“I leoni di Sicilia” – Stefania Auci

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Voto redazione

Data di pubblicazione

12 Apr, 2020
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7

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I leoni di Sicilia, il primo capitolo della saga dei Florio è stato pubblicato dalla casa editrice Nord nel 2019, più di trecentomila le copie vendute e tantissimi i lettori che non vedono l’ora di leggerne il seguito.


Trama

copertina i leoni di siciliaBagnara Calabra, fine del settecento. Nel cuore della notte un terremoto sconvolge la città, gli abitanti si riversano in strada spaventati e preoccupati per i loro cari di cui ignorano le sorti.

Paolo e Ignazio Florio decidono che è arrivato il momento di lasciare quella terra ingrata e tentare di far fortuna a Palermo: in quel periodo, dopo la rivoluzione napoletana, i Borbone si sono rifugiati a Palermo.

Partono così per la Sicilia con le tasche quasi vuote, l’anima colma di speranza e la mente piena di sogni. È a Palermo che cresce Vincenzo, figlio di Paolo e Giuseppina, della Calabria non ha ricordi, nessun sentimento, se non il rimpianto di sua madre.

Tanta è la diffidenza iniziale dei palermitani per quei due fratelli arrivati dal di là dello stretto, diffidenza che diventa presto incredulità e poi ovviamente invidia, mentre l’aromateria Florio in via dei Materassai diventa un punto di riferimento per la città.

 

Recensione I leoni di Sicilia

La mole del libro (io posseggo l’ebook e sono poco meno di 800 pagine), come di qualsiasi libro intimorisce sempre un po’, soprattutto se si tratta di un autore di cui non si è mai letto nulla.

Il timore in questo caso dura poco: la trama scorre molto facilmente, i periodi sono brevi, le frasi molto semplici, numerose le pagine in cui la scrittura si fonde con la pittura in questa bellissima tela in cui l’autrice unisce così bene la cronaca di una famiglia realmente esistita e la sua immaginazione.

L’autrice descrive i vari periodi storici in cui si svolge la storia delle tre generazioni Florio protagoniste del romanzo, l’inquadramento del periodo storico è fondamentale per comprendere le vicende, essendo i Florio dei commercianti che, sotto la gestione di Vincenzo, diventano una famiglia di spicco a Palermo.

I personaggi de I leoni di Sicilia sono molto ben costruiti, le personalità forti sono messe ben in risalto: Ignazio e Vincenzo fanno innamorare anche chi non li ha mai visti se non nella propria immaginazione.

Una riflessione sulla condizione femminile dell’epoca è doverosa, anche se forse un po’ scontata. Giuseppina e Giulia, suocera e nuora, sono due donne molto simili nella loro diversità: subiscono la superiorità del proprio uomo, ma nessuna delle due donne lo fa in maniera passiva, entrambe si ribellano ai loro uomini con la determinazione che le contraddistingue.

La grande differenza tra loro due è il sentimento verso il proprio uomo.

Giuseppina non è innamorata di Paolo, non è stata lei a scegliere quel marito per sé, è talmente succube del destino che la sua famiglia ha scelto per lei, che non riesce a prendersi l’uomo che ama nemmeno quando potrebbe. In questo dimostra tutta l’irragionevolezza che la determinazione a volte porta con sé, è una donna che vive di rimpianti, di quello che avrebbe potuto fare e non ha fatto, di quello che avrebbe potuto essere e non è stato.

Giulia, invece, vive dell’amore per Vincenzo, è un amore forte, ostinato come lei, che le permette di subire continue umiliazioni, di essere accettata come moglie soltanto sotto condizione. È una donna saggia, sa quando l’orgoglio va messo da parte per poter avere quello che vuole.

Il confine tra questi due tipi di determinazione è la cultura: Giulia è una donna che legge, dai libri ha origine la sua libertà.

Anche le figlie di Vincenzo soffrono a causa sua. Il loro sentirsi sue figlie solo per riflesso sembra determinante anche per il loro aspetto fisico oltre che per quello psicologico: è la madre stessa ad ammettere che le due figlie non siano particolarmente aggraziate nei loro lineamenti. L’impressione, leggendo queste parole, è che quell’amore che Vincenzo non ha loro concesso le abbia private della bellezza che lui, il loro padre, non ha saputo vedere nelle due ragazze.

I leoni di Sicilia è consigliato a chi ama i romanzi storici e le saghe familiari, questo romanzo è un po’ entrambe le cose e a chi fa il tifo per i sognatori, testardi e caparbi, come Vincenzo Florio.

Adelaide Landi

Adelaide Landi

Recensore

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Mi piace leggere sin da quando ero bambina, nei ricordi più belli della mia infanzia ci sono libri con copertine colorate: Heidi è stato ovviamente il primo, poi Piccole donne e tutti i seguiti (di cui ricordo poco, i seguiti di un capolavoro deludono sempre), Il giardino segreto. La penna mi ha sempre chiamato almeno quanto i libri, ma non me ne sono accorta finché per caso o semplicemente perché era giunto il momento che io lo capissi, mi è stato chiaro che adoro scrivere almeno quanto adoro leggere. Mi piacciono i romanzi storici, penso che capire quello che è stato aiuti a comprendere quello che è. Scelgo un libro da leggere se penso che la sinossi stia cercando di dirmi qualcosa, in ogni libro c'è un messaggio che spera di raggiungere al più presto i suoi destinatari.

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