
“Il bistrot dei Duval”, romanzo di formazione scritto da Daniela Foschi, è stato pubblicato a novembre 2025 da Narrativa Santelli.
Una ragazza strafottente e un uomo sprovveduto intraprendono insieme un viaggio che cambierà le loro vite.
Si ringrazia la casa editrice per l’invio di copia cartacea.
Trama de Il bistrot dei Duval
Tizi è una strana adolescente dall’umore mutevole, stratega e manipolatrice. Alfonso è un uomo disarmato, bisognoso dell’approvazione di tutti. L’incontro tra loro, casuale, quasi assurdo, non può che assecondare i rispettivi caratteri. Automatico per la ragazza smuovere il senso di protezione in un uomo abituato a sobbarcarsi i guai altrui.
Il viaggio che Tizi propone ad Alfonso però non è casuale; il piano della ragazza è chiaro. Con una serie di bugie, riesce a eludere le preoccupazioni della madre così “maniacale come se far risplendere le piastrelle potesse illuminarle l’anima” e servirsi dell’uomo per intraprendere un viaggio verso un paesino della Normandia: Belleville-les-Bains. Il nome della località, un luogo magico, veniva pronunciato spesso da suo padre prima che morisse. E il bistrot del titolo è un locale che lui frequentava nei suoi viaggi.
Nel paesaggio aspro, a volte desolato, con le stradine impervie, l’incontro con gli abitanti e i ricordi riportati del padre – “una testa troppo piena di idee per sceglierne una” – provocano una tempesta in Tizi.
Nel breve tempo di un’estate, destreggiandosi tra rabbie e tenerezze, la protagonista riesce perfino a portare “una scintilla di vita in un uomo – il vecchio proprietario del bistrot – che si spegneva ogni giorno di più “. Una serie di circostanze modificherà le esistenze di tutti i personaggi del libro, aprendo squarci su ciò che sembrava impossibile.
Recensione
Il viaggio mette alla prova la ragazza “dagli occhi che sfidano” e quell’uomo improbabile che, pur nella sua spiazzante ingenuità, ha comunque qualcosa di fiero nello sguardo. Magari non sono così diversi; se prima volevano solo “schivare la vita”, imparano a ricomporre i frammenti di relazioni difficili. Alfonso, senza Tizi, avrebbe proseguito nella sua deriva esistenziale. Egli impara che “per stare vicino a questa adolescente sempre arrotolata su se stessa, piccola e sottile com’è – che forse aveva bisogno di appallottolarsi per non volare via – bisogna stare alla distanza giusta”. Attraverso nuove conoscenze ed esperienze, i due mettono a nudo altri aspetti del loro carattere, quelli che finora erano stati soffocati. L’imprevedibilità, le sorprese, le coincidenze, pur delineando punti di svolta e obiettivi di vita e di speranza, secondo il mio parere, sono un incastro di situazioni troppo perfetto.
Ho apprezzato la ricerca accurata sulle fragilità e sulle infinite sfaccettature dell’amicizia, mostrate in un linguaggio preciso e scrupoloso.



