“C’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo” – Efraim Medina Reyes

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Categorie

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Voto redazione

4,5 stelle

Data di pubblicazione

10 Dic, 2020
loro-copertina
7

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Il titolo di Efraim Medina Reyes “C’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo” (Feltrinelli 2013) mi colpì immediatamente: ne sentii parlare una notte durante un programma sui libri, mi addormentai curiosissima e la mattina dopo, con le informazioni che ero riuscita a raccogliere, iniziai a cercare informazioni sull’autore e naturalmente sul libro. Non è stato semplice trovarlo, nelle librerie non riuscivo a trovarlo e allora lo ordino su internet.

L’autore di C’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo

Sì, lo ammetto, quel protagonista così bizzarro e quell’intreccio di personaggi e situazioni altrettanto bizzarre, mi avevano davvero colpito! E poi, dettaglio da non sottovalutare, quello era un racconto d’amore! Certo, un amore bizzarro, perfettamente in linea con tutto il resto. L’autore Efraim Medina Reyes è nato a Cartagena nel 1964 e vive a Bogotà. Dove è ambientato il romanzo. È uno scrittore, poeta, musicista, giornalista, regista, sceneggiatore e drammaturgo colombiano. Esordisce nel 1988 con Seis informes e nel 1995 vince il Premio nazionale per il racconto con la raccolta Cinema arbol y otros cuentos. Dirige film e scrive per il teatro, con Feltrinelli ha anche pubblicato Tecniche di masturbazione fra Batman e Robin(2004), La sessualità della Pantera rosa.

Trama

Tanto interessante ed eclettico, particolare, è l’autore quanto il racconto. Dove in un connubio delirante e disordinato in una Colombia descritta dall’autore come dura, difficile da vivere, si svolge la vita di Reptil, Rep per gli amici, il protagonista, sboccato, dotato di una prorompente e irruenta vitalità, che in quello scenario, immobile, risalta ed attira l’attenzione.

L’esuberante Rep ha le pene del cuore da consolare, e se la vuole scordare quella ragazza che lo ha lasciato, che lo fa soffrire, e fugge/sfugge da quel ricordo barcamenandosi nel disordine inconcludente di Cartagena ,accompagnandosi ad amici, personaggi, avventure deliranti e grottesche, il tutto straordinariamente accompagnato a suon di rock! Il racconto, nel suo svolgersi, tra un momento imbarazzante, grotteschi approcci amorosi e quel dolore aspro, acuto, che solo la fine di un amore ti sa dare, è ricco di rimandi musicali come i Sex Pistols. Soprattutto l’autore, voce narrante del racconto, fa riferimento all’amore strano, malato che legava Sid Vicious, membro dei Sex Pistols a Nancy. Si fa riferimento alla musica dei Nirvana e all’animo fragile e contorto del loro leader.

Rep è il protagonista. Animo in subbuglio in una ferma e difficile Cartagena sta cercando, a suo modo, di dimenticare una storia d’amore. Nella sofferenza c’è voglia di rivalsa, voglia di ribellarsi all’immobilità delle cose mediante comportamenti ed atteggiamenti esagerati. Le sue giornate trascorrono con gli amici di sempre, Toba, Ortega che insegna all’università. Spesso si tratta di giornate alcoliche scandite al ritmo di “Smells Like Teen Spirit”, ad esempio, canzone “brusca e delirante” ottima colonna sonora di quelle giornate vissute tra grandi conflitti. Da un lato abbiamo l’immobile città, restia al cambiamento, statica e provinciale, dall’altro la loro voglia di diverso, di essere diversi quanto meno dai loro concittadini.

Recensione

È la voce narrante di Efraim Medina Reyes a raccontare i personaggi e le loro strane avventure .Ci racconta di feste dove le chiacchiere tra conoscenti e simpatiche bevute diventano scenario di gente che pensa bene di denudarsi, di approcci sessuali strani, di confidenze, sì, perché quando il ritmo incalzante e convulso dei personaggi si calma ecco emergere tutta la fragilità di Rep, un ragazzo sopra le righe sicuramente ma che sta soffrendo per amore .Le pagine scorrono velocemente, il racconto è intriso di dettagli, particolari: gli ambienti la cupa e buia stanza di Rep, gli esterni i cieli plumbei, le piazze, i monumenti, Medina Reyes con le sue descrizioni di esterni, di oggetti e caratteristiche, visive e non, dei personaggi cattura l’attenzione trasmettendo al suo lettore la voglia, la curiosità non solo di leggere dettagliatamente dell’ubriacatura oscena di Rep, ma di capire cosa porta una persona a perdersi tanto prima di trovarsi.

Rep: una sorta di eroe contemporaneo

Chi non ha mai sofferto per amore? È la storia più antica del mondo. Interessante e attuale il protagonista. Rep è un giovane che ha voglia di rivalsa, fugge alla staticità del luogo in cui vive, come può. Dotato di un animo inquieto, la fine di un amore lascia Rep allo sbaraglio e i miti del rock, quelli con storie forti complesse, sia rappresentano la colonna sonora delle sue giornate, sia rispecchiano pienamente il suo stato d’animo cupo e ribelle.

Scappa per brevi soggiorni a Bogotà, la metropoli. Sullo sfondo ci sono le bombe degli attentati politici, le risse notturne. Rep vive spinto dalla sua voglia di essere sempre in prima linea e la sua estrema vitalità, che esprime in prodezze erotiche, grandi amicizie ed eccessi di gioia e di ira.

L’autore è nato a Cartagena e vive proprio a Bogotà, quindi abbiamo descrizioni fedeli di luoghi o eventi rappresentativi di quegli anni. Medina Reyes scrive il libro nel 1994 ed arriva in Italia nel 2002. E’ ambientato in una Colombia “particolare”: le vicende di Rep si susseguono tra una Bogotà bombardata e una Cartagena raccontata come una “città immobile”. Un modo di descrivere, quello dell’autore, capace di trasportarti nelle rocambolesche avventure di Rep e dei suoi amici. I personaggi sono strani, la storia è strana, ma grazie all’intelligenza della scrittura di Medina Reyes caos e linguaggio sboccato diventano elementi essenziali per raccontare perfettamente non solo il grottesco, ma anche cosa influisce ed influenza la vita e i pensieri di un ragazzo che non vuole stare nel mezzo!

“Se fosse qui sarebbe ancora ermetica ed estranea, come una tomba senza nome. L’amore è chiuso a chiave, un’amore così è più criminale e feroce di un amore morto”.

E quindi ecco una precisa descrizione dell’ambiente in cui il protagonista vive e a cui si ribella, la sua vitalità estrema, esagerata che nettamente si contrappone alla mobilità della città. La vita a Cartagena è monotona e lui vuole sentirsi vivo, come quella dei miti del rock che ascolta.

Rep è stato lasciato e soffrire per amore e questo lo spinge a vivere strane ed insulse relazioni, e a pensare alla vita: quella vissuta, quella che vive, quella che vivrà.

“C’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo” è un libro particolare: l’autore riesce a raccontare personaggi strani e le loro altrettanto strane avventure. Il linguaggio, a volte sboccato, non risulta mai volgare ma perfettamente lineare ad un racconto di una realtà caotica, dove la voglia di cambiare le cose, spingendosi spesso oltre i propri limiti, è semplicemente il desiderio di un ragazzo che mal sopporta l’immobile metropoli.

Il titolo colpisce immediatamente: suggerisce subito che l’amore c’entri qualcosa e Medina Reyes non delude i lettori più romantici. Il testo è ricco di frasi d’amore, certo: è il nostro Rep a pronunciarle.

“L’ho trattata male molte volte perché ero disperato ma l’amavo più della mia stessa vita e quando se n’è andata la mia vita si è spenta”

Non restano delusi nemmeno i lettori meno romantici o meno avvezzi a tematiche amorose, perché il racconto scorre svelto lasciando i lettori, romantici o meno, curiosi di conoscere la prossima avventura dell’estroso Rep, cosa sia successo durante quell’appuntamento “romantico” e perché lei non lo ami più!

Libro affascinante come il suo autore, le cui influenze artistiche – Medina Reyes è anche un poeta scrive per il teatro e ha diretto un film – caratterizzano un artista istrionico in grado di aggiungere finezza anche quando ,anche dove sembrerebbe irraggiungibile. Scrittura intelligente, non pomposa ma anzi diretta e talmente ricca di particolari e intrisa di significati. Il lettore si appresti ad un “viaggio letterario” non privo di imprevisti e colpi di scena, mentre i “lettori più teneri” sospireranno ad ogni “sboccato sospir” del ribelle Rep.

Giovanna Pellicori

Amanti dei libri

Recensore

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