“Storie sommerse” – Paolo Ponga

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Voto redazione

5 stelle

Data di pubblicazione

20 Mag, 2022
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7

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La verità è che io sono terrorizzata dall’acqua, il mare, uno spazio così tanto aperto e così tanto infinito. Eppure la lettura di “Storie sommerse” di Paolo Ponga (Il Frangente 2022) ha saputo senza troppi sforzi, trascinarmi in un affascinante viaggio perlopiù sottomarino, anzi ben venticinque escursioni, che ho vissuto, se non con la stessa passione dell’autore, con piacere e grande curiosità. Ringraziamo l’autore per la copia omaggio.

Qualcuno, non a torto, associa l’acqua alla libertà mentre a me fa paura per l’assenza di punti fermi e di riferimenti. Non so perché il mare aperto lo vivo come qualcosa di cupo. Non è più il mare della spiaggia o della nuotatina, il lido con il bar, gli ombrelloni e l’aperitivo con gli amici al tramonto. Il mare aperto è un’altra cosa. Spesso lo immagino in burrasca. In burrasca e minaccioso.

Se guardo il mare, no, a me non viene voglia di immergermi, e nemmeno di scoprire quante forme di vita lo popolano. I pesci poi, mi fanno abbastanza ribrezzo, sono viscidi e quando sono fuor d’acqua si muovono , anzi si dibattono, in un modo inquietante e penoso. 

Ho realizzato per la prima volta, che la mia avversione per il mare, mi chiudeva la mente e offuscando i sensi mi impediva di godermi lo spettacolo. Incredibile il potere delle descrizioni e della passione dello scrittore! 

Trama di Storie sommerse

È proprio vero che chi legge, vive più vite. È così, grazie a “Storie sommerse”, che ho potuto, con i miei occhi,  vivere la mia prima immersione…virtuale. Ma non meno affasciante e intensa. 

I relitti non sono solo relitti, oggetti da esplorare come fossero luoghi turistici in una domenica primaverile. 

Essi sono molto di più: sono vivi (in alcune stive, si notano ancora bottiglie di vino), perché raccontano storie di persone che vi hanno vissuto, che lottando hanno creduto in un domani migliore, che infine vi hanno trovato la morte. 

Recensione

Grazie di cuore a chi con generosità ha voluto regalarci le loro vicissitudini perlopiù sofferte e appassionate, avventure di navi battenti bandiere di tutto il mondo e di uomini comuni ma straordinari, e i drammi che vi si consumarono quando il destino si accaniva contro uomini coraggiosi. 

Arcangela Guida

Recensore

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Di madrelingua francese, sono nata a Lione e vivo a Roma, città nella quale ho studiato e alla quale ormai non saprei rinunciare. Mamma di Emanuele, mi divido tra lavoro in farmacia - dispenso farmaci, buoni consigli qualche volta, sorrisi sempre - lezioni di francese e corse varie. La mia vita, a tratti sembra la pubblicità della fiesta: ”Tutto il giorno di corsa, a pranzo un panino al volo, adesso non ci vedo più dalla fame!”. Credo nelle coincidenze e nel potere delle parole. Le parole hanno un peso, fanno e disfano la realtà, quasi mai sono casuali. Leggo molto... quasi sempre di notte, quasi mai di giorno. Ma no, non temete di incontrarmi, non sono un vampiro!

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