“Il viaggio incantato” – Annie Vivanti

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Voto redazione

Data di pubblicazione

5 Ago, 2019
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7

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“Il viaggio incantato” è l’unico libro che Annie Vivanti (1868 – 1942), una delle più importanti autrici italiane dell’Italia umbertina, ha scritto per ragazzi. Era il 1923. L’ultima edizione disponibile è stata pubblicata da Einaudi negli anni Settanta ed è praticamente introvabile. Lisciani Libri lo ha riproposto nel 2017 per la sua collana diretta da Livio Sossi “I Leoni d’oro”.


La trama di Il viaggio incantato

copertina il viaggio incantato

Tina e Bobby sono due bambini che vivono nell’Italia degli anni Venti e naturalmente non hanno la televisione. In un pomeriggio di noia finiscono quindi dentro un quadro appeso alla parete, alla ricerca dell’Anima dell’Artista, che, come hanno sentito dire dagli adulti, si può raggiungere solo “penetrando” nell’opera.

Nella loro avventura sperimenteranno le paure, la saggezza, la separazione e il coraggio. Il loro viaggio è inaspettato e surreale, a metà strada fra “Alice nel paese delle meraviglie” (pubblicato nel 1865) e precursore alle avventure fantastiche di “Mary Poppins” degli anni ’30.


Recensione

Con un gusto raffinato e disarmante per i giochi di parole e un’arguzia elegante, ne “Il viaggio incantato” Annie Vivanti propone un contesto dove il tempo non passa mai e dove il linguaggio figurato diventa realtà.

«Ma non sapete dunque che la vera gioia consiste soltanto nell’avere dei desideri?»

Guai a essere una bambina “sulle nuvole”, o a desiderare mille pasticcini…: qui non sono solo modi di dire! In questo quadro si incontra uno gnu che però è femmina e in più va pronunciata con la g dura, come la parola originale (lo sapevate? Pare che nella lingua da cui proviene la “g” sia gutturale per imitare il verso di questi animali).

Si conosce il terribile Babao, che è affranto dall’essere lo spauracchio di tutti i bambini e cambia fattezze secondo chi lo guarda.

interno il viaggio incantato

Si scopre anche che l’erba voglio è piena di rospi e ragni (“Aveva ben ragione, la mamma, di non volerne coltivare nel loro giardino”) e che le bugie sono insetti orribili e infestanti, che volano via solo quando viene pronunciata la verità.

Un romanzo di formazione, corredato dalle bellissime illustrazioni di Daniela Giarratana che sono proposte anche in un’originale introduzione all’opera: il “Prima assaggi poi leggi”.

Ritengo molto interessante l’operazione di recupero di questo romanzo per ragazzi. Il linguaggio è stato preservato nella sua piccola dose aulica: i giovani lettori hanno così l’opportunità di sbirciare in un mondo che sa un po’ di antico e coinvolgere gli adulti nella riscoperta della lingua italiana del primo Novecento.

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Cristina Mosca

Recensore

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moglie, mamma e lettrice bulimica. a 10 anni scrivevo i miei primi racconti. a 14 ho scelto di insegnare inglese. adesso faccio entrambe le cose. credo in quello che non si vede a occhio nudo. tra le mie pubblicazioni: "chissà se verrà alla mia festa" (schena 2005), "e donne infreddolite negli scialli" (schena 2008), "loro non mi vedono" (ianieri 2014), "con la pelle ascolto" (ianieri, 2018). mi piace scrivere in lettere minuscole.

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