Somiglianze fra robottoni e samurai

^

Categorie

Data di pubblicazione

1 Ott, 2019
jeeg robot simile a un samurai
7

Scorri fino al contenuto...

Le somiglianze esteriori tra robot e samurai

La verità è che i robottoni dei cartoni animati giapponesi non sono altro che samurai più grandi del normale. Le affinità sono evidenti soprattutto per quanto riguarda aspetto e armi. Il mecha design riprende spesso gli elementi tipici delle armature indossate dai samurai giapponesi, specie nella parte superiore.

Entriamo nello specifico con qualche esempio. Di solito la testa riproduce fedelmente l’elmo, il cui nome è kabuto (che poi è anche il cognome di Koji, pilota di Mazinga Zeta). Alcune somiglianze sono addirittura clamorose, come quella di Zambot 3: non solo sembra un samurai in tutto e per tutto, ma sul suo capo spicca l’emblema lunare caratteristico del chasen kabuto. Daitarn 3, invece, che s’ispira allo stile di Minamoto Yoshiie, ha le caratteristiche guardie (sode) poste a difesa delle spalle, presenti anche in Baldios, Daikengo e Gotriniton. Mentre Baldios, Zambot 3, Daikengo e Daitarn 3 hanno pure le placche (shikoro) poste a protezione delle orecchie.

 

Le armi dell’arsenale

I punti di contatto aumentano se prendiamo in considerazione le armi. È risaputo che il legame tra un samurai e la sua spada è qualcosa d’indissolubile. Proprio perché essa rappresenta uno dei tre oggetti sacri della religione shintoista. Per questo l’80% dei robot ne possiede una: la utilizzano, tanto per non fare nomi, il Grande Mazinga, Daitarn 3, Trider G7, Gundam, Baldios, King Star (quello della serie Calendar Men), Gotriniton. Alcuni di loro – Gordian, Daltanious, Vultus V, Golion, e God Sigma – se ne servono addirittura per assestare il colpo di grazia all’avversario.

È curioso, però, come nessuno dei robottoni preveda arco e frecce nel proprio arsenale. In fondo, sono stati l’arma originaria dei samurai. Li troviamo più che altro tra i mostri nemici. L’unico a farne uso tra quelli che ho visto io, è King Star. Daltanious, invece, ogni tanto tira fuori la Super balestra. Potrebbe non essere un fatto causale, dato che sono stati proprio i giapponesi a perfezionare la balestra.

Rimaniamo nell’ambito delle armi da taglio, e parliamo di lance e giavellotti. Un tempo, il Giappone era conosciuto come “il paese dalle molte alabarde”. L’alabarda (hoko), in effetti, è la più antica forma di lancia documentata. La vera lancia nipponica è di due tipi: dritta (yari) oppure curva (naginata). Quest’ultima aveva la lama di una spada, ricurva verso la punta, e veniva chiamata anche “lancia delle donne”, perché le donne appartenenti alla classe militare dovevano impararne l’utilizzo entro il diciottesimo anno di età. Questa disciplina marziale era chiamata Naginatajutsu. Sono parecchi i giganti che combattono con lance o giavellotti: Daitarn 3, Trider G7, Gordian, Gundam, Danguard, Zambot 3 e Combatter V Qualche volta si vedono anche asce (AstroRobot, God Sigma e Gotriniton) e scuri (Getta Robot).

Merita due parole a parte Zambot 3, che adotta, nella versione a una sola punta, un’arma somigliante molto al jitte, descritto da Oscar Ratti e Adele Westbrook nel volume I segreti dei samurai come «verga di ferro o d’acciaio con una lunga impugnatura e un caratteristico uncino squadrato che spunta dalla verga nel punto in cui si incontra con l’elsa».

 

Armi particolari

Altre armi possono essere accostate alla corda con grappino a più punte impiegata dai samurai. Diversi robot – tipo Trider G7, Daltanious, Vultus 5, Rygar (una delle tre combinazioni di Getta Robot G) impiegano la catena, detta kusari, a volte in abbinamento a falci e picconi. Questa combinazione veniva denominata kusari-gama. In due casi, la catena termina con una mazza ferrata: Gundam e Daitarn 3.

Proprio quest’ultimo possiede un paio di armi che costituiscono forse una rarità: il Daitarn laccio, ma soprattutto il Daitarn ventaglio. Si tratta, appunto, di un ventaglio con catena di ferro. Il robottone pratica il tessenjutsu (tessen significa ventaglio di ferro), una delle specializzazioni minori del bujutsu. Il suo è un ventaglio pieghevole (ogi o sensu).

Tra le curiosità possiamo inserire le armi da fuoco (pistole, cannoni e bazooka), presenti negli automi più recenti. Se ne trovano nell’arsenale di Trider G7, Vultus V, Jeeg, Combatter V, Gundam, Danguard, Daitarn 3.

Finora si è parlato di offesa. La difesa viene affidata a scudi di vario tipo e forma. Ne hanno uno Ufo Diapolon, God Sigma, Daltanious, Gordian, Daikengo, Daitarn 3 (che lo forma unendo insieme due ventagli) e Jeeg.

 

Classificazione dei robottoni in base alle armi

Considerando le armi, si possono distinguere tre tipi di robot. Il primo non ha alcun tipo di arma e combatte unicamente a suon di pugni e calci. A questa categoria appartengono Super Robot 28 e Astroganga.

Il secondo distrugge il mostro avversario utilizzando a rotazione le due o tre armi più potenti tra quelle a sua disposizione. Goldrake si serve del Tuono Spaziale, dell’Alabarda spaziale oppure del Maglio perforante. Il Grande Mazinga scaglia i Fulmini dal cielo o il Missile laser (magari combinati con la Spada diabolica) o il Great Booster. Ufo Diapolon alterna il Raggio Apolon con l’Arma segreta Apolon e lo Sfondamento Apolon. Le possibilità di Jeeg sono più numerose, perché può contare su parecchi componenti: e allora quando non lancia i Missili perforanti o gli Scudi rotanti, butta fuori il Raggio protonico. Mazinga Zeta, per lo meno all’inizio della serie, impiega un’arma diversa in quasi tutti gli episodi: si va dal Raggio ciclonico ai Raggi fotoatomici, ai Missili digitali (visti in pochissimi casi, tra l’altro). Fa eccezione il Getta Robot nella sua prima versione. Non ha molta scelta: o il Raggio Getta, o la Scure Getta.

Il terzo ricorre all’attacco finale: è l’arma più potente dell’arsenale: la sua particolarità è che per essere attivata richiede di ripetere ogni volta determinate frasi e movenze rituali. Può essere qualcosa che penetra o sfonda il corpo del nemico (l’Attacco solare di Daitarn 3 seguito dal Daitarn sfondamento; l’Attacco lunare di Zambot 3; la Vite magnetica di Combatter V, preceduta dal Ciclone super elettromagnetico), oppure qualcosa di tagliente (l’Uccello di Trider; la spada Excalibur di Vultus V, che da un certo punto in poi è preceduta dalla Saetta globulare; la Spada infuocata di Daltanious, che dopo il potenziamento del robot è anticipata dal Nucleo avvolgente; la Spada Laser di God Sigma che dopo il potenziamento del robottone prevede prima l’impiego dello Scudo Sigma).

Potrei andare avanti ancora per chissà quanto, ma mi fermo qui.

Credo che un’idea ve la siate fatta.

Enrico Cantino

Recensore

Vorresti scrivere una recensione?

amantideilibri.it è una grande community di appassionati lettori. Vuoi farne parte anche tu?

Enrico Cantino dovrebbe aver superato la cinquantina, ma non ne è sicuro nemmeno lui. Ha una laurea in materie letterarie, un blog su Tumblr e svariate passioni: i gatti, la scrittura, la lettura, i cartoni animati (giapponesi, in particolare), i "filmacci" come li chiama lui (horror, azione, demenziale, fantascienza, ecc. ma non disdegna qualche pellicola "seria"). Ha pubblicato con Mimesis, casa editrice di Sesto San Giovanni, sei libretti sulle serie animate nipponiche suddivise per generi: robottoni, eroine, guerrieri, sport di squadra, maghette, rapporti di coppia. Può darsi riesca anche a pubblicare qualcos'altro. Adesso vede.

Altri contenuti che potrebbero piacerti…

L’allievo e il Maestro

L’allievo e il Maestro

Il nostro collaboratore Enrico Cantino riflette sul rapporto tra l’allievo e il Maestro negli anime, con esempi e citazioni.

Tu lo puoi, sei Danguard! (2)

Tu lo puoi, sei Danguard! (2)

Ecco la seconda parte del’articolo su “Danguard”, probabilmente la più antica serie sui robot trasmessa in Italia.

Tu lo puoi, sei Danguard! (1)

Tu lo puoi, sei Danguard! (1)

Danguard dovrebbe essere il primo robottone trasformabile trasmesso dalla televisione italiana. I suoi 56 episodi prendono spunto da un fumetto di Leiji Matsumoto (quello di Capitan Harlock, Galaxy Express 999, Starzinger, Star Blazers e quant’altro) che però assegna...

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.