“La violenza del mio amore” – Dario Levantino

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Categorie

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Voto redazione

4,5 stelle

Data di pubblicazione

27 Gen, 2022
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7

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“La violenza del mio amore” è il nuovo romanzo di Dario Levantino, pubblicato da Fazi editore nel 2021. L’autore ci trasporta a Palermo, ci fa entrare nel piccolo mondo di Rosario, fatto di abbandoni, sofferenze, rapporti con la criminalità, ma anche di sani valori e profondi sentimenti. Tra tutti emerge la forza dell’amore, che è il vero, grande protagonista del romanzo.

Trama de La violenza del mio amore

Rosario è per tutti “un ragazzo difficile”. Perché è nato a Brancaccio, perché suo padre è in carcere e sua madre è morta, perché ha appena compiuto diciotto anni e Anna, la sua ragazza, è stata rinnegata dai suoi genitori perché incinta del loro bambino.
La vita per Rosario è sempre più dura una volta allontanato dalla casa-famiglia, al raggiungimento della maggiore età. Non ha una casa, non ha un lavoro.

Non mi lamento, per me la vita è la morale che ti insegna la favola del dolore. E a me il dolore ha insegnato che la guerra si vince sognando”

I suoi unici amici sono il parroco del quartiere, padre Giovanni, che gli offre un angolo in cui dormire, il cane Jonathan, che non lo abbandona mai, e Anna, che con il suo amore gli dà la forza per andare avanti.

La situazione peggiora giorno dopo giorno, le complicazioni aumentano e Rosario, deluso dalle istituzione che avrebbero dovuto sostenerlo, cerca aiuto presso il boss di Brancaccio, Totò Mandalà, ma il prezzo da pagare sarà molto alto.

Recensione

Ogni volta che vengo coinvolta da romanzi così veri e incontro personaggi così sofferenti, il mio pensiero corre subito a tutti i vari “Rosario” che abbiamo incrociato sul nostro cammino e non siamo riusciti a comprendere. Quante colpe abbiamo noi e quanto dolore è nascosto nei loro volti induriti e scostanti?
La sofferenza la viviamo pagina dopo pagina, attraverso il discorso in prima persona del giovane, che pian piano ci rende parte del suo mondo. E in questo mondo i protagonisti sono gli ultimi, i più deboli, costretti ad oltrepassare il limite della legalità per riuscire, almeno, a sopravvivere.

Profonda amarezza si prova per l’assenza o l’indifferenza delle istituzioni. Lo Stato tace, la Scuola discrimina e umilia, e forse questa è la ferita più lancinante che il romanzo ti lascia dentro.
In questo triste contesto emergono, però, anche figure positive, come padre Giovanni e il professor Battaglia. Il primo incarna pienamente il messaggio cristiano, il secondo rappresenta l’ultimo baluardo di una scuola ideale, libera da pregiudizi e fredda burocrazia.

Analisi

La scrittura è forte e incisiva, talvolta cruda, com’è la realtà che descrive, ma senza eccessi. Un tocco di freschezza e delicatezza ricorda di tanto in tanto che i protagonisti sono sempre due giovani ragazzi che si affacciano alla vita, verso un mondo più grande di loro.
Sullo sfondo suoni e colori di una Palermo splendida, ma sofferente, tra spiagge solitarie, agrumi profumati e allegre partite di calcio.

“Per quanto mi riguarda i libri mi hanno salvato la vita. Mi hanno dissuaso dall’essere come gli altri, mi hanno persuaso che a capire gli altri finisci per capire te stesso.”

Inseriti in modo magistrale vari riferimenti letterari ad autori e opere del passato, di cui viene evidenziata la forte attualità.

“La dimensione migliore è quella in cui l’uomo non soffre. E’ per questo che ci rifugiamo nel passato o scappiamo nel futuro, perché il presente non ci basta. Questa è una delle tante cose che ho imparato dai libri.”

“La violenza del mio amore” è un romanzo forte, intenso, che, come si evince dal titolo, unisce in maniera magistrale la forza, la crudeltà e la tenerezza dell’unico sentimento in grado di smuovere e commuovere.

Antonella Covelli

Recensore

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Moglie e madre per amore, insegnante per vocazione. Nel (poco) tempo libero rimasto amo leggere e scrivere, passioni che coltivo sin da bambina. Sono affascinata da tutto ciò che riguarda l’arte e la cultura in genere e amo spaziare dal mondo classico agli autori contemporanei. Ho sempre la trama di un romanzo in testa…chissà quando riuscirà a prendere vita…

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