“Romanzi in tre righe” – Félix Fénéon

^

Categorie

Data di pubblicazione

13 Apr, 2019
Copertina "Romanzi in tre righe"
7

Scorri fino al contenuto...

Romanzi in tre righe

Le storie si raccontano con poco. A volte bastano tre frasi appena. Come nel caso dei Romanzi in tre righe del francese Félix Fénéon, pubblicati dall’editore Adelphi.

Analizziamone uno come esempio:

Ieri a Rouen il signor Colombe si è ucciso con un colpo di rivoltella. Nel marzo scorso sua moglie gliene aveva sparati tre. I due erano in attesa di divorzio.

Analisi del “romanzo in tre righe”

Non c’è un titolo. Perché non serve. Però abbiamo tre frasi. Secche ed essenziali. Dalle quali non traspare alcuna partecipazione emotiva. Sono state redatte in perfetto stile giornalistico, e si limitano a riferire come stiano le cose.

La prima frase è una notizia. Uno di quei fatti di cronaca (nera) che si leggono sui quotidiani. Un uomo si è ucciso sparandosi un colpo di pistola. La cosa è successa in un tempo del tutto indeterminato. Uno ieri che può infatti collocarsi ovunque. E dovunque, dal momento che non viene nemmeno specificato un luogo teatro della tragedia.

Anche la seconda frase è una notizia. Viene proposta come fosse un’integrazione della precedente. La moglie del signor Colombe ha cercato di ucciderlo. E gli ha sparato non uno, bensì tre colpi. Il che denota una certa determinazione da parte della donna. Nonostante l’innegabile drammaticità della situazione, l’accostamento delle due frasi finisce per produrre un effetto comico. Si può discutere se ciò sia stato voluto o meno. Ma la risata parte, forse proprio a causa del tono volutamente neutro adottato dallo scrittore.

Copertina "Romanzi in tre righe"

La terza frase – ancora più scarna rispetto alle altre due – serve ad assestare il colpo di grazia. È la sorpresa finale. I due – notare l’impersonalità dell’espressione – erano in attesa di divorzio. E qui si ride ancora. Perché Fénéon con deliberata cattiveria colpisce allo stomaco. E il lettore comprende come la neutralità delle tre frasi sia del tutto apparente. La sostanza stride ferocemente con la forma. Tradisce un’intenzione ben precisa: farsi beffe della tragicità di queste due esistenze.

 

Un’opera “aperta”

Il mini-romanzo sintetizza una vicenda semplice e assai comune: lo sfacelo di un matrimonio. L’amore fra due coniugi finisce. E anche piuttosto male. Lei cerca di uccidere lui, che alla fine si suicida. Non sapremo mai cosa lo abbia portato a un gesto tanto estremo. Forse l’amarezza per il tentato omicidio da parte della moglie. O forse altro.

È comunque interessante notare come l’autore proceda a rovescio. Partendo, cioè, dalla fine: dell’amore, della vita di un uomo. Ricostruisce la situazione utilizzando un crescendo inverso. Le poche informazioni di cui viene in possesso il lettore sono oltretutto fornite senza concatenazione. Il lettore sarebbe curioso di sapere quale tipo di legame intercorra fra suicidio, tentativo di omicidio e volontà di divorzio.

Un’opera “aperta”, insomma. Che lascia il campo aperto a qualunque tipo d’interpretazione. Costringendo il lettore a lavorare di fantasia. Come ogni storia che si rispetti.

Félix Fénéon, Romanzi in tre righe, Milano, Adelphi, 2009.

Enrico Cantino

Recensore

Vorresti scrivere una recensione?

amantideilibri.it è una grande community di appassionati lettori. Vuoi farne parte anche tu?

Enrico Cantino dovrebbe aver superato la cinquantina, ma non ne è sicuro nemmeno lui. Ha una laurea in materie letterarie, un blog su Tumblr e svariate passioni: i gatti, la scrittura, la lettura, i cartoni animati (giapponesi, in particolare), i "filmacci" come li chiama lui (horror, azione, demenziale, fantascienza, ecc. ma non disdegna qualche pellicola "seria"). Ha pubblicato con Mimesis, casa editrice di Sesto San Giovanni, sei libretti sulle serie animate nipponiche suddivise per generi: robottoni, eroine, guerrieri, sport di squadra, maghette, rapporti di coppia. Può darsi riesca anche a pubblicare qualcos'altro. Adesso vede.

Altri contenuti che potrebbero piacerti…

La questione della lingua

La questione della lingua

Dal Cinquecento è aperto un dibattito sui modelli da seguire nella lingua scrtta. Ecco perché Pietro Bembo ha avuto successo.

Si fa presto a dire “giallo”

Si fa presto a dire “giallo”

L’articolo propone una carrellata di letteratura “gialla” che va da Edgar Allan Poe a Marco Malvaldi, senza la pretesa di esaurire l’argomento.

Sei novelle di Giovanni Verga

Sei novelle di Giovanni Verga

Abbiamo ascoltato in audiolettura su youtube alcune delle novelle meno note di Giovanni Verga e ve le consigliamo.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.