
“Il bikini di Sylvia Plath” è un romanzo di Giada Biaggi pubblicato da Nottetempo nel 2022.
Trama di Il bikini di Sylvia Plath
Eva è una dottoranda in Filosofia dell’arte che si barcamena tra la dipendenza dalla cocaina, la conclusione della sua tesi di dottorato e relazioni disfunzionali con uomini emotivamente non disponibili e manipolatori. Tramite una serie di conversazioni avvenute nel bagno del suo costoso monolocale milanese con i fantasmi di Sigmund Freud, Nanni Moretti e Woody Allen (tra gli altri), Eva riflette sagacemente sui complessi rapporti con gli uomini nella sua vita: il professor Bianchi, l’ex, il pusher, gli interessi romantici conosciuti in Fondazione Prada o su Tinder, e suo padre, professore di cinema alla Humboldt. Così, mettendo in evidenza le dinamiche di potere che permeano il discorso patriarcale tanto nelle relazioni quanto in ambito istituzionale, Eva trova, sotto l’egida dei versi di Sylvia Plath, il proprio personalissimo modo di riscattarsi in quanto complex female character.
Recensione
Premetto che io ADORO Giada Biaggi da quando ho scoperto il suo podcast Philosophy and the City nel lontano 2020 (o era già il 2021? Chi se lo ricorda) e sono contenta di aver finalmente recuperato Il bikini di Sylvia Plath, anche se con qualche anno di ritardo.
Nella protagonista Eva (narratrice omodiegetica in prima persona) infatti ho rivisto la sagacia e la comicità pungente che caratterizzano gli spettacoli di stand-up comedy di Giada Biaggi, da me frequentati con «rigore gesuita» negli ultimi anni. In più, ho potuto notare qualche strizzatina d’occhio a «Il mio anno di riposo e oblio» («My Year of Rest and Relaxation») di Ottessa Moshfegh: il tropo della ragazza bellissima e sfattissima per la droga, quello del rapporto di amore/odio con la migliore amica, il fatto che entrambe le protagoniste di occupino di arte… Insomma, Il bikini di Sylvia Plath si inserisce in quella corrente di narrativa contemporanea incentrata su protagoniste femminili giovani e avvenenti che cercano di farsi strada in maniera più o meno radicale in un mondo di uomini per uomini e che riescono, dopo tanti sforzi, a dire «ehi, ci sono anche io».
“Un apprezzamento latte e menta va infine agli uomini che non mi hanno corrisposta in amore – grazie ragazzi per avermi fatto capire meglio chi sono attraverso la canalizzazione del gesto folle ma compiuto con rigore gesuita di amare chi non ci ama. Questo libro è il meglio che sono riuscita a fare finora per farvi riposare dentro di me attraverso una transustanziazione diegetica”
La mia valutazione globale ammonta a 4.5/5 stelle (mezza stella in più solamente perché Giada Biaggi è una delle mie intellettuali contemporanee preferite); ho empatizzato molto con Eva nei momenti di realizzazione dell’umiliazione subita durante le sue frequentazioni fallimentari, così come nei momenti di gioia nel constatare che poteva ancora essere amata. Ho adorato le citazioni colte, anche quelle al di fuori della mia portata, e i momenti di riscatto, come la sfuriata all’ex Giovanni:
«E sai cosa? Io sono più bella di te. Esci dalla mia vita, tu e le tue frecciatine da liceale; continua ad andare a letto con le adolescenti che pensano che sei un dio solo perché stai dietro ad una consolle. E invece sei un analfabeta, letterale ed emotivo. Spero che un giorno riuscirai ad apprezzare il cinema di Agnès Varda!»
A questo punto non vedo l’ora di leggere Comunismo a Times Square, il libro più recente di Giada Biaggi.
Alessandra Topa Esposito



