“Argento vivo” – Marco Malvaldi

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Voto redazione

5 stelle
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7

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Elastica. L’aggettivo perfetto per definire l’allegria che rimbalza da una pagina all’altra di “Argento vivo” di Marco Malvaldi, Sellerio 2013, con un brio che dona anche alle battute più toscanacce una levità da minuetto e ai drammi della quotidianità il sorriso della commedia. Un’allegria elastica. Evito il termine “contagioso” che in tempo di pandemia mi sembra di cattivo gusto.

Dello stesso autore abbiamo recensito anche “A bocce ferme”.

Trama di Argento vivo

Una scombiccherata banda di ladri italo rumeni, attiva nel Pisano, svaligia con la professionalità dei soliti ignoti l’appartamento di uno scrittore, la cui vis creativa scema mentre la pressione dell’editor aumenta.

Per il colpo grosso viene utilizzata un’utilitaria rubata ad un distratto junior engineer del software, cardine della vicenda in quanto cinghia di trasmissione (in)consapevole dei personaggi chiave. Nel frattempo il giovane informatico entra casualmente in possesso del pezzo da novanta della refurtiva e altrettanto casualmente smarrisce il suo strumento di lavoro: un pc di ultima generazione. Così malfattori e legittimi proprietari si mettono alla ricerca del proprio oggetto del desiderio che passa di mano in mano, prima di arrivare in quelle giuste (di mani). In questo carosello di fatti e accidenti si intrufolano solerti le forze dell’ordine convinte di fronteggiare un caso di spionaggio industriale, ricettazione, contrabbando forse legati alla mafia dell’est. Insomma un intrigo internazionale.

Recensione

Questo è solo l’inizio di questa esilarante commedia poliziesca degli equivoci. Inseguimenti e fughe e personaggi che come in una danza figurata si accoppiano, sparigliano, ballano da soli, disegnano nuove geometrie sulla scia di chi conduce il gioco. L’impianto è dialogico, il ritmo veloce, sapienti ellissi mantengono alta la curiosità del lettore insieme al sorriso.

Destini incrociati

Alla fine – dopo che il gruppo italo rumeno è diventato o quasi la banda degli onesti e gli onesti hanno fatto banda – ogni tassello ritorna al suo posto. Soprattutto ognuno guadagna molto di più di quanto abbia perduto. La morale è: la vita è come giocare a golf.

“Sapendo più o meno dove si trova la buca e spedendo la palla nella giusta direzione, non si può essere certi di quello che accadrà. Anzi, si può essere certi del fatto che non si può mandare la palla in buca al primo tentativo.”

Un romanzo divertente che possiede il raro dono dell’intelligenza.

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Laurea in Cattolica, docente alle Superiori, vivo a Milano nel tormento della movida e mi rifugio nella pace della Toscana.

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