“Bar del professore” – Marinella Tumino


Voto: 5 stelle / 5

Il libro “Bar del Professore” di Marinella Tumino (OperaIncerta, Ragusa, pp. 246) è in libreria da ottobre 2025. Si tratta di un’opera di pura fantasia, come dichiara l’autrice in seconda di copertina. I personaggi narrati appartengono al mondo della Scuola. 

Trama di Bar del professore

Che cos’è la Scuola? È un luogo dove si imparano le nozioni e, al tempo stesso, si cresce come persone e in questo la nostra ne è testimone. 

Poi ci sono gli insegnanti, i prof, sorta di compagni di vita degli studenti. Ogni docente lascia un segno: è quello che ha ascoltato silenzi che dicevano più di mille parole; ha mostrato che la conoscenza non serve solo a superare un’interrogazione, ma è uno strumento per capire la realtà, per costruire il nostro posto nel mondo. In buona sostanza, essere insegnanti non è solo un mestiere, è una responsabilità, una missione, un atto d’amore verso il futuro. 

In questo Marinella ha dato – e continua a dare – un ottimo esempio. 

Recensione

Tutti questi ingredienti – e tanti altri – si trovano in “Bar del professore” e sono mirabilmente introdotti da una bellissima immagine di copertina che, sicuramente, riesce ad essere familiare ad ogni lettore.

Tre diverse dimensioni del vivere quotidiano che si intrecciano, si fondono. Saletta che ha il sapore di lettura (si intravede uno scaffale laterale pieni di libri), mantiene l’odore di bar-caffetteria (sullo sfondo bancone con dietro bibite e analcolici), conservando la natura di luogo di aggregazione dove poter chiacchierare (con tavolini e sedie). In primo piano un tavolino su cui poggiano gli ingredienti delle citate dimensioni: cornetto, bibita, libro e occhiali da lettura. In tal modo, Enrico, figlio dell’autrice, ha voluto evocare – attraverso una composizione grafica semplice ma efficace – alcuni momenti dell’impalcatura narrativa.

I personaggi narrati si tingono di esperienza, come pennellate di colore o chiaroscuri messi in evidenza da una sorta di macchina da presa narrativa. Loro punto di incontro è un luogo condiviso, una sorta di valvola di sfogo, dove si intrecciano “i pensieri spettinati di studenti e professori” e il tutto attraverso un testo fluido e, non di rado, “con un linguaggio cadenzato da rintocchi giovanili e slang a tutto tondo immersi nella loro sintassi sbalconata, aperta, giovanilese e gravida di espressività”. 

L’autrice rintraccia l’essenza della vita cogliendo l’incanto di un cammino sulla linea del tempo della scuola frammento di quotidianità condivisa, dove sentimenti e turbinio di emozioni, coinvolgendo il lettore, si sublimano e diventano testimonianza di stati d’animo universali. 

L’autrice

Marinella Tumino non ha bisogno di presentazione. È scrittrice e poetessa iblea (ma anche insegnante di Lettere; ricercatrice indipendente nel campo della Shoah). Di recente ha ottenuto il riconoscimento “Donne che creano spazio – Sezione Cultura” promosso dalla Consulta Femminile del Comune di Ragusa.

Giuseppe Nativo

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