Vergogna

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Data di pubblicazione

3 Ott, 2021
vergogna-mano-tesa
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Marisa cerca la lista della spesa nella borsa piena di cose e inutili e provvidenziali, si è già convinta di doverne fare a meno e di dover riempire il carrello dimenticando qualcosa. Trova il portamonete, così morbido, impossibile lasciarlo andare senza stringerlo almeno un istante. Prima di adagiarlo tra il cellulare e il pacchetto di fazzoletti, il suo sguardo si posa su un mendicante accanto all’ingresso del supermercato.

Non è il solito, quello bello in carne che sembra poter fare benissimo a meno dei suoi spiccioli. Vicino a lui un cane e in mano un bicchiere di plastica sostenuto con vergogna, fatica. La barba di qualche giorno sembra essere incanutita di colpo per marcare la sconfitta.

Marisa distoglie lo sguardo che ricade nella borsa, in quel marasma di oggetti che, così ammassati, sembrano perdere utilità. La lista della spesa si materializza davanti ai suoi occhi, tutto quello spostare l’ha fatta riemergere da un anfratto non così lontano. Scorre la lista delle cose da comprare, è un’attenzione distratta.

Vorrebbe dare qualche monetina a quel mendicante ma non ha il tempo di rispondere a tutte le domande che le si affastellano in testa: di cosa avrà bisogno? di un pasto? di lavarsi?di un cambio d’abiti? dovrebbe osservarlo meglio per capire….cosa può fare con 1 euro?

Ripone il portamonete in un angolo casuale e si avvia incerta all’ingresso. La porta automatica fa i capricci, si chiude invece di aprirsi, e in quei secondi di attesa il suo sguardo incontra quello del mendicante. Lui comprende la sua fretta, la richiesta di aiuto di Marisa che non vorrebbe turbare la sua routine con quell’intoppo.

Dentro al supermercato l’atmosfera è ovattata: le voci indistinte, il bip dei codici a barre una cantilena assurda, i volti concentrati in faccende che sembra non li riguardino. Più riempie il carrello, più Marisa dimentica il mendicante, ma non la paura di dover uscire da lì. Non prende la tavoletta di cioccolato, nemmeno i wafer alla vaniglia. Uscendo riesce a non voltarsi verso l’angolo accanto alla porta, l’uomo potrebbe non essere più lì, ma i suoi occhi rassegnati la perseguiteranno per giorni.

Adelaide Landi

Recensore

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Mi piace leggere sin da quando ero bambina, nei ricordi più belli della mia infanzia ci sono libri con copertine colorate: Heidi è stato ovviamente il primo, poi Piccole donne e tutti i seguiti (di cui ricordo poco, i seguiti di un capolavoro deludono sempre), Il giardino segreto. La penna mi ha sempre chiamato almeno quanto i libri, ma non me ne sono accorta finché per caso o semplicemente perché era giunto il momento che io lo capissi, mi è stato chiaro che adoro scrivere almeno quanto adoro leggere. Mi piacciono i romanzi storici, penso che capire quello che è stato aiuti a comprendere quello che è. Scelgo un libro da leggere se penso che la sinossi stia cercando di dirmi qualcosa, in ogni libro c'è un messaggio che spera di raggiungere al più presto i suoi destinatari.

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