“Anglofilia” – Ignacio Peyró


Voto: 5 stelle / 5

“Anglofilia” è un libro di Ignacio Peyró, pubblicato a maggio 2025 dalla casa editrice Graphe.it nella collana Notabilia. L’edizione italiana, nella traduzione di Roberto Russo, è stata data alle stampe il 21 aprile, 99esimo anniversario della nascita della regina Elisabetta II.

Ringraziamo la casa editrice e l’ufficio stampa 1A comunicazione per la copia cartacea ricevuta in omaggio.

Trama di Anglofilia

“Anglofilia” è dichiaratamente un “piccolo glossario sentimentale della cultura inglese”, pensato esplicitamente per gli amanti dell’argomento. In 52 capitoli snocciola altrettanti aspetti, raccogliendoli dalla A alla Y, che in maniera più o meno evidente sono alla base della cultura inglese. L’autore riesce ad essere molto eterogeneo e accurato, sia quando parla di caratteristiche un po’ più intime, come l’utilizzo dei cappelli o la predilezione per le case di campagna, sia quando affronta tematiche più complesse e delicate, come gli status sociali o il rapporto con la religione.

Recensione

Insieme all’accuratezza dell’autore, l’umorismo è sicuramente la caratteristica di maggior rilievo di “Anglofilia”. Ignacio Peyró riesce a riconoscere e a rispettare quel delicatissimo equilibrio che sta a metà fra il sarcasmo e l’ironia, senza risultare mai irriverente. Anzi, i suoi sono interventi condivisi da chi prova un amore incondizionato verso qualcosa, nonostante ne conosca i difetti.

Se è un po’ più noto che i double-decker britannici (anche se dal 2005 circolano solo quelli turistici) e le cabine sono rossi per poter spiccare nella nebbia, sarà una sorpresa scoprire che il legame con gli animali domestici è così forte da aver fatto nascere un’associazione per la tutela dei cani – una royal society – sessant’anni prima di una per i bambini. Oppure: sapevate che versare nella tazza il latte prima del tè è considerato un abominio? E che le cassette postali sono state introdotte dallo scrittore Anthony Trollope, a metà dell’Ottocento?

Questa, inoltre, è anche l’occasione per avere una visione più ampia della connessione tra l’età vittoriana e quella edoardiana, e del rapporto di odio-amore fra Oxford e Cambridge.

“Anglofilia” non ha l’obiettivo di glorificare la cultura inglese o di convincerne i detrattori: è un prodotto – oserei dire – per feticisti, in cui sono stata felice di ritrovarmi. Arricchisce, stimola e diverte. Lo consiglio soprattutto a chi già ama l’argomento, perché deve saper leggere tra le righe: è da considerare un livello pro per gli appassionati.

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