“Uno strano destino” – Liliana Segre


Voto: 4 stelle / 5

“Uno strano destino” di Liliana Segre è un libro a cura della giornalista Alessia Rastelli, edito da Solferino: ed è possibile trovarlo nelle migliori librerie dal 18 aprile 2023.

Trama de Uno strano destino

Liliana Segre è diventata senatrice, in seguito alla nomina del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il 19 aprile del 2018.

Questa donna, di 92 anni, è sopravvissuta allo Shoah e alle deportazioni dei nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale.

Non è morta durante la deportazione ad Auschwitz e questo le ha permesso di raccontare, negli ultimi 30 anni della sua vita, gli orrori che ha subito.

Sicuramente sono tante le attestazioni di stima che ha ricevuto anche prima dell’uscita del libro grazie al suo impegno nel sociale.

Tanto che a seguito delle minacce subito è costantemente sotto scorta.

Ma torniamo a noi e al libro che è a cura della giornalista del “Corriere della Sera” Alessia Rastelli, classe 1982, marchigiana ed è a “Il Corriere della Sera” dal 2005.

Qual’è lo scopo primo di questo libro?

Lo dice la stessa signora Segre.

Lei non vuole che la gente (in modo particolare i giovani) dimentichi, che non ci ricordi più di questi patimenti!

Ormai i sopravvissuti sono pochi.

E quando non ci sarà più nessuno di coloro che hanno vissuto in prima persona tutto questo il rischio, concreto, che tutto si perda è reale.

Ecco il motivo per cui ne parla e ne scrive in modo che i fatti possano restare vivi nella memoria per sempre.

E non ridursi a due righe sui libri di scuola.

In questo libro ci racconta tante storie, le sue storie.

Tutte molto toccanti tuttavia ne citerò solo alcuni per non rovinare il piacere della lettura ad ognuno di voi.

Si parla di una ragazza appena adolescente condotta in un campo di concentramento con il padre (la mamma era morta quando ancora lei non aveva un anno) su di un carro bestiame.

E, ancora, si racconta delle marce per i trasferimenti da un campo all’altro che i deportati dovevano fare.

E chi non riusciva a camminare veniva fucilato sul posto.

Oppure quella del padre della signora Segre che negli ultimi giorni della sua vita, il suo destino era segnato, picchiava la testa contro il muro e chiedeva alla Liliana bambina perdono per averla fatta nascere.

A ricordo perituro di quei fatti sul braccio della signora Segre (nonostante siano passati tanti decenni) c’è ancora il numero,75190 che le era stato impresso durante la prigionia.

Indelebile, come detto, seppur sbiadito.

Certo questo è un segno tangibile di ciò che le hanno fatto però ci sono ferite, interne, che non si vedono però ci sono.

La rinascita per lei è difficile, ma non impossibile.

In questo percorso di riabilitazione sarà aiutata dal signor Alfredo Belli Paci che diventerà il compagno della sua vita.

Insieme avranno tre figli e altrettanti nipoti.

Recensione

Premesso che a casa mia da sempre si compera, tra le altre riviste, “Oggi”.

E proprio su quest’ultima da un anno e mezzo circa a questa parte compare una rubrica a cura della signora Segre.

La signora Segre dice cose giuste, concrete, reali che sono condivisibili anche da coloro i quali non hanno esattamente le sue stesse idee.

Con il passare del tempo la sua rubrica è diventata una tra le prime che leggo ogni qual volta ho tra le mani il settimanale.

E’ per questo motivo che ho voluto leggere il suo libro.

Mi piace, come già detto, quello che scrive sulla rivista perciò ero convinta che sarei stata entusiasta anche del libro e così è stato.

Il libro racconta in maniera semplice quello che queste persone hanno dovuto subire e solo perchè erano ebree.

Credevo che la Segre nel libro esprimesse odio verso i suoi carcerieri e, invece, al contrario non c’è traccia di questo sentimento.

Il suo scopo è quello di fare in modo che, soprattutto, i giovani capiscano cosa sia il bene e cosa il male e quindi comportarsi di conseguenza.

Solo così si potrà convivere tutti quanti in pace e senza odio e rispettando tutti coloro che ci stanno accanto perchè sono persone esattamente come noi, né più né meno.

Non dimentichiamolo mai e in quanto tali hanno gli stessi nostri diritti (e doveri).

Ecco il motivo per cui ti consiglio di leggere questo libro.

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