“Tutta la stanchezza del mondo” – Enrica Tesio

^
^

Voto redazione

5 stelle

Data di pubblicazione

23 Mar, 2022
loro-copertina
7

Scorri fino al contenuto...

Il 9 febbraio è uscito per Bompiani il nuovo libro di Enrica Tesio “Tutta la stanchezza del mondo”. L’autrice è molto nota sui social network, dove commuove e strappa risate con riflessioni sulla vita quotidiana e aneddoti in chiave ironica. Ringraziamo la casa editrice per la copia omaggio digitale.

Trama di Tutta la stanchezza del mondo

“Tutta la stanchezza del mondo” è strutturato come un saggio, che riesamina le dodici fatiche di Ercole alla luce del terzo millennio.

“E poi notate il sistema di illuminazione esterno, particolare nel contesto, può piacere o meno, ma è unico.” Uscendo sul balcone sono stata sparaflesciata dalla scritta al neon Auchan, pure intermittente.

Casa, burocrazia, felicità e piccole cose sono alcuni dei macroargomenti in cui l’autrice si muove con leggerezza e malinconia, facendo largo uso di iperboli mai fuori luogo.

Recensione

Il libro sembra decollare lentamente, forse in misura inversamente proporzionale a quanto il lettore conosce già l’autrice. Anche l’impatto degli argomenti segue la stessa regola. Nonostante questo, non ci si annoia mai: lo stile di Enrica Tesio è ironico, coinvolgente e disarmante. Offre un esempio di autoironia a cui attingere quotidianamente come una boa di salvataggio di fronte agli imprevisti e, sì, anche ai dolori.

“Tristezza ha a che fare con una mancanza, mentre il dolore ha a che fare con una perdita. La perdita è lancinante, definita e purtroppo spesso definitiva, ha nome e a volte anche cognome. La mancanza no, è uno spazio bianco, un vuoto. A volte il dolore diventa tristezza, è quando la perdita diventa mancanza.”

L’autrice sembra iniziare con un certo imbarazzo: nei primi capitoli ci sono molte note, forse troppe, che fanno pensare a quando una persona gesticola troppo perché è nervosa. Sono note utilizzate in maniera originale, come fossero delle parentesi o un commento aggiunto a voce più bassa, per sdrammatizzare e divertire. Spesso l’effetto viene raggiunto con successo, ma confesso che in alcune pagine le ho saltate, per non interrompere la lettura.

Nella seconda parte, invece, Enrica Tesio sembra iniziare a rilassarsi. Si è come accomodata, mentre all’inizio sedeva sul bordo. Ha capito che siamo amici, che può contare su di noi, che non diremo niente a nessuno. Allora si scioglie e dopo averci parlato di noi, parla anche di sé stessa, della paura degli adulti, della fine di un amore.

“Voler essere capita senza chiedere di essere capita è fatica.
Mi stanca essere scema. Si pensa che sia scemo chi non riesce a farsi entrare le cose in testa, quando è evidente che è scemo chi non riesce a farle uscire certe cose dalla testa. Ossessioni, paure, idee nocive.”

Leggere Enrica Tesio fa sempre bene. Tutti dovrebbero avere una pastiglia di Enricatesiozolo sul comodino. È contagiosa nel modo di interpretare le cose e scherzarci sopra. Mi ha sbloccato un paio di ricordi che non vi sto qui a dire, ma che mi hanno molto divertito. La bambina che da dentro di lei ammicca e ci sorride ci conquista, e ci fa venire voglia di volere un po’ più bene a quella che ci aspetta dentro di noi.

Cristina Mosca

Recensore

Vorresti scrivere una recensione?

amantideilibri.it è una grande community di appassionati lettori. Vuoi farne parte anche tu?

moglie, mamma e lettrice bulimica. a 10 anni scrivevo i miei primi racconti. a 14 ho scelto di insegnare inglese. adesso faccio entrambe le cose. credo in quello che non si vede a occhio nudo. tra le mie pubblicazioni: "chissà se verrà alla mia festa" (schena 2005), "e donne infreddolite negli scialli" (schena 2008), "loro non mi vedono" (ianieri 2014), "con la pelle ascolto" (ianieri, 2018). mi piace scrivere in lettere minuscole.

Altri libri che potrebbero piacerti…

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.