockquote>



<p>Poi arriva Yasmina Pani a rimescolare le carte e a mettere la deformità già in copertina. La troviamo sia nel titolo sia nella foto scelta: un corpo nudo &#8211; il suo &#8211; leggermente distorto dall’acqua. Il punto è che l’occhio del lettore riesce a riconoscere la sensualità del corpo attraverso il filtro dell’acqua, invece la visione della voce narrante indugia nella distorsione. Ci racconta la perenne repulsione che si prova nel trovarsi in un corpo in cui non ci si riconosce e le pene che gli vuole (si vuole) infliggere per punirlo, per avvicinarlo alle aspettative: eccesso di digiuno, eccesso di cibo, eccesso di allenamento, eccesso di esposizione. Eccesso verbale, eccesso di paragoni.</p>



<blockquote class="wp-block-quote">
<p><p class="western" align="left" style="line-height: 150%"> “È la stessa identica dinamica del digiuno: io ci riesco, io sono invulnerabile, io posso sopportare privazioni e fatiche.”</p></p>
</blockquote>



<p>Devo dire che temevo di trovare autocompiacimento o autocompatimento: devo dire invece che non li ho trovati. Anzi, il racconto-fiume, lucido e arrabbiato, procede a ritmo rigoroso contro tutto ciò che potremmo considerare scomodo o fraintendibile, come l&#8217;irrazionale invidia verso chiunque ritenga essere più bella di lei o il costante senso di competizione, soprattutto verso sè stessi.</p>



<p>Ci sono momenti in cui tocchiamo punti molto bassi per darci la spinta e risalire. Yasmina ha l’impulso scorpionico di spiattellarli al pubblico, imporli a chi non vuole guardare, come se volesse punirli, o forse punirsi. Scava nella melma e rivela tutto quello che trova, come se lo vomitasse, come se se ne potesse liberare; come se potesse non ritorcersi mai contro di lei e non potesse condizionare la sua sfera relazionale. Non basta questo, per invidiarla? Yasmina non è sola, noi non siamo soli: siamo pronti per accettarci e salvarci.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it/veneri-deformi-yasmina-pani/">&#8220;Veneri deformi&#8221; &#8211; Yasmina Pani</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it">AMANTIDEILIBRI.IT</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.amantideilibri.it/veneri-deformi-yasmina-pani/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Il talento della rondine&#8221; &#8211; Matteo Bussola</title>
		<link>https://www.amantideilibri.it/il-talento-della-rondine-matteo-bussola/</link>
					<comments>https://www.amantideilibri.it/il-talento-della-rondine-matteo-bussola/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Amanti dei libri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 05:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Di formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Ragazzi e Young adult]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amantideilibri.it/?p=20175</guid>

					<description><![CDATA[<p>"Il talento della rondine" è un romanzo formativo scritto da Matteo Bussola pubblicato da Salani a giugno 2025.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it/il-talento-della-rondine-matteo-bussola/">&#8220;Il talento della rondine&#8221; &#8211; Matteo Bussola</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it">AMANTIDEILIBRI.IT</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>&#8220;Il talento della rondine&#8221;<em> </em>è un romanzo formativo scritto da <a href="https://www.instagram.com/matteo.bussola/?hl=it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Matteo Bussol</a>a; scrittore italiano nato a Verona nel 1971, noto per molti altri romanzi diventati bestseller. La prima edizione di questo libro è stata pubblicata da Salani editore a giugno 2025, mentre l’ultima ristampa (la terza) è uscita a luglio dello stesso anno.</p>



<p>Di Matteo Bussola abbiamo recensito anche &#8220;<a href="https://www.amantideilibri.it/il-rosmarino-non-capisce-linverno-matteo-bussola/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il rosmarino non capisce l&#8217;inverno</a>&#8221; e &#8220;<a href="https://www.amantideilibri.it/la-vita-fino-a-te-matteo-bussola/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La vita fino a te</a>&#8220;.</p>



<h2>Trama de <em>Il talento della rondine</em></h2>



<p>Brando. Ettore. Talento.&nbsp;</p>



<p>Un ragazzo si è sempre sentito dire di essere IL talento nella danza, l’altro: Ettore, disegna come se nulla fosse. Questo è il talento. Ma come ci dimostrano questi due ragazzi, non sempre ciò che ci viene bene, ciò che per noi è naturale è effettivamente quello che noi vogliamo fare o che ci fa sentire liberi.&nbsp;</p>



<p>Un&#8217;amicizia nata da un incontro non proprio dei migliori, ma che unisce due opposti, il perfetto esempio degli opposti che si attraggono: Brando, talento nella danza, che però quando tutto è buio trova luce nel disegno, Ettore, talento nel disegno, ma desidera essere ballerino, anche se non è nato con il talento e il corpo “giusto” per danzare mette tutto l’impegno nella danza, andando anche contro il volere di un padre che non lo capisce, ma si sa, pur di realizzare un sogno si può fare ben di più di convincere un padre. Un rapporto che a volte è come una corda, deve essere tirata da due lati, con forza, questi due ragazzi hanno bisogno l’uno dell’altro per imparare ciò che a uno viene naturale e l’altro deve imparare. Talvolta però sorge invidia. Come sarà gestita?</p>



<p>Uniti anche da una situazione familiare non uguale, ma che li fa soffrire entrambi, problematica insomma, e proprio per questo hanno necessità di trovare la loro salvezza, nell’arte che li assolve da tutti i problemi. Loro non hanno bisogno di avere talento in quello che fanno, ma vogliono stare bene, seguire il cuore e i sogni. C&#8217;è anche una ragazza, Mirta, che li accompagnerà nella loro avventura e diventerà una figura necessaria e in qualche modo di sostegno.</p>



<blockquote class="wp-block-quote">
<p>“L&#8217;amico invece gli stava insegnando a guardare le cose in modo differente: gli ostacoli che incontri lungo il cammino non sono lì per impedirti di fare qualcosa, ma per permetterti di dimostrare quanto davvero tieni a qualcosa. Non è importante da che livello parti, o che obbiettivo riceverai, ma solo l’amore che ti muove.”</p>
</blockquote>



<p>Una storia realistica, che alla fine ci lascia con un dubbio esistenziale: nel testo è citata frequentemente la parola TALENTO, ma, dopotutto, che cos’è il talento?</p>



<h2>Recensione&nbsp;</h2>



<p>Un romanzo scorrevole e piacevole, non troppo impegnativo, con una storia verosimile, che si avvicina a noi, qui sta il bello. In realtà penso di essere riuscita veramente ad apprezzare il romanzo quando l’ho terminato, una di quelle storie che solo finite ti fanno dire: “Wow” e ti fanno riflettere. Lo scrittore ti accompagna alla riflessione, ti guida e alla fine riesci a formulare un’idea, così aggiungi un tassello al puzzle delle cose capite della vita. Questo è esattamente il risultato di un buon libro e soprattutto di un buon romanzo formativo. Io definisco così perché parla di due ragazzi di quattordici anni che stanno capendo cosa vogliono fare e credo sia quello anche tutti gli altri ragazzi al mondo stiano facendo: capendo qualcosa di sé o magari trovando un po’ di sé stessi anche in un libro.</p>



<p>Il dubbio potrebbe essere che diventi pesante e noioso, no, non lo è. Trovo la narrazione dinamica e talvolta anche simpatica, ironica, bilanciando aspetti seri con un po’ di vita spensierata della gioventù. Lo consiglio a chi ha bisogno di avere un sogno e capire come realizzarlo.</p>



<p>&#8220;Il talento della rondine&#8221; ha decisamente trovato un posticino nel mio cuore che mi ricorda del talento e dei sogni. </p>



<p>Emma Allemand</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it/il-talento-della-rondine-matteo-bussola/">&#8220;Il talento della rondine&#8221; &#8211; Matteo Bussola</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it">AMANTIDEILIBRI.IT</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.amantideilibri.it/il-talento-della-rondine-matteo-bussola/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Sangue marcio&#8221; &#8211; Antonio Manzini</title>
		<link>https://www.amantideilibri.it/sangue-marcio-antonio-manzini/</link>
					<comments>https://www.amantideilibri.it/sangue-marcio-antonio-manzini/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Amanti dei libri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 05:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Thriller]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amantideilibri.it/?p=20166</guid>

					<description><![CDATA[<p>“Sangue marcio” è un thriller poliziesco di Antonio Manzini pubblicato da Piemme nel 2025. E' ambientato a L'Aquila nel 2002</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it/sangue-marcio-antonio-manzini/">&#8220;Sangue marcio&#8221; &#8211; Antonio Manzini</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it">AMANTIDEILIBRI.IT</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>“Sangue marcio” è un thriller poliziesco di Antonio Manzini pubblicato da Piemme nel 2025.</p>



<p>Di Antonio Manzini abbiamo recensito “<a href="https://www.amantideilibri.it/vecchie-conoscenze-antonio-manzini/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vecchie conoscenze</a>“, “<a href="https://www.amantideilibri.it/le-ossa-parlano-di-antonio-manzini/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Le ossa parlano</a>”, “<a href="https://www.amantideilibri.it/tutti-i-particolari-in-cronaca-antonio-manzini/">Tutti i particolari in cronaca</a>” e “<a href="https://www.amantideilibri.it/ogni-riferimento-e-puramente-casuale-antonio-manzini/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ogni riferimento è puramente casuale</a>“.</p>



<h2>Trama di <em>Sangue marcio</em></h2>



<p>L&#8217;Aquila, 2002. Due fratelli. Una famiglia apparentemente felice, piena di quattrini, una grande villa dove il trascorrere ovattato del tempo camuffa una realtà delle cose che sfocerà in una drastica fine del sogno.<br>Poi il genitore, quotato imprenditore, viene arrestato, tradotto in carcere con un terribile capo d&#8217;accusa.<br>E il padre in un batter d&#8217;occhio viene identificato come mostro di un orrendo delitto.<br>I fratelli, rimasti orfani, vengono divisi e affidati a due diverse esistenze che segneranno il loro futuro.<br>Eppure, ce la faranno: l&#8217;uno diventerà un cronista della carta stampata, l&#8217;altro un bravo commissario della Polizia.<br>Un giorno, pur ritrovandosi, rimarrà una traccia indelebile in uno dei due, il più debole e che è cresciuto a forza di solenni iniziazioni d&#8217;istituto, del sangue marcio che scorrerà irruente nelle vene.<br>Vite segnate da un dolore, da un reato, da una morte incancellabile, dal distacco affettivo e filiale.<br>Entrambi, fratelli fino alla fine, saranno chiamati a risolvere una sequela di omicidi efferati fino all&#8217;inaudito epilogo, fino alla cattura del serial killer che ha ucciso giovani donne dalla capigliatura bionda.</p>



<h2>Recensione</h2>



<p>È un ritorno, il mio, alla lettura di Antonio Manzini.<br>Un gradito ritorno.<br>Non è agevole leggere la lingua di questo eclettico scrittore. Le frasi taglienti, crude, impietose ma vere.<br>Ci si mette alla prova, si prova una sorta di immersione nelle vite dei protagonisti che sembrano parlarci con tutte le sfumature dello slang locale.<br>Tuttavia, è un esercizio morale che va fatto con cognizione di causa poiché nella sintassi frammentata di Manzini delle origini si annida lo sguardo indagatore sul presente.<br>Un presente che non hai mai conosciuto l&#8217;oblio del passato, è attuale, sintomatico di aspre verità che sono sempre condivisibili e, nel contempo, esecrabili.<br>Nel fuoco di fila delle frasi ridotte all&#8217;osso c&#8217;è il dolore di vivere di un personaggio che pare seduto vicino a noi a confessarci una vita che si mostra nella piena assurdità ed erroneità a partire dall&#8217;arresto, improvviso ed inaspettato, del genitore.<br>Tutto il romanzo è una sommessa ma plateale condanna dell&#8217;apparente normalità, che, nella realtà pirandelliana dell&#8217;uomo di ogni epoca, non esiste.<br>Esiste, invece, la doppiezza, la presunta inconoscibilità dell&#8217;anima, lacerata nel profondo fino ad intaccare le viscere.<br>Ed ecco poi apparire tra le righe un improvviso lirismo che stride con il lessico e la struttura narrativa non proprio lineare o certe dritte morali inoppugnabili.<br>Eppure, la scrittura di Manzini è un&#8217;operazione sociale, è la testimonianza plausibile di certi vissuti reali, possibili.</p>



<p>C’è il titolo dell’articolo del giornale che infrange d’improvviso la narrazione, c’è la voce narrante quasi dolente in terza persona oppure la pacata, lucida follia del protagonista. Il tutto sapientemente orchestrato nell’intreccio.<br>Il romanzo “Sangue marcio” è proprio viscerale e l&#8217;alternarsi delle voci narranti ne amplificano i toni.<br>Lo stile di Antonio Manzini non cede mai alla banalità descrittiva. La realtà viene registrata con evidente compenetrazione ai contesti usando un registro linguistico credibile, seppur non raffinato.<br>L&#8217;impressione è positiva per il libro d&#8217;esordio del bravo Manzini, che era stato pubblicato circa vent&#8217;anni fa da Fazi editore.<br>Di certo, un buon thriller.<br>Lettura consigliata.</p>



<p>Gioacchino Di Bella.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it/sangue-marcio-antonio-manzini/">&#8220;Sangue marcio&#8221; &#8211; Antonio Manzini</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it">AMANTIDEILIBRI.IT</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.amantideilibri.it/sangue-marcio-antonio-manzini/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>“Il romanzo di Marceau Miller&#8221; &#8211; Marceau Miller</title>
		<link>https://www.amantideilibri.it/il-romanzo-di-marceau-miller-marceau-miller/</link>
					<comments>https://www.amantideilibri.it/il-romanzo-di-marceau-miller-marceau-miller/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Annalisa Giambiasi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 10:02:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giallo]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amantideilibri.it/?p=20089</guid>

					<description><![CDATA[<p>"Il romanzo di Marceau Miller", di Marceau Miller (Einaudi 2025) è un giallo Einaudi Stile libero ad alta adrenalina</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it/il-romanzo-di-marceau-miller-marceau-miller/">“Il romanzo di Marceau Miller&#8221; &#8211; Marceau Miller</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it">AMANTIDEILIBRI.IT</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Uno scrittore famoso; la sua morte apparentemente accidentale; la scomparsa del suo ultimo manoscritto; una moglie che non si arrende e vuole la verità. Questi, brevemente, gli “<em>ingredienti” </em>del giallo, ambientato nella zona del Lago di Ginevra, che vado a raccontarvi: &#8220;Il romanzo di Marceau Miller&#8221;, di Marceau Miller (Einaudi 2025)</p>



<h2><strong>T</strong>rama de <em>Il romanzo di Marceau Miller</em></h2>



<p>Marceau Miller è un celebre scrittore, felicemente sposato con Sarah e ha due figli, Hermione e Benjamin. Fama, felicità, soldi: sembra aver tutto, eppure Marceau è un uomo tormentato, pronto a sfidare la morte ogni giorno, facendo sport estremi.</p>



<blockquote class="wp-block-quote">
<p><em>“Un lampo mi perfora il cervello, un colpo violento alla testa mi sbilancia. Sono duecento metri sopra il vuoto, sto scalando una parete rocciosa che conosco bene. Le mie unghie graffiano il granito, le mie mani perdono presa.…Mi chiamo Marceau Miller, sono uno scrittore famoso. Domani su Wikipedia sotto la riga “Nascita” potrete leggere: “Morte: 16 maggio 2021 (40 anni)”.</em></p>
</blockquote>



<p>Scopriamo che la sua sofferenza è causata dalla morte dell’amata sorella, Jade, di cui si sente responsabile, e il cui corpo, nonostante accurate e lunghe ricerche, non è mai stato trovato.</p>



<p>Ed ora Marceau è morto.</p>



<p>Il suo cadavere viene ritrovato ai piedi di una parete di roccia che abitualmente lo scrittore scalava a mani nude. Ovvio pensare che sia caduto. Davanti a quella che sembra l’evidenza dei fatti, la Polizia archivia il caso come un semplice incidente</p>



<p>Sarah, la moglie, tuttavia non crede che Marceau sia caduto accidentalmente, qualcosa non la convince. Troppi dubbi irrisolti, troppe anomalie e misteri, tra cui la sparizione dell’ultimo manoscritto dello scrittore.</p>



<p>No, Sarah non ci sta…e comincia ad indagare…a smuovere torbide acque, tra rischi e pericoli&#8230;.</p>



<p>Perché sei morto Marceau? Quale mistero si cela dietro questa storia?</p>



<h2>Recensione</h2>



<p><em>ADRENALINA PURA QUESTO GIALLO!!! UN VERO MISTERO!!</em></p>



<p>Il ritmo del libro è incalzante: le pagine scorrono veloci; la lettura ti appassiona e ti fa trattenere il respiro.</p>



<p>Sarah, la moglie, è la personificazione della disperazione, dell’ansia, della paura ma anche della tenacia, del coraggio. E’ ossessionata dalla ricerca della verità. Trascura se stessa: è sempre descritta con i capelli in disordine, isterica, indossa ciò che trova, guida l’auto come una pazza, urla, grida, piange. Per non parlare di quei poveri figli, affidati ad amici e conoscenti, che soffrono due volte: per aver perso l’amato padre e per l’assenza della madre.</p>



<p>E’ soprattutto, Benjamin, il più piccolo a risentire di questo “<em>duplice abbandono.</em></p>



<blockquote class="wp-block-quote">
<p><em>“Benjamin si è chiuso in un mutismo insolito anche per lui. Nonostante i miei tentativi, stasera non ha aperto bocca. Mi taglia fuori, lo sento. Non accetta la situazione, la nega”.</em></p>
</blockquote>



<p>Diciamo che Sarah è una eroina “molto umana”, fragile e forte allo stesso tempo. Innamoratissima del marito, si accorge, dopo la sua morte, di quanto poco lo conoscesse. E questo la manda in crisi: il mondo le crolla addosso.</p>



<p>Una bella figura, mi è piaciuta, anche se forse l’autore ha esagerato un po’ nel descriverla così nevrotica: il lettore <em>è preso da attacchi di panico</em> quando nel romanzo si trova a scorrere le righe che descrivono i gesti e le azioni di Sarah!</p>



<p>Intorno a lei girano, oltre ai due figli, gli altri personaggi del romanzo: l’arrogante e diffidente capitano di Polizia Delmas; Reynaud, ex poliziotto che aveva partecipato in passato alla ricerca del corpo di Jade, senza trovarlo; gli amici di sempre: Karen, amica e socia di Sarah (le due hanno un&#8217;attività avente per oggetto il noleggio delle barche sul lago di Ginevra); Rollin, il più fragile e insicuro del gruppo e Alexis, il più brillante e “spaccone” (passatemi il termine…)</p>



<p>In generale, sono personaggi fondamentalmente negativi, bugiardi: tutti alla fine nascondono qualcosa.</p>



<p>Un giallo in cui aleggia la cattiveria, l’arroganza, la menzogna. Ma d’altra parte….che giallo è se non ci sono questi elementi?</p>



<p>Da leggere&#8230;con una buona tazza di camomilla al fianco, per calmare l’ansia che nasce da questo misterioso libro!!!</p>



<p>E misterioso è pure l’autore che scrive sotto lo pseudonimo di <strong>Marceau Miller</strong>, come il protagonista del libro, e di&nbsp; cui, ad oggi, non si conosce nulla. Sembra che viva in Francia e frequenti il lago di Ginevra. Altro non si sa….</p>



<p>Un vero mistery in tutti i sensi!!!</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it/il-romanzo-di-marceau-miller-marceau-miller/">“Il romanzo di Marceau Miller&#8221; &#8211; Marceau Miller</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it">AMANTIDEILIBRI.IT</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.amantideilibri.it/il-romanzo-di-marceau-miller-marceau-miller/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Sabbia Nera&#8221; &#8211; Cristina Cassar Scalia</title>
		<link>https://www.amantideilibri.it/sabbia-nera-cristina-cassar-scalia/</link>
					<comments>https://www.amantideilibri.it/sabbia-nera-cristina-cassar-scalia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Palazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 16:39:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giallo]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amantideilibri.it/?p=19954</guid>

					<description><![CDATA[<p>"Sabbia Nera" di Cristina Cassar Scalia è stato pubblicato nella collana ” Einaudi Stile Libero” a maggio 2018.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it/sabbia-nera-cristina-cassar-scalia/">&#8220;Sabbia Nera&#8221; &#8211; Cristina Cassar Scalia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it">AMANTIDEILIBRI.IT</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>&#8220;Sabbia Nera&#8221; di Cristina Cassar Scalia è pubblicato da Einaudi, precisamente nella collana Einaudi Stile Libero, ed è stato pubblicato per la prima volta nel maggio 2018.</p>



<p>Di Cristina Cassar Scalia abbiamo recensito anche &#8220;<a href="https://www.amantideilibri.it/la-logica-della-lampara-cristina-cassar-scalia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La logica della lampara</a>&#8221; e &#8220;<a href="https://www.amantideilibri.it/il-talento-del-cappellano-cristina-cassar-scalia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il talento del cappellano</a>&#8220;.</p>



<h2>Trama di <em>Sabbia nera</em> </h2>



<p>&#8220;Sabbia Nera&#8221; segna l&#8217;esordio del vicequestore Giovanna &#8220;Vanina&#8221; Guarrasi.</p>



<p>La storia si svolge a Catania ed è una giornata, quasi spettrale, in quanto l&#8217;Etna ricopre ogni cosa.</p>



<p>La vicenda inizia con il ritrovamento fortuito del corpo mummificato di una donna in un vecchio montacarichi in una villa nobiliare che è, praticamente, in rovina e che si trova alle pendici del vulcano.</p>



<p>Vanina è una poliziotta di Palermo con un passato difficile e con un forte legame con la lotta alla mafia che ha ottenuto il trasferimento qui per avere un po&#8217; di pace.</p>



<p>La vicequestore deve gestire questo caso che sembra arrivare direttamente dal 1959.</p>



<p>E, per questa ragione, chiede l&#8217;aiuto a Patanè, commissario in pensione che aveva seguito il caso e con una memoria prodigiosa.</p>



<p>Vanina, la sua squadra e il vecchio commissario iniziano a scavare nei segreti della buona società cittadina di metà Novecento.</p>



<p>Scoprono così che la vittima era legata a un vecchio e famoso bordello e che la sua morte è legata a quella di Burrano che era un potente uomo d&#8217;affari locale.</p>



<p>Nel frattempo muore suicida (oppure no? sarà anche questo un omicidio?) anche la moglie del Burrano.</p>



<p>I nostri riescono a incrociare i documenti d&#8217;archivio e ai ricordi degli anziani ancora in vita riescono a scoprire il colpevole che per quasi cinquant&#8217;anni era rimasto praticamente impunito.</p>



<h2>Recensione</h2>



<p>&#8220;Sabbia Nera&#8221; è libro che ti appassionerà dalla prima pagina fino all&#8217;ultima e non ti accorgi nemmeno che sono quasi 400 pagine!</p>



<p>Segna, anche, l&#8217;inizio di una serie imperdibile di cui poi se ne è fatto anche una seria tv su canale 5 con protagonista, nei panni, della Vanina la brava Giusy Buscemi.</p>



<p>Secondo me &#8220;il bello del romanzo&#8221; sta nel personaggio della vicequestore che è una protagonista vera, umana seppur spigolosa e con diverse zone d&#8217;ombra.</p>



<p>Ma è capace di portarti tra i vicoli di Catania mentre l&#8217;Etna erutta la cenere nera!</p>



<p>E&#8217; una lettura davvero molto coinvolgente con un ritmo incalzante e che perfetta per tutti coloro che sono alla ricerca di una storia che sa mixare emozione, mistero e nostalgia.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it/sabbia-nera-cristina-cassar-scalia/">&#8220;Sabbia Nera&#8221; &#8211; Cristina Cassar Scalia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it">AMANTIDEILIBRI.IT</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.amantideilibri.it/sabbia-nera-cristina-cassar-scalia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Il mercante di Venezia&#8221; &#8211; William Shakespeare</title>
		<link>https://www.amantideilibri.it/il-mercante-di-venezia-william-shakespeare/</link>
					<comments>https://www.amantideilibri.it/il-mercante-di-venezia-william-shakespeare/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cristina Mosca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 06:55:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amantideilibri.it/?p=20136</guid>

					<description><![CDATA[<p>La figura dell'ebreo citata da Philip Roth in "Operazione Shylock" viene da “Il mercante di Venezia” di William Shakespeare.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it/il-mercante-di-venezia-william-shakespeare/">&#8220;Il mercante di Venezia&#8221; &#8211; William Shakespeare</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it">AMANTIDEILIBRI.IT</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La figura di Shylock citata da Philip Roth nel suo romanzo recentemente ripubblicato da Adelphi, viene da “Il mercante di Venezia” di William Shakespeare. In quest’opera teatrale, datata tra il 1594 e il 1598, Shylock rappresenta l’archetipo dell’ebreo.</p>



<p>Dopo aver letto il romanzo, non ho potuto che rileggere il testo, che a casa ho nella traduzione di Paola Ojetti (Newton 1997).</p>



<p>Di <a href="https://www.amantideilibri.it/shakespeare-una-biografia-peter-ackroyd/">William Shakespeare</a> abbiamo recensito anche “<a href="https://www.amantideilibri.it/macbeth-william-shakespeare/">Macbeth</a>”, “<a href="https://www.amantideilibri.it/otello-william-shakespeare/">Otello</a>”, “<a href="https://www.amantideilibri.it/tito-andronico-william-shakespeare/">Tito Andronico</a>”, “<a href="https://www.amantideilibri.it/molto-rumore-per-nulla-william-shakespeare/">Molto rumore per nulla</a>”, “<a href="https://www.amantideilibri.it/sogno-di-una-notte-di-mezza-estate/">Sogno di una notte di mezza estate</a>”, “<a href="https://www.amantideilibri.it/giulio-cesare-william-shakespeare/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Giulio Cesare</a>”, “<a href="https://www.amantideilibri.it/enrico-viii-william-shakespeare/">Enrico VIII</a>” e alcuni <a href="https://www.amantideilibri.it/lettura-di-alcuni-sonetti-damore-di-william-shakespeare/">sonetti</a>. Inoltre su William Shakespeare abbiamo recensito un <a href="https://www.amantideilibri.it/eduardo-e-shakespeare-agostino-lombardo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">saggio di Agostino Lombardi</a>.</p>



<h2>Trama de <em>Il mercante di Venezia</em></h2>



<p>“Tremila ducati”. È questa la prima battuta con cui Shylock entra in scena ne “Il mercante di Venezia”, e a questa Philip Roth si appoggia con energia per parlare di antisemitismo e dissociazione identitaria in “<a href="https://www.amantideilibri.it/operazione-shylock-philip-roth/">Operazione Shylock</a>” (Adelphi 2026). E se pure Shylock non è il protagonista del testo teatrale di William Shakespeare, è il primo “uomo intero, visto da tutte le parti e in tutta la sua storia” che incontriamo nella sua produzione: ce lo dice Gabriele Baldini in “Manualetto shakespeariano” (Einaudi 1964).</p>



<p>Cosa succede nella commedia? Bassanio ha bisogno di soldi per poter sposare la bella Porzia e li chiede ad Antonio, un mercante veneziano. Lui però non ha altri beni che le sue navi in viaggio, perciò a sua volta si impegna in un contratto con un usuraio ebreo, Shylock. Il contratto prevede la restituzione del denaro, o in alternativa una libbra della sua carne: un vero e proprio patto col diavolo, che Shylock pretenderà venga rispettato fino in fondo.</p>



<p>Gabriele Baldini ci aiuta a datare l’opera: la prima stesura de “Il mercante di Venezia” è attribuita al 1594. L’indagine delle fonti rimanderebbe al “Jew of Malta” di Marlowe, che quell’anno aveva riscosso molto successo, e a una novella italiana di fine Trecento del “Pecorone” di Ser Giovanni Fiorentino. Qui troviamo il nome di Belmonte e il tema centrale de “Il mercante”, ossia il prestito di denaro per una donna.</p>



<h2>Recensione</h2>



<p>Il “Manualetto shakespeariano” fa notare come il personaggio intero di Shylock sia l’unico cattivo (<em>villain</em>) a cui Shakespeare offre una giustificazione. E&#8217; l’odio che gli è stato sempre scaricato contro, solo perché è un ebreo.</p>



<blockquote class="wp-block-quote">
<p>“M’ha rovinato e poi m’ha impedito di guadagnare mezzo milione; ha riso delle mie perdite, m’ha canzonato pei miei guadagni, ha schernito la mia nazione, s’è messo di traverso nei miei affari, ha gelato i miei amici, ha riscaldato i miei nemici. E tutto questo perché? Perché sono un ebreo.”</p>
</blockquote>



<p>Un altro personaggio notevole è Porzia: è una donna astuta, nuova, come molti personaggi femminili di Shakespeare. Non è soggiogata alla figura dell’uomo, anzi è battagliera e decisa. Non vuole sottoporsi al vincolo del matrimonio con chiunque, perciò inventa una sorta di enigma che riveli anche l’indole del pretendente a cui è sottoposto. Inutile dire che lo risolverà Bassanio, mentre Antonio subirà una perdita in mare. E ora come si metterà con il contratto?</p>



<blockquote class="wp-block-quote">
<p>“Un ebreo non ha occhi? Un ebreo non ha mani, membra, sensi, affetti, passioni? Non si nutre dello stesso cibo, non è ferito dalle stese armi, non va soggetto alle stesse malattie (…) d’un cristiano? Se ci pungete, non sanguiniamo? (&#8230;) E se ci offendete, non dobbiamo vendicarci?”</p>
</blockquote>



<p>Nonostante gli vengano offerti, Shylock vuole i soldi solo da Antonio, e in alternativa vuole la sua libbra di carne. Sarà Porzia a sostituirsi al giudice, risolvendo l’impasse con astuzia. Durante la trattativa, però, Shylock ha modo di difendersi e di rivelare che la sua irremovibilità viene da un odio profondo, a cui la società lo ha allenato. La sua crudeltà non è demoniaca come quella di Jago nell’“Otello” di pochi anni dopo: è la “naturale e triste progenie di una mortificata amarezza che gli uomini, inconsciamente, alimentano nei propri fratelli” (sempre Baldini).</p>



<p>“Il mercante di Venezia” viene riconosciuto come il primo dei drammi maggiori di William Shakespeare.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it/il-mercante-di-venezia-william-shakespeare/">&#8220;Il mercante di Venezia&#8221; &#8211; William Shakespeare</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it">AMANTIDEILIBRI.IT</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.amantideilibri.it/il-mercante-di-venezia-william-shakespeare/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Torment&#8221; &#8211; Lauren Kate</title>
		<link>https://www.amantideilibri.it/torment-lauren-kate/</link>
					<comments>https://www.amantideilibri.it/torment-lauren-kate/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vanessa Mele]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 06:36:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amantideilibri.it/?p=19963</guid>

					<description><![CDATA[<p> “Torment” è il secondo capitolo della saga paranormal romance di "Fallen" scritta da Lauren Kate. In Italia è pubblicato da Rizzoli.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it/torment-lauren-kate/">&#8220;Torment&#8221; &#8211; Lauren Kate</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it">AMANTIDEILIBRI.IT</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Mai titolo fu più azzeccato. “Torment” è il secondo capitolo della saga di <a href="https://www.amantideilibri.it/fallen-lauren-kate/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&#8220;Fallen </a>&#8221; scritta da Lauren Kate nel 2010, si compone di 461 pagine e fa parte del genere paranormal romance. In Italia è pubblicato da Rizzoli.</p>



<p>Di Lauren Kate abbiamo recensito anche &#8220;<a href="https://www.amantideilibri.it/princess-lauren-kate/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Princess</a>&#8220;.</p>



<h2>Trama di <em>Torment</em></h2>



<p>Daniel decide, con l’aiuto di Cam, di accompagnare Luce alla Shoreline, una scuola frequentata da ragazzi normali e Nephilim (che vengono fatti passare per ragazzi superdotati) per tenerla al sicuro per diciotto giorni, il periodo in cui ci sarà una tregua, ma lasciarla là significa non vederla per non esporla ad inutili pericoli. </p>



<p>Luce è arrabbiata perché Daniel è ancora più criptico del solito, non le spiega perché lì sarà al sicuro e da cosa, e l’unica cosa che potrà fare la ragazza sarà tentare di scoprire qualcosa di più sul suo passato.</p>



<h2>Recensione</h2>



<p>Rispetto al primo volume, questo libro è molto più introspettivo, Luce è più “tormentata”, proprio come suggerisce il titolo del libro, è confusa, inizia a domandarsi se amare Daniel sia la cosa giusta. Si chiede se non si sta aggrappando ad un’infinita storia di morti e rinascite di cui però non comprende il senso. </p>



<p>Daniel rifiuta di dirle perché ha scelto proprio lei, perché il loro amore è così importante per tutti, e questo la manda fuori di testa (sfido chiunque ad avere queste domande e rimanere calma senza ricevere risposte). </p>



<p>Inizia a provare dei sentimenti per un suo compagno di corso, Miles, ma nonostante tutto quando vede Daniel non riesce a non sentirsi attratta da lui, come se fosse una calamita. Forse per tutti questi motivi questo libro risulta più “pesante”. Non si divora pagina dopo pagina come il precedente, ma richiede una lettura più lenta per metabolizzare le informazioni. Come al solito Lauren Kate riesce a spiegare benissimo le emozioni di Luce e a farle sentire come se fossero tue, assolutamente consigliato, soprattutto a chi vuole approfondire i personaggi e le dinamiche della storia.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it/torment-lauren-kate/">&#8220;Torment&#8221; &#8211; Lauren Kate</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it">AMANTIDEILIBRI.IT</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.amantideilibri.it/torment-lauren-kate/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Lo sbilico&#8221; &#8211; Alcide Pierantozzi</title>
		<link>https://www.amantideilibri.it/lo-sbilico-alcide-pierantozzi/</link>
					<comments>https://www.amantideilibri.it/lo-sbilico-alcide-pierantozzi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Danipoetessa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 14:07:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Autobiografico]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amantideilibri.it/?p=20083</guid>

					<description><![CDATA[<p>Con "Lo sbilico" (Einaudi 2025) Alcide Pierantozzi consegna una scrittura confessionale a un'operazione letteraria</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it/lo-sbilico-alcide-pierantozzi/">&#8220;Lo sbilico&#8221; &#8211; Alcide Pierantozzi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it">AMANTIDEILIBRI.IT</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con &#8220;Lo sbilico&#8221; (Einaudi 2025), Alcide Pierantozzi non si limita a consegnare una scrittura confessionale sulla malattia mentale (un disturbo bipolare a rapida ciclicità innestato su uno spettro autistico), ma compie un&#8217;operazione squisitamente letteraria: trasforma il delirio in stile. Richiamando la citazione iniziale dal film &#8220;Joker&#8221; di Todd Phillips (&#8220;<em>La parte peggiore di avere una malattia mentale è che le persone si aspettano che ti comporti come se non l&#8217;avessi</em>&#8220;), il testo rifiuta la cronaca clinica per diventare resistenza verbale. Per l&#8217;autore, la mente che vacilla – &#8220;lo sbilico&#8221; – si cura e si descrive solo attraverso un&#8217;architettura di parole esattissima.</p>



<h2>Trama di <em>Lo sbilico</em></h2>



<p>La mente di Pierantozzi è abitata da una spaventosa tachipsichia (l&#8217;accelerazione incontrollabile del pensiero). Per sopravvivere a questo caos, la scrittura diventa un esercizio di addomesticamento. L&#8217;autore raccoglie &#8220;lessicari&#8221;, inventari di vocaboli assolutizzanti che servono a &#8220;mettere il guinzaglio ai pensieri&#8221;. La lingua non è un ornamento, ma un dispositivo di contenimento ortopedico.</p>



<p>La prosa vive di una polarità magnetica. Da un lato c&#8217;è il freddo rigore del gergo psichiatrico (l&#8217;elencazione scientifica di paroxetina, Depakin, Wellbutrin, il definirsi &#8220;paziente lucido, vigile, dall&#8217;eloquio fluido&#8221;); dall&#8217;altro, un&#8217;accensione visionaria che trasfigura la realtà. È la lingua che permette alle allucinazioni – come le Madonnine azzurre nella fontana o il corpo vissuto come &#8220;teatro ipocondriaco&#8221; – di farsi poesia tangibile.</p>



<p>La scrittura di Pierantozzi si definisce anche per contrasto. C&#8217;è il silenzio tragico del lutto materno, racchiuso nell&#8217;immagine della &#8220;montata lattea&#8221; davanti alla tomba del fratellino Francesco. E c&#8217;è la &#8220;lingua del diniego&#8221; del padre, una figura ribattezzata &#8220;Oh&#8221; o &#8220;Negazionista&#8221;, che usa il linguaggio per cancellare: nega l&#8217;autismo, la sofferenza e l&#8217;orientamento sessuale del figlio. La scrittura nasce proprio per riempire quel vuoto paterno e nominare l&#8217;innominato.</p>



<h2>Recensione</h2>



<p>La straordinaria forza del libro risiede nel fatto che la prosa non mima mai il disordine della follia. Al contrario, il ritmo è controllatissimo e la sintassi è nitida, classica. Questo contrasto stridente genera una prosa profondamente disturbante: l&#8217;orrore del vuoto e l&#8217;allucinazione vengono vivisezionati con una calma quasi geometrica. Evocando maestri del rigore come Valerio Magrelli e Samuel Beckett, Pierantozzi dimostra che l&#8217;unico modo per raccontare l&#8217;abisso è farlo con precisione chirurgica, lasciando il lettore spiazzato e senza difese di fronte alla crudezza dei fatti.</p>



<p>Disarmante per il lettore è anche il passaggio in cui, dopo un consulto medico, Alcide commenta: &#8220;Ma se un autismo lieve è riuscito a farmi impazzire di dolore, allora quanto soffrono quelli che hanno un autismo grave?&#8221;.</p>



<p>In &#8220;Lo sbilico&#8221;, la letteratura si riappropria della sua funzione più autentica: dare un nome ai propri demoni per non farsene divorare. L&#8217;autore ci dimostra che si può abitare il mondo &#8220;in contumacia&#8221;, ma mai in silenzio. Un&#8217;opera necessaria in cui il linguaggio non è lo strumento del racconto, ma il racconto stesso: l&#8217;ultima, lucidissima linea di difesa della ragione. Vincitore del Premio Letterario Valle d&#8217;Aosta, presente nella cinquina finalista del Premio Campiello e nella dozzina del Premio Strega, <em>Lo sbilico</em> si candida a diventare, a pieno titolo, il caso letterario dell&#8217;anno.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it/lo-sbilico-alcide-pierantozzi/">&#8220;Lo sbilico&#8221; &#8211; Alcide Pierantozzi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.amantideilibri.it">AMANTIDEILIBRI.IT</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.amantideilibri.it/lo-sbilico-alcide-pierantozzi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 
Database Caching 48/75 queries in 0.111 seconds using Disk

Served from: www.amantideilibri.it @ 2026-07-18 23:08:02 by W3 Total Cache
-->