“La ragazza di Savannah” – Romana Petri


Voto: 5 stelle / 5

A febbraio 2025 la Mondadori ha pubblicato un’altra delle biografie dirompenti scritte da Romana Petri. Dopo “Rubare la notte” su Antoine de Saint-Exupery e “Il figlio del lupo” su Jack London, ecco “La ragazza di Savannah” su Flannery O’Connor, scritto insieme ad Alberto Rollo.

Di Romana Petri abbiamo recensito anche “Tutto su di noi” e “Tutta la vita”.

Trama di La ragazza di Savannah

Ne “La ragazza di Savannah” viene raccontata la vita della scrittrice Flannery O’Connor sotto forma di romanzo. Si parla sia dei suoi personaggi controversi e delle spiegazioni che lei ne dà, sia della sua vita privata, che l’ha messa a dura prova: dopo aver perso il papà a causa del lupus, a 27 anni è stato diagnosticato anche a lei.

Recensione

A me di Flannery O’ Connor non poteva importare di meno. Il suo nome ha attraversato la mia carriera di lettrice solo una volta e con un titolo che avevo trovato difficile da reperire, perciò avevo perso interesse.

Una challenge di lettura quest’anno mi sfida a leggere un libro che rientra nel genere Southern Gothic. E che è? Mi sono chiesta. Ma le challenge servono proprio a questo. E allora ho scoperto che una rappresentante del genere (tradotto come Gotico sudista) è proprio Flannery O’Connor.

“Gli scrittori non è che a volte scrivono il loro destino?”

Se di Flannery O’ Connor non poteva importarmi di meno, mi importa assai dell’autrice italiana che ne ha scritto. Romana Petri è uno dei nomi italiani che preferisco per stile e serietà. Alla peggio, avrei almeno avuto l’occasione di assumere la mia dose annuale di lei, come faccio dal 2023.

Così ho incontrato “La ragazza di Savannah”. Cosa ho trovato? Un romanzo molto bello, che se da una parte mi ha volutamente lasciata all’oscuro di alcuni dettagli, come la cronistoria e i titoli di molte pubblicazioni, dall’altra mi ha dato alcuni punti di riferimento fondamentali e soprattutto una chiave di lettura.

Il lettore che nulla sa di questa autrice si troverà nell’intimità della vita a due, sicura e insieme soffocante, di Mary Flan e di sua madre Regina; sentirà scalpitare l’una, pazientare l’altra. Ascolterà parlare il fervido cattolicesimo della prima, parteciperà alla doppia diagnosi di lupus che ha dovuto affrontare la seconda. Farà il tifo, riderà, si commuoverà. E poi, come me, andrà a prenotare “Il cielo è dei violenti”.

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