
“Una zebra nel mare” è uscito per i tipi della Nulla Die, casa editrice di Piazza Armerina (EN) nel febbraio 2025.
Già dal titolo il lettore attiva le sinapsi al fine di scovare il perché l’autore, Daniele Corrente Naso, abbia scelto proprio una zebra da associare al mare. E vi assicuro sarà una suggestiva sorpresa scoprire, seguendo la narrazione, la peculiare motivazione.
Trama di Una zebra nel mare
Ambientato tra Porto Palo di Capo Passero, Vendicari, Pachino, il romanzo “Una zebra nel mare” è narrato in prima persona da Federico Cerruti, uno studente lavoratore con la passione della scrittura. Qui descrive la sua storia personale, la sua travagliata evoluzione sentimentale. Egli sente di essere ingabbiato in una relazione asfissiante e, nel contempo, vive come sospeso tra cielo e il mare della sua amata isola dove si rifugia per dialogare con le vecchie pietre del faro, confidandogli le inquietudini e le perplessità esistenziali.
Poi una zebra nel mare gli aprirà un mondo che lui non conosceva e che lo accoglierà. Sarà quello il momento di configurare bene la propria vita, saranno i nuovi incontri o gli amori ritrovati che gli consentiranno di muovere i passi verso la consapevolezza di essere diventato un uomo. E non svelando nulla di più, il romanzo va segnalato per la trama che sprigiona cospicui messaggi umani e temi assolutamente attuali e da interiorizzare.
Recensione
Ho letto in punta di piedi il libro di Daniele, senza fretta, in modo da interagire bene con il testo. Mi sono intrufolato nella storia intricata di Fede Cerruti, nella sua ritrosia verso il mondo. Credo di averlo accompagnato sulla sua Isola delle Correnti, forse l’ho seguito curioso di intravedere o sbirciare la sua umanità o il suo essere controcorrente.
Ebbene, è lo stesso stile accattivante, ossessivamente meditativo ma comunicativo dell’autore che ha descritto le emozioni, l’instabilità emotiva, la continua e pressante ricerca del sentire, la riscoperta dell’io della voce narrante. Quella di Naso è una scrittura piana, scorrevole, adeguata al registro linguistico adoperato per veicolare immagini, sentimenti e perplessità su un mondo alla rovescia che lo stesso Fede è restio ad accettare.
La sua è una battaglia contro le divisioni corazzate della sua donna, impettita, seducente ma che procede verso la meta con egoistici paraocchi. Fede, però, eviterà di proposito le appariscenti imposizioni altrui, le vacue dimostrazioni d’affetto o, meglio, gli atteggiamenti prevaricatori di chiunque lo circondi. La sua anima, solo apparentemente semplice, ad un certo punto si vorrà nutrire di sane consuetudini, di rapporti genuini che possano completare la propria rinnovata dimensione di uomo. Ed un improvviso gravame di dolore, che, purtroppo, lo accompagnerà per tutti i suoi giorni a venire, lo renderà consapevole della densità di ciò che è stato, dei lati oscuri della memoria, dell’importanza di avere accanto a sé le “persone giuste.”
La strada per ritrovare sè stesso sarà ardua ma Fede riuscirà a trovare il bandolo della sua intricata matassa, un po’ come fa il suo bravo genitore quando districa alla perfezione le reti del peschereccio San Francesco cui è particolarmente legato.
La filosofia
La trama si dipana dal nucleo narrativo riguardante il ritrovamento di un oggetto misterioso, carico di sensi arcani ma si articola anche, nell’arco temporale di un anno circa, sulle riflessioni del “dottor Cerruti” quasi fosse la trascrizione intima di un diario dove Fede (così viene chiamato) si interroga sul valore filosofico della vita. È proprio sulla filosofia che l’autore punta nei dialoghi dei personaggi e sui pensieri del narratore interno restituendo al lettore autentiche perle di saggezza.
Buone risultano le descrizioni dei personaggi. Un composito campionario di varia umanità che strategicamente è simbiotico alla medesima definizione e caratterizzazione dei tratti della personalità mai stereotipata di Federico Cerruti.
Tuttavia, il dato assai interessante della storia proposta da Daniele Corrente Naso è che in essa rimangono impigliati ineluttabilmente il peso dell’esistenza, il dolore, le passioni segrete, i sogni che si innalzano fino a lambire la sommità del cielo, la speranza e le illusioni.
È arduo non parteggiare per il protagonista che naviga in acque tempestose o per il vecchio nonno di una rara intelligenza. O, ancora, per la bella libraia Milena, donna suadente e di una strabiliante forza d’animo.
Anche le transizioni delle immagini, dei contesti e dei tempi sono armonici e ben scanditi.
Insomma, Daniele Corrente Naso sa scrivere come Dio comanda.
L’autore
Daniele Corrente Naso, messinese, classe 1976, è un docente di filosofia al Liceo. Ha già pubblicato un altro libro dal titolo “I segreti di Punta Favara” per La Feluca Edizioni e, ne sono sicuro, altri ne avrà di pregevoli da tirare fuori dal cassetto della sua scrivania da proporre alla schiera dei suoi lettori.
Gioacchino Di Bella



