“Otello” – William Shakespeare

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Voto redazione

5 stelle

Data di pubblicazione

25 Ott, 2021
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7

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“Otello, il moro di Venezia” è una tragedia di William Shakespeare che risale al 1603. È diventata emblematica dei temi della gelosia e dell’inganno. Di questo autore abbiamo analizzato anche “Molto rumore per nulla”, “Tito Andronico”, “Sogno di una notte di mezza estate” e abbiamo letto alcuni sonetti d’amore.

Trama di Otello

Otello e Desdemona si sposano contro il volere del padre di lei. L’assistente di Otello, Jago, trama un inganno per neutralizzare Cassio, che gli impedisce di fare carriera. Fa allora in modo che Otello creda che Cassio insidi la sua novella sposa. Ma le cose non vanno come aveva pianificato.

Recensione

Ho riletto “Otello” per la #sfidadeiclassici2021 di Lostinaclassicworld. Ho recuperato la mia copia dei Grandi Tascabili Newton del 1997, nella traduzione di Emilio Cecchi e Suso Cecchi D’Amico. Mi sono stupita di quanto William Shakespeare riesca ad attingere dal fondo più bieco della psiche umana.

Jago è un personaggio maligno e inarrestabile, una serpe che morde chiunque lo circondi e sembra non avere pietà per nessuno, nemmeno per la donna che ha amato o per un uomo ferito.

Una delle sue battute più famose è nella terza scena del terzo atto e viene pronunciata appositamente per contaminare la mente del suo padrone:

“Difendetevi dalla gelosia, mio signore! È un mostro dagli occhi verdi, che odia il cibo di cui si pasce. (…) Che vita d’inferno per chi ama e dubita, sospetta, e nel contempo adora”

William Shakespeare dà il meglio della sua capacità introspettiva quando mostra il Moro completamente succube del mostro.

“Giuro che è meglio essere davvero tradito che avere qualche sospetto”

La gelosia ha gli occhi verdi e vede tutto dello stesso colore. Tutto diventa allo stesso tempo falso e vero; dettagli insignificanti sono interpretati come prove, se solo si è predisposti. Ce lo vediamo davanti, questo Otello dagli occhi iniettati di sangue, che pensa solo a eliminare la fonte del suo dubbio. Perché “Dubitare una sola volta equivale ad avere deciso”. Chi è infestato dal dubbio non riesce a smettere di dubitare

Cristina Mosca

Recensore

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moglie, mamma e lettrice bulimica. a 10 anni scrivevo i miei primi racconti. a 14 ho scelto di insegnare inglese. adesso faccio entrambe le cose. credo in quello che non si vede a occhio nudo. tra le mie pubblicazioni: "chissà se verrà alla mia festa" (schena 2005), "e donne infreddolite negli scialli" (schena 2008), "loro non mi vedono" (ianieri 2014), "con la pelle ascolto" (ianieri, 2018). mi piace scrivere in lettere minuscole.

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