“Animali” – Salvatore Giordano


Voto: 4 stelle / 5

Chi scrive, prima o poi, perverrà alla poesia. È inevitabile, forse perché la poesia è pregna di nascita o di morte. Insomma, trasuda vita da tutti i pori. È il caso di Salvatore Giordano che, di recente, ha consegnato ai lettori una singolare silloge di 35 componimenti dal titolo, crudo e nudo, “Animali” (Nulla Die, giugno 2025)

Trama di Animali

Salvatore Giordano affronta con assoluto rigore una sorta di viaggio interiore nell’essere chiamato uomo. Uomo che ha smarrito la propria corporeità per fondersi nella terra, diventando fango o radici e suscitando altra vita. Nella lettura dell’opera pare di discendere nell’Ade per vagliare con occhi invisibili ciò che si era o, meglio, ciò che sarà di noi. È un itinerario dantesco fatto dal poeta nella materia che plasma e produce ectoplasmi senzienti e mai distratti sulla pochezza corporale dell’individuo.

Uomo che è animale, carne corruttibile, ossa sbiancate e fragili, cenere e polvere, corpo e dissolvenza mentre il tempo irriducibile, coerentemente spietato, sfuma certezze, vene e muscoli, rendendo fango la pelle, i nomi soltanto aloni evanescenti.

La quarta di copertina ci viene in aiuto sull’opera di Salvatore Giordano.

Nei versi di ANIMALI “si stratificano echi e interrogativi, il ciclo della vita si dispiega nel suo incessante divenire e decomporre. Il linguaggio, asciutto e tagliente, si fa strumento di indagine e resistenza, evocando immagini che si fondono e si dissolvono, in una tensione costante tra presenza e assenza, tra il dire e il tacere.

La poesia che chiude la raccolta si apre con un verso che suona come un monito e una constatazione: Siamo quel che siamo. Un viaggio senza redenzione, ma non senza consapevolezza. […]

Recensione

Pur nella brevità dell’opera, considero la silloge ANIMALI una prova d’autore degna di essere letta con la dovuta attenzione.

Essa è capace di suscitare ottime riflessioni e considerazioni di ordine filosofico come, d’altronde, dovrebbe fare la poesia con la P maiuscola.

Sì, il versificare del poeta è netto, assai schietto nel descrivere la natura dell’uomo e ciò che ne sarà dopo l’estinzione del suo fuoco fatuo vitale.

E soprattutto nella prima parte (all’incirca fino a pag. 28) la poesia di Giordano è implacabile, ossessivamente solida. A dominare sono le reiterate parole quali carne, corpo, polvere, cenere, ossa, ombra, vento, vuoto, vene, pelle.

Sono stilettate di verità ripetute, ma mai ridondanti, che si radicano nel suolo dei significati più profondi dell’ontologia, che non pretendono di essere vile metafisica bensì reale cognizione della condizione umana.

Poi la cifra stilistica di apre alla decodifica di altro male del vivere oltre alla scabrosa realtà determinata dal “Siamo quel che siamo” ossia orridi animali a scadere.

Ed ecco emergere ulteriori temi che vanno dall’alienazione individuale alla violenza efferata, dall’egocentrismo alla possibile e auspicata solidarietà, dalla razionalità e istinto fino all’interazione intra- Inter specifica.

Ancora una volta, anche qui registro la virulenta potenza dell’arte poetica.

La connotazione, come significato secondario profondo, imprescindibile senso dei versi.

Proprio durante la lettura dei primi componimenti, essa mi ha suggerito una visione spettrale ma pervasiva, cospicua: so che potrà sembrare strano, ma mi è parso di scorgere con i miei occhi disincarnati i miseri resti dei fanti italiani dell’ARMIR nel lontano 1942 -43 (per fare un semplice esempio di rappresentazione mentale suscitata dai versi) caduti nella steppa del Don e, magari, fatti riemergere dalla nera terra, strappati al poderoso abbraccio delle radici mediante la rievocazione poetica, dopo il disgelo atroce dovuto alle repentine mutazioni climatiche che incendieranno il pianeta. Miseri resti senza memoria, anzi che reclameranno invano memoria, nell’assurda stupidità di ogni guerra.

L’autore

L’autore di ANIMALI ha una consolidata carriera prima di docente, poi di virtuoso editore. Una figura di spicco nel panorama editoriale italiano.

Infatti, Salvatore Giordano, già docente di Scienze sociali, è editor, saggista e scrittore. Alcune sue opere sono state tradotte e pubblicate all’estero. Per la manualistica ha collaborato con Giunti TVP alla realizzazione dei manuali di Scienze umane ora pubblicati con il marchio Treccani-Giunti. Con Nulla die ha pubblicato: PortraitsA Dio PiacendoGuazzabuglio di stati selvaggiIl Giudizio degli altriIl pesce subaereo;  La luna e le rose (con Marina Di Guardo e Marco Iera); La modernità del fondamentalismoNo Muos ultimo atto Piazza No MUOS (con Antonella Santarelli); Ustica Animali.

Null’altro da aggiungere: la sua pregevole attività parla chiaro.

Gioacchino Di Bella

Commenti