“Il giardino dei Finzi-Contini” – Giorgio Bassani

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Voto redazione

5 stelle

Data di pubblicazione

5 Feb, 2021
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7

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“Il giardino dei Finzi-Contini” di Giorgio Bassani è un romanzo ambientato nell’Italia degli anni Trenta, all’indomani dell’approvazione delle leggi razziali. È stato scritto nel 1962 e io l’ho letto nell’edizione economica Feltrinelli del 2017, nella versione usata per “Il romanzo di Ferrara” (Feltrinelli 2012). Dal romanzo è stato tratto un film, Premio Oscar al miglior film straniero nel 1972, dalla cui sceneggiatura Bassani si è dissociato perché il finale è un po’ diverso dal libro.

Trama de Il giardino dei Finzi-Contini

La trama de “Il giardino dei Finzi-Contini” è, di fatto, la storia di una friendzone epica. Il narratore ci racconta della cotta non ricambiata che quando era giovane si è preso per Micòl, la figlia della famiglia ferrarese ebrea Finzi-Contini, prima che l’intera famiglia venisse deportata.

Lo spunto è il pensiero della tomba di famiglia che il padre di Micòl ha fatto costruire ma che alla fine è stata occupata solo da Alberto, fratello di Micòl, morto di malattia prima dell’inizio della guerra. Noi conosciamo questa realtà attraverso il suo ricordo e viviamo la sua attrazione insieme a lui, che si trasforma quasi in uno stalker.

Recensione

All’inizio ho fatto moltissima fatica ad accettare lo stile di Giorgio Bassani. L’ho trovato circonvoluto ed eccessivamente devoto alle incidentali. Alcune descrizioni hanno una struttura a matriosa, si affannano a spiegare tutto nello stesso periodo.

Ho avuto molta poca simpatia, per lui, nella prima metà de “Il giardino dei Finzi-Contini”.

Poi l’azione si è avviata, le dinamiche tra i personaggi si sono animate, i dialoghi (che salvo) sono diventati più fitti. La lettura è diventata leggermente più interessante e mi ha proiettata in una società che conosco molto poco.

Ho trovato parzialmente soddisfacente l’ambientazione storica: sembra solo funzionale, alcune volte. Chiuso il libro avevo solo due esigenze: cercare romanzi italiani dal setting storico più significativo, avendo in mente Hans Fallada, e ritrovare le atmosfere degli anni Trenta nella letteratura del periodo. Si accettano consigli!

Il libro è stato scelto come lettura condivisa del mese di gennaio dal Gdl EquiLibro di Pescara.

Cristina Mosca

Recensore

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moglie, mamma e lettrice bulimica. a 10 anni scrivevo i miei primi racconti. a 14 ho scelto di insegnare inglese. adesso faccio entrambe le cose. credo in quello che non si vede a occhio nudo. tra le mie pubblicazioni: "chissà se verrà alla mia festa" (schena 2005), "e donne infreddolite negli scialli" (schena 2008), "loro non mi vedono" (ianieri 2014), "con la pelle ascolto" (ianieri, 2018). mi piace scrivere in lettere minuscole.

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