
“Più in là del silenzio” è un romanzo di Fabrizio Guarducci e Monica Milandri, pubblicato agli inizi di marzo 2026 dalla casa editrice LE LETTERE.
Nelle 106 pagine del libro è concentrato il percorso di una coppia in crisi che, in un silenzio terapeutico, scopre l’efficacia di gesti gentili che sostituiscono le parole.
Si ringrazia la casa editrice per l’omaggio di copia cartacea.
Trama di Più in là del silenzio
Le parole tra Teodoro e Claudia – una coppia dai ritmi ripetitivi, nella pienezza dell’ età adulta – non affondano nel profondo. Teodoro – cresciuto in un ambiente dove le parole si pesavano come oggetti fragili – è impegnato nella carriera accademica tra lezioni e conferenze, con la mente sempre altrove, imbrigliato in abitudini stirate come camicie. La sua compostezza per Claudia è soprattutto distanza. Quest’ultima – cresciuta in un ambiente più vitale, a volte ricco di confusione – in un bisogno di concretezza e di equilibrio, cataloga, seleziona, cerca un ordine affettivo.
Tra loro l’amore è travestito da attenzioni pratiche, ma ci sono silenzi e distanze sempre più abissali.
Ciò che li salva sarà un percorso per sottrazione in cui smetteranno abitudini calcificate, dimenticheranno parole che sono solo corde tese e scopriranno, dentro un silenzio nuovo, una stupenda essenzialità.
Recensione
Cosa dovrebbero pensare gli amici invitati a cena da Teodoro e Claudia quando si sentono dire che è proibito parlare? Perplessi, non sanno ancora che sperimenteranno una parte del percorso che la coppia ha già intrapreso: nel silenzio parlano i dettagli, il tempo rallenta. Al posto di frasi convenzionali, con parole accantonate, si apre uno spazio vergine arricchito di osservazione e di acutezza.
Claudia e Teodoro, stanchi di “silenzi come parte dell’arredamento”, trovano un silenzio denso, senza ostilità, senza domande sospese, liberandosi di dolori e ferite archiviati.
In una lettera, che Teodoro non consegnerà mai a Claudia, fa un bilancio esistenziale, mette ordine ai suoi pensieri e dà una svolta alla sua vita.
In un vaso che insieme ricompongono scoprono la bellezza dei pezzi riaggiustati, metafora del cammino intrapreso.
Con una scrittura solo all’apparenza semplice – precisissime le parole scelte – questo libro lascia, deposita tracce, in una critica lucida alle chiacchiere inutili e in un invito al silenzio che fa emergere la purezza dei gesti.
Con un avvio delicato allo svolgersi degli avvenimenti, quasi ogni capitolo si apre con riferimenti alla luce, come fossero capisaldi di un diario: luce calda o impietosa, delicata o lenta, piena o sospesa.
Mi piace concludere riportando versi della poesia che Monica Milandri affida all’introduzione del libro, facendoci presagire la speranza: “Camminiamo con il cielo nascosto alle spalle…il cielo ci riconosce e resta”



