“La vedova Van Gogh” – Camilo Sánchez

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Voto redazione

Data di pubblicazione

12 Ago, 2020
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7

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Nel 2016 in Italia è stato tradotto da Francesca Conte per la Marcos y Marcos “La vedova Van Gogh” di Camilo Sánchez: il racconto di una storia vera, intervallato dai diari di Johanna Bonger-Van Gogh.


Trama de La vedova Van Gogh

vedova-van-gogh-copertinaLa vedova del titolo è del fratello di Vincent Van Gogh, Johanna, che nel giro di sei mesi si trova a perdere cognato (suicida) e marito (morto di depressione) e a doversi occupare di se stessa, trentenne, e del figlio Vincent di appena un anno.
Johanna svolgerà un ruolo chiave nella divulgazione della pittura del cognato, sia organizzando mostre, sia trasformando la sua locanda in una esposizione permanente e sia traducendo in inglese le lettere che Vincent Van Gogh scriveva all’amato fratello, depositando così ai posteri la sua ars poetica e rendendola immortale.

Recensione

Sono 170 pagine che si leggono bene, io le ho seguite senza difficoltà in una giornata al mare.

È una narrativa scevra di infiocchettature, infatti non serve aggiungere svolazzi a qualcosa che rende già bene soltanto trascrivendolo.

Brevi brani del diario di Johanna e delle lettere del pittore Vincent Van Gogh alzano lo stile e il resto del libro fa da comodo traghetto tra uno stralcio e l’altro.

Solo

dipingere

mi ha fatto

vedere 

tutta la luce

ancora presente

nel buio

Mi sono piaciute le scelte narrative, forse perché sono appassionata di biografie e di ricostruzioni biografiche e penso che questa sia scritta senza pretese stilistiche ma comunque bene, in maniera chiara e avvincente.

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Cristina Mosca

Recensore

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moglie, mamma e lettrice bulimica. a 10 anni scrivevo i miei primi racconti. a 14 ho scelto di insegnare inglese. adesso faccio entrambe le cose. credo in quello che non si vede a occhio nudo. tra le mie pubblicazioni: "chissà se verrà alla mia festa" (schena 2005), "e donne infreddolite negli scialli" (schena 2008), "loro non mi vedono" (ianieri 2014), "con la pelle ascolto" (ianieri, 2018). mi piace scrivere in lettere minuscole.

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