
A marzo 2026 l’artista, scultore e restauratore Michele Montanaro ha voluto dare voce alla sua sensibilità letteraria e al suo istinto provocatorio autopubblicando “Il gheppio” in cento copie numerate.
Ho conosciuto Michele un numero di anni fa che non voglio calcolare, quando entrambi frequentavamo eventi pensati per appassionati della scrittura come noi. All’annuncio della pubblicazione sui suoi social mi ha colpito tantissimo la copertina, che ho trovato ipnotica, e ho deciso di comprarne una copia alla prima occasione utile.
Michele mi ha battuta sul tempo e me l’ha fatta arrivare in omaggio. Lo ringrazio tantissimo e adesso vi dico cos’ha di particolare.
Trama de Il gheppio
“Il gheppio” è un racconto onirico ambientato in una notte.
Racconta di un misterioso gheppio sospeso tra sogno e realtà, che fa quasi da custode al sogno dell’io narrante. Il racconto ha una piccola evoluzione che mi ha fatto pensare a “Doppio sogno” di Arthur Schnitzler, sia per lo stile sia per il concetto.
Recensione
Il racconto è bello ed evanescente al punto giusto.
La copertina che tanto mi ha colpito esprime appieno il gusto dell’autore, ma ha una particolarità: insieme all’impaginazione e – udite udite – alla nota critica, è frutto dell’intelligenza artificiale.
Per gioco e provocazione, Michele Montanaro ha fatto un esperimento di coproduzione insieme all’AI, tanto da creare un fantomatico critico, Aimone Trimalchin, che costruisce una postfazione lunga quasi quanto il racconto. L’ho trovata una scelta interessante, che forse mette in discussione l’effettivo peso e l’effettiva utilità della critica ai giorni nostri.
“Il gheppio” è una produzione talmente self che non ha isbn, però si può acquistare contattando l’autore tramite i suoi canali.



