
“James” è il nuovo romanzo di Percival Everett, che ha vinto la sezione narrativa del National Book Award del 2024 e del Pulitzer del 2025. Pubblicato da La nave di Teseo nel 2024, è ambientato nel Missouri e in parte reimmagina “Le avventure di Huckleberry Finn” di Mark Twain (1884), con una piccola differenza…
Trama di James
Siamo a ridosso della guerra civile americana e lo schiavo Jim fugge perché scopre di essere appena stato venduto. Il suo obiettivo, adesso, è raccogliere abbastanza soldi da ricomprare sua moglie e sua figlia. Inizia così un romanzo picaresco, ricco di incontri, tensione, ma anche di scene tragicomiche. Al suo fianco compare anche Huckleberry Finn, ma la caratteristica del romanzo è che il loro viaggio è raccontato dalla parte dello schiavo.
Recensione
Mi ha sorpreso l’umorismo che permea questo romanzo. L’autore dice che lo deve a Mark Twain e questo mi ha fatto venire voglia di leggere più spesso entrambi. Senza dubbio è l’aspetto che più rende scorrevole e fruibile a tutti la lettura di queste trecento e passa pagine.
Episodio dopo episodio, veniamo aiutati a immedesimarci in un periodo in cui i rapporti tra gli uomini erano esageratamente squilibrati. Ascoltando parlare i personaggi, prevalentemente schiavi, e studiando i loro comportamenti, il lettore può almeno lontanamente provare a immaginare la disperazione che li guidava. Conoscere il libro a cui è ispirato è arricchente ma non necessario: “James” funziona benissimo da solo.
“Odiavo il mondo che non mi permetteva di fare giustizia senza la certezza di una rappreseglia dell’ingiustizia”
L’aspetto che mi ha colpito è come la percezione dell’uguaglianza, in questo libro, passi attraverso la lingua.
Da subito scopriamo, infatti, che tutti i personaggi di colore padroneggiano l’inglese benissimo, e James in particolare sa leggere e scrivere; eppure, davanti ai bianchi scelgono di parlare un gergo stereotipato, sgrammaticato, quasi per rassicurarli. Spaventa più uno schiavo che sa leggere, che uno schiavo con una pistola in mano. “James” è un romanzo in cui un mozzicone di matita diventa simbolo di libertà, riscatto e dell’uguaglianza tra uomini.



