
“Il tempo del girasole” è il romanzo d’esordio di una penna sensibilissima: Claudio Aorta. Pubblicato da Balzano Editore (Cosenza) a settembre 2025, il libro non è semplicemente quello che si legge nella sinossi di copertina: va ben oltre.
Tratta argomenti importantissimi come la fede, l’amore, la medicina, l’arte, i rapporti umani, il ruolo della donna ieri e oggi…
Trama de Il tempo del girasole
Napoli, 2023. Elena Giachetti, brillante scienziata farmaceutica di 33 anni, è responsabile della Ricerca & Sviluppo della Bio-Futura, azienda del gruppo Iride GFP (Gruppo Farmaceutico Partenopeo). Ambiziosa e determinata nella professione, la sua vita sentimentale con il fidanzato Francesco è invece priva di slanci.
Una sera, mentre dipinge en plein air a Posillipo, nei pressi di un misterioso girasole un’inspiegabile distorsione spazio-temporale la trascina nel passato. Quando riapre gli occhi, si ritrova nella Napoli del 1799, in un’epoca segnata dalla lotta tra giacobini e monarchici.
Mentre le vicende della Rivoluzione Partenopea si intrecciano con la sua nuova esistenza, Elena si avvicina sempre più a Carlo, e tra i due nasce un sentimento intenso e profondo.
Recensione
Aorta descrive una Napoli di fine ottocento ricca di atmosfera e ideali, fa interagire personaggi inventati con personaggi realmente esistiti, che sono descritti come li ha immaginati lui. E per questo molto affascinanti e intriganti.
La Repubblica Partenopea e la Napoli del 1799 vengono descritte con gli occhi della protagonista. Attraverso questo viaggio nel tempo compie un viaggio introspettivo che le permetterà di comprendere meglio se stessa e la sua vita.
L’incontro con Carlo Ballardini la porterà a interrogarsi, tra le altre cose, sull’importanza della fede e a comprendere il vero significato dell’amore.
Un libro che si legge tutto d’un fiato, scritto con uno stile visivo e travolgente, dove i dialoghi si susseguono con un ritmo cinematografico e una capacità di raccontare, con sensibilità ed eleganza, i pensieri dei personaggi.
Un esordio che colpisce per la sua impronta inconfondibile.
… E’ nato lo “stile aortiano”.
Antonella Fullone



