
“La briscola in cinque” di Marco Malvaldi è il primo libro della serie “i delitti del Barlume” avente per protagonisti quattro simpatici e arzilli vecchietti. C’è anche Marco Viviani, il “barrista” (lo scrivo di proposito, con due “b”, visto che anche nel libro è scritto esattamente in questo modo).
Il libro è stato pubblicato nel 2007 da Sellerio Palermo Editore.
Di Marco Malvaldi abbiamo recensito anche “Argento vivo”, “A bocce ferme“ e “La misura dell’uomo“.
Trame de La briscola in cinque
“La briscola in cinque” è un gioco di carte che fa da leitmotiv all’intero racconto giallo tanto è vero che, evidentemente, dà pure il titolo al romanzo.
La storia si si svolge a Pineta che è una località di villeggiatura, immaginaria, della provincia di Livorno e esattamente la vicenda si sviluppa per lo più, come detto, al Barlume che è un bar.
Ma cosa è successo?
Una giovane ragazza, dai facili costumi, è ritrovata morta dentro a un cassonetto dell’immondizia che, “casualmente”, si trova nei pressi del summenzionato locale!
E’ proprio grazie alle chiacchiere fatte anche con le carte da gioco in mano e alle considerazioni dei quattro pensionati, ma soprattutto alle deduzioni del Viviani che si arriva a scoprire il colpevole.
Recensione
Sono sincera: appena iniziato a leggere il libro non è che mi piacesse poi più di tanto anzi sono stata lì lì per lasciarlo perdere, ma non l’ho fatto e aggiungo “per fortuna”.
Come mai non mi piaceva?
Non mi piaceva, forse, per via delle tante espressioni dialettali toscane o perché lo paragonavo al serie tv e trovavo migliore quest’ultima oppure, più probabilmente, in quanto non è scritto nella maniera che io reputo come quella “classica”.
Tuttavia (è piena estate e non avendo molto altro da fare) ho proseguito la lettura e mi sono dovuta ricredere tanto che a breve ne leggerò, sicuramente, un altro.
Perché questo cambiamento “di rotta”? Perchè, come anticipato, non è il classico libro giallo/poliziesco, quello è certo, però il suo bello è che con un po’ di ironia, un pizzico di commedia (le battute, più o meno, ridicole ad opera dei nonnini) condita dall’osservazione sociale del Viviani si rivela una lettura davvero molto piacevole!
Però bisogna, per forza, andare oltre le apparenze iniziali … quello è certo.



